Vita e morte delle aragoste

Nicola H. Cosentino

Editore: Voland
Collana: Intrecci
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 21 giugno 2017
Pagine: 136 p., Brossura
  • EAN: 9788862433068
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Descrizione
Finalista alla XLIX edizione del Premio Vitaliano Brancati, sezione Giovani

Le aragoste non smettono mai di crescere, per adattarsi al cambiamento abbandonano di continuo il carapace e ne creano uno nuovo. Tra la provincia calabrese e Roma, tra sogni di gioventù, appartamenti condivisi, viaggi, storie d’amore, ambizioni letterarie, legami che nascono e rapporti che si sfaldano, Antonio e Vincenzo attraversano insieme gli anni del liceo e dell’università, fino ad arrivare alla soglia dell’età adulta. Attorno a loro un corteo di figure originali, capaci di gettare una luce inedita sulla vita di tutti i giorni. Un romanzo ironico e raffinato che ci consegna l’istantanea di una generazione dagli affetti e dagli interessi precari, e un protagonista indimenticabile, Vincenzo Teapot, continuamente in bilico tra successo e resa, un perfetto figlio della nostra epoca: non grande, non tragico, un eroe che fa spallucce davanti al dolore e teme soltanto il fallimento.

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    Bea

    02/06/2018 20:57:24

    Ho apprezzato molto il libro di questo giovane autore (classe 1991) che, con uno stile semplice, riesce a catturare e a rendere molto bene il valore dei sentimenti che descrive. E’ il racconto di quasi dieci anni di vita che i protagonisti trascorrono insieme fino all’Università. Le vicende non seguono un ordine temporale, ma sono raccontate secondo l’intensità emozionale del ricordo di chi narra e ripercorre quel periodo. Una storia dolce nel racconto poetico da parte di Antonio che ci parla di viaggi, amori, avventure e, soprattutto, dell’amicizia con Vincenzo. Un sentimento che osserviamo crescere ed evolvere fino al suo affievolirsi nell’età adulta, quando è la vita che, a volte, sceglie per noi. Un’amicizia che non resiste ai rigori del tempo che passa, ma che continua ad esistere nella vita di Antonio di cui Vincenzo è stato, per un breve periodo, protagonista. Singolare e di effetto è il titolo del libro in cui le aragoste sono la metafora dell’amicizia che si accresce e si adatta alle nuove condizioni della vita così come le aragoste, crescendo di continuo, si adattano cambiando di volta in volta il carapace. Antonio, voce narrante, conserva nitido l’affetto verso Vincenzo di cui è stato spalla, confidente, fratello, pur comprendendo che le modalità in cui, semmai, verrà espresso di nuovo non saranno più le stesse. Un libro tenero con punte di nostalgia ed amarezza perché, in fondo, Antonio lo sa che i sentimenti possono morire, come le aragoste, non importa quanto grandi siano stati. Quello che conta è ciò che lasciano dentro ciascuno di noi o, piuttosto, quello che vogliamo che a noi rimanga dell’altra persona. Questo ci regala la possibilità che quel filo un giorno si possa riannodare, perché “l’amicizia ha più chance dell’amore di durare per sempre” (cit.) e “… cresce sempre e non smette mai, come le aragoste e la speranza.” (cit.)

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    alida airaghi

    27/09/2017 11:15:22

    Il libro è suddiviso in quindici episodi, sezioni di vita datate dal 2005 ad oggi: squarci di memorie, bozzetti descrittivi, brani diaristici e riflessioni che ripercorrono l’amicizia tra i due protagonisti, e la fedele, ammirata sudditanza dell’io narrante-Antonio alla figura di Vincenzo. Le ombrose cotte liceali, con le stesse ragazze contese e poi cedute dal più remissivo al sempre-trionfante; i turbamenti inizialmente nascosti e poi virilmente esibiti dei primi approcci sessuali; le sbronze, gli scioperi a scuola e i volantinaggi; i viaggi all’estero e i lutti improvvisi; la disordinata convivenza a Roma per gli studi universitari; i rapporti problematici con i vicini e con i colleghi di lavoro, che finivano per cementare ulteriormente la loro solidale empatia. E poi letture e musiche condivise, gli esordi letterari, le collaborazioni alle riviste più trendy, sempre con il terrore di fallire: «Non sentirsi niente di speciale e pretendere di esserlo». Due caratteri agli antipodi e tuttavia complementari: Antonio «giovane e placido appassionato di estetica editoriale», Vincenzo, sociologo «Era un romantico insicuro, bisognoso di prove eclatanti e tauromachiche aspettative, tipo: questa è la volta della vita; è la ragazza più bella della scuola; è più talentuosa di me». La quasi simbiosi tra i due si spezza con il disincanto di un tradimento taciuto, e per la delusione di un futuro accarezzato rivelatosi deludente: come le aragoste che non smettono mai di crescere, eppure finiscono per morire come qualsiasi sentimento o altra cosa vivente. Attraverso una scrittura piacevole e garbatamente curata, Nicola Cosentino porge un omaggio affettuoso a una profonda amicizia e agli anni caotici, divertenti, carichi di speranze e illusioni di una “normale” formazione giovanile, vissuta senza particolari trasgressioni e ricordata con riconoscente nostalgia.

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