Le virtù della menzogna. Politica e arte dell'inganno - Fabrizio Grillenzoni,Martin Jay - ebook

Le virtù della menzogna. Politica e arte dell'inganno

Martin Jay

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Traduttore: Fabrizio Grillenzoni
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,07 MB
Pagine della versione a stampa: 270 p.
  • EAN: 9788833972947

€ 10,99

Punti Premium: 11

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Gaia la libraia

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«Washington non sapeva dire le bugie, Nixon non sapeva dire la verità, e Reagan non sapeva la differenza». La vecchia facezia mette allo scoperto la tensione agonistica tra verità e menzogna che attraversa la cultura politica, non solo americana. Dalla storiella edificante illustrata in copertina – un piccolo George Washington che ammette virilmente al cospetto del padre di essere stato lui ad abbattere con l’accetta l’albero di ciliegio – alle dichiarazioni di George W. Bush sulle armi di distruzione di massa irachene, va in scena qualcosa di più dell’alternanza tra limpide condotte e infingimenti plateali: a scorrere sul teatro politico è l’intera drammaturgia del pensiero occidentale intorno al governo della cosa pubblica. Grande storico delle idee, Martin Jay aggira le scarne dicotomie sincerità/doppiezza, moralismo/realismo, rettitudine/impudenza per sondare i rapporti meno convenzionali che il culto della verità, la sua distorsione deliberata e le arti del potere intrattengono tra loro. E comprova che, dall’antichità a Leo Strauss e Hannah Arendt, fustigatori e apologeti dell’inganno muovono da nozioni differenti del «politico» come dimensione specifica dell’operato umano. Se il fronte dei rigoristi arruola, non senza una certa promiscuità, Agostino, Kant e Rousseau, illuministi e romantici, è la parte avversa a fare mostra della maggiore ambivalenza concettuale, irriducibile alla sola astuzia celebrata dal suo eroe eponimo Machiavelli. L’artificio in politica infatti può appellarsi alla solennità della «nobile menzogna» platonica, trovare giustificazione nell’ipocrisia sociale rispettosa dei protocolli del tatto e del decoro, trincerarsi dietro la ragion di Stato, eludere il biasimo attraverso un uso ironico del mendacio, oppure presentarsi come virtuoso baluardo della pluralità di opinioni di fronte al carattere dispotico, monologico della verità. Abbandonando ogni pregiudiziale correttismo ideologico, Jay riconosce che la politica «non sarà mai una zona interamente libera dalla menzogna, una sfera di autenticità, sincerità, integrità, trasparenza e giustizia». E «in fin dei conti è una buona cosa».
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  • Martin Jay Cover

    Storico statunitense. È Sidney Hellman Ehrman Professor di Storia presso la University of California, a Berkeley. È un rinomato intellettuale, e le sue ricerche hanno aperto ponti fra la storiografia e altri ambiti accademici.Insigne studioso del pensiero del Novecento ("Downcast Eyes. The Denigration of Vision in Twenthieh-Century French Thought", 1993; "Force Fields. Between Intellectual History and Cultural Critique", 1993, "Songs of Experience. Modern American and European Variations on a Universal Theme", 2004; "Essays from the Edge. Parerga and Paralipomena", 2011), ha dedicato alla teoria critica della scuola francofortese alcuni saggi, tra cui, in traduzione italiana: "L’immaginazione dialettica. Storia della Scuola di Francoforte e dell’Istituto per le ricerche... Approfondisci
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