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Irène Némirovsky

Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 245 p. , Brossura
  • EAN: 9788845928482
Usato su Libraccio.it € 5,94

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    Elisabetta

    02/03/2016 10.32.44

    'Il vino della solitudine' è un'opera fortemente autobiografica che lascia senza parole per la carica di sofferenza, per il senso di abbandono e di ingiustizia vissuti dalla protagonista, Hélène. Le dinamiche sono più o meno le stesse trovate ne 'Il ballo', ma qui la narrazione è molto più intensa, i personaggi e le loro emozioni sono delineati con una tale profondità da lasciare stupefatti. Hélène odia la madre di un odio divorante e distruttivo. La detesta perché non le ha mai dato amore, la disprezza perché, con il proprio smisurato egoismo e con la propria superficialità, le ha sottratto quel senso di sicurezza e quella felicità che ogni bambino dovrebbe avere per poter sviluppare una sana personalità. Guarda con invidia, astio e commovente stupore i bambini che hanno, al contrario, dei genitori presenti e affettuosi. Soltanto a due persone Hélène si sentirà legata nel corso della vita. Alla governante francese che, seppur con timidezza e riserbo, le farà da madre, e al padre Boris, incallito giocatore che avrà invece occhi soltanto per l'immeritevole moglie e trascorrerà la vita nella continua ricerca di nuove ricchezze. Hélène crescerà in una famiglia dove l'unico scopo è appunto il vizio, di qualsiasi natura esso sia, sballottata da un paese a un altro, senza valori di riferimento, senza radici. La bambina che è in lei viene svilita, umiliata, ignorata e la giovane donna che ne prenderà il posto svilupperà un distacco ed un cinismo assai insoliti per la sua età, resterà in attesa del tracollo materno per infliggerle la tanto meditata vendetta. Ma, per quanto Hélène goda nel vedere sua madre diventare la caricatura di se stessa, potrà tutto questo ripagarla dei torti subiti? Leggetelo. Ancora una volta un'opera intensa e di valore!

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    ROS

    24/01/2016 16.00.22

    molto simile al libro "La Nemica", ma con un finale decisamente più bello. Peccato per alcuni brevi tratti ripetitivi

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