Anno edizione: 2018
In commercio dal: 8 marzo 2018
Pagine: 299 p., Brossura
  • EAN: 9788893880749
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Recensioni dei clienti

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    Antonio Cutrupi

    31/08/2018 09:37:14

    Consigliato dal grande Gian Paolo Serino leggo per la prima volta Montanari. Che dire, il genio di Serino si conferma tale anche quando consiglia letture e non solo per la loro modernità tematica ma anche per la scrittura veloce e primitiva che arriva al dunque, subito, senza fronzoli. La società liquida e in liquidazione che viviamo costantemente attaccati ai nostri smartphone ci avviluppa in mondi irreali, surreali e meccanicizzati che poco hanno a che vedere con l'umano che è in noi. Di particolare rilievo la figura del padre silenzioso e discreto che dopo i propri lutti e le proprie atrocità si rifugia in una vita di silenzio e di meditazione dolorosa coltivando il sogno di proteggere la figlia, il migliore personaggio del romanzo secondo me. Complimenti.

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    Chiara

    30/08/2018 09:37:37

    Ho apprezzato molto lo stile della scrittura ma la trama è assurda. Il pregiudizio che gli abitanti di piccoli paesi isolati siano perlopiù pazzi e che in queste zone non esistano le forze dell'ordine l'ho trovato veramente di cattivo gusto.

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    lela casini

    13/07/2018 10:51:52

    Veramente bello, interessante e ben scritto. Il tema del bullismo in senso lato è di grandissima attualità, ma antichissimo. La crudeltà degli adolescenti è nota a tutti, anche a coloro che hanno vissuto in ambienti più protetti. Il microcosmo che Montanari descrive è quello di un paesetto di montagna, con buoni e cattivi. Forse se devo trovare una pecca è quella di aver presentato i buoni tutti molto deboli o arrendevoli, e i cattivi potenti nella loro arroganza. Poi ci sono i due personaggi forse più interessanti, il vicino di casa del protagonista e il terribile e infelice Rudi. Da leggere.

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    n.d.

    05/06/2018 15:11:45

    Storia di ambientazione originale, ma non il migliore lavoro di Montanari

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    n.d.

    05/06/2018 12:43:17

    Montanari usa l'attualità per confezionare un buon romanzo. Tanto mestiere, risultati godibili. Consigliato.

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    Paola

    31/05/2018 21:36:13

    Bella lettura. Lo consiglio.

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    Alessandra

    08/04/2018 17:41:31

    Da leggere, come sempre. Una storia coinvolgente scritta benissimo. Tanti gli spunti di riflessione.

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    Fausta

    23/03/2018 15:23:39

    Un libro intenso, coinvolgente e che fa riflettere! Vi si rispecchia appieno la superficialità, l'indifferenza e la poca consapevolezza del male di questa giovane generazione. Consigliato soprattutto a chi ricopre il difficile ruolo di genitore.

Vedi tutte le 8 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Questo romanzo affronta l’usatissimo tema del bullismo da una prospettiva particolare, quella di un giovane professore precario. Marco ha trentacinque anni, dei trascorsi complicati con la famiglia d’origine e un urgente bisogno di stabilità economica. Quando gli viene proposta una cattedra annuale all’istituto Mazzoli, la scuola media di un piccolo paese isolato tra le montagne lombarde, non può permettersi di fare lo schizzinoso. Fin dal suo primo giorno in valle, però, si troverà a fare i conti con una situazione ai limiti del surreale. Tra i suoi studenti, che si appostano fuori dalla galleria del paese per assaltare le macchine come gli indiani con le diligenze, ce n’è uno, Rudi, che sembra la personificazione del male. Insieme ai compagni ha creato la setta del dio serpente Bilial, poco più di un pretesto per le orge e la cocaina, più facili da giustificare con le ragazze se ammantate da un alone di esoterismo. Rudi è ovviamente il leader indiscusso del suo gruppo: con lui, Marco è costretto a una continua partita a scacchi, da cui spesso esce con le ossa rotte. Intorno alla sicurezza dei ragazzi – nella fattispecie a quella di Chiara, la più giovane di loro nonché bersaglio preferito di Rudi – si gioca una battaglia che coinvolge tutto il paese. Dalla parte di Marco ci sono una collega, il vecchio e sfiduciato preside, un prete decisamente interventista e, personaggio chiave, il misterioso vicino di casa, un exmaggiore dell’esercito jugoslavo. Montanari, le cui abilità di scrittore midcult ormai ben conosciamo, ha lavorato con successo sul congegno narrativo(...). Nel romanzo c’è spazio per lo sviluppo ordinato della trama e per le incursioni nel passato di Marco, dal quale ricaviamo profondità e fili rossi tra il prima e l’ora. Tutto è calibrato come una bomba a orologeria, con i colori e i toni che si incupiscono mano a mano che ci si avvicina alla scena risolutiva: lì la vicenda della Vita finora si fa allegoria, i nomi comuni si ritrovano all’improvviso la maiuscola delle grandi occasioni e scendono in campo i valori, la storia, il coraggio.

Recensione di Matteo Fontanone