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Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte, 1940-1943
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Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte, 1940-1943 -  Mario Avagliano, Marco Palmieri - copertina
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Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte, 1940-1943 Mario Avagliano,Marco Palmieri
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Descrizione

Come hanno veramente vissuto la guerra gli italiani che fra il 1940 e il 1943 la combatterono, all'insegna della famigerata parola d'ordine mussoliniana "Vincere e vinceremo"? I diari e la corrispondenza dei soldati, i biglietti clandestini, le lettere censurate o sequestrate, le relazioni delle autorità militari e di polizia, le note delle spie fasciste che gli autori hanno ritrovato negli archivi, e su cui costruiscono un resoconto originale, fanno emergere speranze, ideali, miti, aspettative degli italiani rispetto alla guerra e al fascismo. Anche se in alcuni non tardò a insinuarsi un senso di delusione, nell'insieme ci troviamo davanti alla diffusa adesione e anzi all'entusiasmo con cui la guerra fu accolta e combattuta da tanti italiani, sedotti dai sogni di gloria dispensati dal fascismo. Un consenso che solo con gli sviluppi catastrofici del conflitto si trasformò, ma piuttosto lentamente, in distacco e avversione.
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Dettagli

2014
13 novembre 2014
376 p., Rilegato
9788815253606
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Indice

Introduzione
I. L'ora delle decisioni irrevocabili
1. La guerra immaginata
2. I dubbi repressi
3. L'effimera vittoria francese
4. Vittoria a caro prezzo in Grecia
II. La lunga illusione della vittoria
1. Sconfitte mascherate in Africa
2. Tobruk ed El Alamein
3. I maledetti inglesi
III. La guerra ideologica in Russia
1. L'illusione della spallata finale
2. Stalingrado e la battaglia del Don
3. I bolscevichi senza Dio
IV. Miti, temi e motivi del consenso
1. La vita per la patria
2. L'avvenire e l'ordine nuovo
3. Il mito del duce
4. La guerra santa
5. La dimensione umana della vittoria
V. I crimini di guerra
1. L'assuefazione alla violenza
2. Repressione e guerra antipartigiana
3. Il razzismo, l'antisemitismo e la Shoah
4. Il rapporto con i camerati tedeschi
VI. Il fronte interno
1. La diversa prospettiva di militari e civili
2. Gli italiani verso il dissenso
VII. Le sconfitte e il lento declino del consenso
1. La guerra reale
2. La trappola greca
3. Le delusioni nel Mediterraneo e in Africa e la campagna in Russia
4. Il cambio di prospettiva dell'inverso 1941-42
5. Il fallimento della campagna in Africa
6. L'ecatombe russa
VIII. La svolta del 1943
1. La sconfitta in Africa e l'inizio della fine
2. L'ultimo appello del duce e la svolta del 1943
3. Le ultime speranze di vittoria
4. L'illusione svanita
IX. La caduta del fascismo
1. Nasce il dissenso
2. Il 25 luglio
3. Affiora l'antifascismo
4. Verso la guerra civile
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claudio
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L'Italia entra in guerra nel giugno '40 quando ormai si è convinti di essere ad un passo dalla pace. Ma non è così. Poco dopo il fascismo si inventa la guerra con la Grecia e, salvato dai tedeschi, si avventura con loro in Russia. Nel frattempo in Africa le cose svolgono al peggio. Ma quasi contemporaneamente all'inizio del '43 abbiamo la tragedia dell'Armir, la perdita dell'Africa e poco dopo lo sbarco alleato in Sicilia. Di questi tre anni gli autori analizzano centinaia di lettere e di diari di ufficiali e soldati nei vari fronti: si passa da un momento di euforia pian piano a capire la cruda realtà. E, nonostante il continuo lavoro della censura, anche a casa si viene a sapere quanto il fascismo aveva inventato, quanto si è mangiato e guadagnato sulla pelle dei militari al fronte, quanta impreparazione era stata raggiunta.

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  "Combattenti di terra, di mare e dell'aria! (...) Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili (...). La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! E vinceremo!". In tali accenti, forse il culmine della retorica fascista, Mussolini dava notizia il 10 giugno 1940 dell'entrata in guerra al fianco della Germania. Il pluridecennale diluvio di scritti su fascismo e antifascismo fa sì che quella temperie sembri ormai scandagliata sotto le più varie angolazioni; ma nell'introduzione a questa ricerca Mario Avigliano, direttore del centro studi della resistenza dell'Anpi di Roma e Marco Palmieri, esperto di persecuzioni razziali nazifasciste, osservano che il punto di vista dei combattenti in Africa, Urss, Grecia e altrove non era ancora stato esaminato con la dovuta sistematicità. L'adesione dei militari alla guerra, è questo ciò che emerge, fu in larga parte "proattiva e convinta", caratterizzata soprattutto dalla caparbia fiducia in Mussolini. Come dimostrano gli autori, più che dalla censura ciò dipese dal radicamento nelle giovani coscienze di una serie di miti: la vittoria, la superiorità italiana, l'infallibilità del duce e la guerra giusta. Malgrado la debolezza dell'esercito, e la pochezza dei cosiddetti valori del fascismo, grazie alla lunga opera di propaganda Mussolini poté contare su uomini quasi unanimemente - spesso fanaticamente - pronti al sacrificio di sé: e fu prima di tutto questa fatale intossicazione ideologica che condannò alla mattanza un'intera generazione.   Daniele Rocca  

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Conosci l'autore

Mario Avagliano

1966, Cava de' Tirreni

Mario Avagliano, giornalista e storico, collabora alle pagine culturali del «Messaggero» e del «Mattino»; tra i suoi libri: Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945 (Einaudi, 2006), Il partigiano Montezemolo (Baldini+Castoldi, 2012), 1948. Gli italiani nell'anno della svolta (con Marco Palmieri, Il Mulino 2018).

Marco Palmieri

1969, Napoli

Marco Palmieri, giornalista e storico, è autore di L’ora solenne. Gli italiani e la guerra d’Etiopia (Baldini & Castoldi, 2015). Insieme hanno pubblicato Gli internati militari italiani (2009), Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (2010), Voci dal lager (2012), tutti editi da Einaudi, oltre a Di pura razza italiana. L’Italia “ariana” di fronte alle leggi razziali (Baldini & Castoldi, 2013) e, per il Mulino, Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte (2014), L’Italia di Salò (2017) e 1948. Gli italiani nell'anno della svolta (con Mario Avagliano, 2018).

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