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Nikola P. Savic

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2014
Pagine: 281 p. , Brossura
  • EAN: 9788845277283

Recensioni dei clienti

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    ciccio

    03/06/2015 12.40.28

    Non importa tanto quello che racconta: i primi amori, l'amicizia, i problemi in famiglia ecc. Tutto sommato si scrive di ciò che si vive. Infatti il problema è questo, che l'autore sembra non averne idea. Nessuno vive nessuna esperienza nel modo raccontato in questo romanzo. E per raccontare devi saper rivivere quanto vissuto e rifletterci. Qua dentro non c'è nessuna riflessione, nessuna domanda e soprattutto nessun tentativo di risposta. Ci sono però espressioni del genere: "Questa scena mi sta trapassando il petto e non la dimenticherò presto", o umorismo di questo tipo: (mentre abbraccia una ragazza che non riconosce più perché è ingrassata) "mi si stringeva [...] una sconosciuta un po' troppo su di giri e ripiena come un involtino primavera del cazzo".

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    Iannozzi Giuseppe

    02/09/2014 21.32.50

    Vita migliore (Bompiani) di Nikola P. Savic mette a disagio, mette a disagio perché, oltre ad essere un libro scritto in maniera disorganizzata e sgrammaticata, è l'ennesimo romanzetto di formazione. Non basta scrivere, non è sufficiente mettere nero su bianco la propria esperienza di vita in un sistema totalitario: ogni immigrato ha una storia crudele alle spalle, di soprusi immani e di morte, una storia che i più non conosceranno mai. Nikola P. Savic è dunque stato fortunato a poter raccontare la sua storia, la sua vita a Belgrado. Ma la sua non è una storia originale. Ce ne sono di ben peggiori e mortificanti, sparse su tutta la faccia della Terra, di questa sporca umanità sempre meno umana. Non basta davvero a Savic mettere nel suo costrutto narrativo, sfilacciato e sgrammaticato, un infarcimento stereotipato: prime esperienze sessuali, rivalità fra coetanei, sogni persi lungo la strada, una briciola di fede religiosa calpestata, e pistola alla mano per sentirsi protetti, o meglio adulti, uomini (forse) capaci di uccidere se molestati. Sono tutti ingredienti che non fanno di un romanzo un buon romanzo. Storie come quella di Savic, per chi vuole ascoltare, si trovano a bizzeffe, entrando in qualsiasi bar di quart'ordine.

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    Tiziana

    30/05/2014 15.10.15

    Sono contenta che sia lui il vincitore di Masterpiece: il suo modo di esprimersi e di essere mi è sempre sembrato molto convincente. Il romanzo è scorrevole e i periodi cortissimi e sincopati tutto sommato sono gradevoli. Mi sembra però un po' crudo, anzi scurrile e mi chiedo se sia questo il linguaggio che va di moda oggi (!?). La vicenda in sé non ha nulla di particolarmente avvincente, però Savic sa renderla accattivante col suo ritmo, la sua lucidità, la sua acutezza apparentemente distaccata. Troppi dialoghi? In effetti sì, ma non mi sento di bocciarli, perché il tono umile e sensibile che traspare da ogni pagina mi sembrano prioritari. Buon esordio, quindi, ma non mi accontento.

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    Edoardo

    02/05/2014 11.37.51

    Romanzo di formazione costruito su un velocissimo susseguirsi di scene. Squarcio di un mondo, forse dimenticato, fatto di equilibri di forza ed onore, che in Italia, come altrove, sta lentamente scomparendo. Linguaggio semplice e tagliente. Consigliato.

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    Marco

    30/04/2014 21.09.18

    Un libro sciatto e banale. Se occorreva fare una trasmissione da 200.000 euro a puntata per scoprire un talento che non scrive nemmeno correttamente l'italiano... ditemi voi.

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    kobe

    30/04/2014 12.09.36

    Un bel romanzo di formazione sullo sfondo di una Belgrado violenta e piena di contraddizioni, mi è piaciuto molto lo stile del racconto diretto e schietto. Bella anche l'insolita e altalenante storia d'amore dei protagonisti, raccontata senza mai alcun facile sentimentalismo o sdolcinatezza. Consigliato.

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    joe roberts

    19/04/2014 12.56.29

    Dopo aver seguito le ultime puntate di "Masterpiece", ero curioso di leggere questo romanzo. L'impressione lasciata dalla lettura è stata positiva: il libro è godibile e lo sguardo di Savic è tagliente. La sensazione finale è quella di un personaggio sradicato, che fatica, come tutti gli adolescenti, a trovare il proprio spazio nel mondo. Sembra sempre che non riesca a connettersi con i luoghi (Belgrado, blocco 62°, amata di più da lontano) e le altre persone (Ivana è troppo grande per lui), come se, non per colpa sua, non riuscisse a stabilire un giusto rapporto con le cose. Il capitolo "Così vicino così lontano", bellissimo, è la parte migliore del romanzo.

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