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Laurence Sterne

Traduttore: G. Aldi Pompili
Collana: Classici
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 622 p.
  • EAN: 9788817129190

Recensioni dei clienti

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    mauro buffolo

    24/06/2010 15.35.47

    Assolutamente formidabile!!! Grazie a Milan Kundera (L'arte del Romanzo)che me lo fece scoprire orami sono vent'anni.

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    Francesco Finucci

    25/02/2010 14.43.32

    Romanzo fenomenale, un po' un archetipo del lavoro svolto da personaggi come emily bronte e browning, in cui è chi racconta a creare la storia, e non viceversa. Ogni avvenimento ha una sua motivazione in colui che la scrive, tristram shandy, un uomo pervaso da piccole manie e turbe, così come l'assurdo padre walter e l'indimenticabile zio tobia. Un libro assolutamente da leggere di una scorrevolezza impensabile, data la struttura inesistente che sterne crea con arte. Aggirandosi tra le strane digressioni di tristram si deve, alla fine, ammettere che nulla è lasciato al caso, e che il grande talento di sterne permette grandi costruzioni anulari che rendono il discorso sensato e omogeneo. neanche il più noioso documento riportato con pignoleria dal protagonista riesce a rompere quell'incantesimo di spassosa ironia che pervade l'opera, un grande ritratto della quotidianità

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    yorick

    30/09/2007 18.53.24

    Capolavoro assoluto della letteratura mondiale. Una lettura che fa ridere o sorridere a ogni pagina. Una finezza di sentimenti e una profondità di sguardo senza pari, il tutto in un apparente errare senza meta. Sterne destruttura il romanzo borghese prima ancora che esso si affermi. Straordinariamente attuali le questioni di bioetica affrontate in alcuni capitoli, come ad esempio i diritti degli spermatozoi, il battesimo intrauterino ecc. Grandissimo Laurence Sterne

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    alberto dati

    16/11/2004 04.35.04

    Leggere il Tristram Shandy di Sterne è un'esperienza unica e - fortunatamente - ripetibile. Lo sperimentalismo di tutta la costruzione romanzesca, l'assoluta mancanza di trama (e quindi anche di romanzo nel senso stretto del termine), la divagazione, che costituisce il tema principale dell'opera, mettono tutte capo al più irriverente romanzo che sia stato scritto da un irlandese prima dell'Ulisse di Joyce. Ed infatti, di quest ultimo il Tristram Shandy è il più significativo predecessore: ne anticipa clamorosamente la frammentarietà della trama, il flusso di coscienza, il concetto di durata contrapposto a quello di tempo, le innovazioni stilistiche e persino tipografiche (ne siano un solo esempio le "pagine marmorizzate"). Ciò che ne risulta è un "romanzo senza fine", scritto per far ridere i lettori e divertire lo stesso autore, per dissacrare la società inglese dell'epoca e per dare un ritratto - totalmente fuorviante e sopra le righe - di sè e e della propria famiglia. Un vero capolavoro, scritto in un inglese ostico e volutamente intricato, con metafore divertentissime e fraintendimenti memorabili. Da non perdere! Alberto Dati

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