Vincerò. L'ultima partita con Luciano Pavarotti

Rocco Mastrobuono

Anno edizione: 2016
Pagine: 156 p.
  • EAN: 9788864624358
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    Serena

    24/10/2017 08:11:19

    Di certo non è la solita biografia, un romanzo originale che ci regala uno sguardo inedito sul lato più privato di big Luciano, le sue paure, gli amici della briscola, la stanchezza e la malattia, e il suo forte legame con la sua città: Modena. Grazie a Mastrobuono impariamo a conoscere Luciano aldilà di Pavarotti.

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    Giacomo

    30/05/2017 09:49:35

    A volte il colpo di fortuna arriva quando meno te lo aspetti, ed è proprio quello che succede al protagonista del racconto Rocco Mastrobuono. In piena crisi finanziaria e senza lavoro lo scrittore si imbatte per puro caso negli amici storici di Luciano Pavarotti, che si ritrovano da anni nello stesso bar a giocare a carte. Decide così di scrivere un libro sui retroscena della vita del grande tenore modenese, con l'ausilio delle soffiate dei suoi vecchi amici. Un'impresa che si rivelerà ardua in quanto gli ex amici di Luciano non hanno alcuna intenzione di svelare i segreti più intimi della vita del tenore. Un intreccio di storie di vita vissuta, dalla seconda guerra mondiale ad oggi, che ripercorre la carriera di Luciano Pavarotti mettendo in luce tutte le sfumature di un personaggio unico e probabilmente inimitabile.

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Rocco Mastrobuono, autore del libro e protagonista delle vicende narrate, è un editor quarantenne di origini calabresi perennemente senza lavoro. Si trova a trascorrere un breve periodo nel Nord Italia, a Modena, e capita in una polisportiva a bere un caffè. Di fianco al bancone del bar sente parlare dei vecchietti e capisce che stanno parlando di Luciano Pavarotti. Si tratta infatti degli storici “amici della briscola”, che non hanno mai abbandonato la passione per il tavolo di gioco. Mastrobuono, in un lampo, realizza che quella può essere l'occasione della vita: farsi amici i vecchietti e carpire da loro notizie più o meno scottanti sul grande tenore. Scrivere una biografia scandalistica piena di gossip e venderla a un editore è il passaggio successivo che Mastrobuono sogna di fare.
Comincia così una bizzarra vicenda che narra del rapporto che, tra caffè e ammazzacaffè offerti in polisportiva, si instaura tra questo precario di nuova generazione e due vecchi amici di Luciano Pavarotti. Piano piano, tra le mille diffidenze degli anziani e il cinismo disperato del protagonista, si fanno strada ricordi intensi e aneddoti a volte esilaranti a volte commoventi. Oltre ai vecchietti della briscola compare, in sordina, un altro misterioso personaggio, Victor, che si dichiara in possesso di informazioni scottanti ma si rivelerà, alla fine, solo un millantatore in cerca di notorietà.
Dai racconti degli amici della briscola si affaccia, insieme alla storia del grande Maestro, la storia di una città, Modena, e di un paese, l'Italia, che risorge dalle macerie della seconda guerra mondiale. Come in una specie di catarsi, il gigantesco Luciano Pavarotti torna a essere il timido e impacciato Lucianino che canta Mamma al buio per salutare un amico che va a soldato, oppure l'uomo ormai vecchio e provato dalla malattia che è costretto a trascinarsi sul palcoscenico ed eseguire davanti a milioni di spettatori, forse per l'ultima volta, l'aria che tutti si aspettano da lui: il Nessun dorma. Un ritratto senza filtri, dietro le quinte di un palcoscenico mai del tutto abbandonato nella recita della vita. Eppure è proprio nella rappresentazione del mito che si sgretola che le note inarrivabili del Vincerò echeggiano in tutta la loro potenza drammatica: sono il grido di guerra di un grande lottatore, il testamento spirituale di un eterno sognatore, la solenne promessa di un uomo che può vincere la sua ultima battaglia perché nella vita ha conosciuto la sconfitta.