La vita secondo Woody Allen

Stuart Hample

Traduttore: G. Baldoni
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 4 novembre 2010
Pagine: 239 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788876382048
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Descrizione
Nel 1976 il disegnatore Stuart Hample chiede a Woody Allen, già famosissimo, il permesso di trasformarlo nel protagonista della sua prossima striscia. Allen non solo accetta, ma prende a cuore il progetto e collabora con Hample su ogni vignetta pretendendo riunioni settimanali, mettendogli a disposizione la sua sterminata produzione di gag illuminanti e paradossali, inventandone altre sul momento. Nasce così "La vita secondo Woody Allen", che proseguirà con successo, sui quotidiani di tutti gli Stati Uniti, fino al 1984. Quasi un nuovo libro di Allan Stewart Königsberg in arte Woody, un tesoro che ne mostra l'universo geniale e schizoide da una diversa prospettiva e apre una nuova finestra sulla prima incarnazione del regista/scrittore/drammaturgo/musicista newyorkese, quella di "Io e Annie" e "Manhattan", sicuramente più divertente di quella attuale ma non meno profonda. Le migliori 300 strisce corredate da bozzetti, interviste, dietro le quinte, fotografi, che completano la figura di uno fra i più grandi umoristi del Ventesimo secolo e anche del Ventunesimo. (Introduzione di R. Buckminster Fuller)

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Nel 1976, anno precedente al successo planetario di Annie Hall (Io e Annie), Woody Allen accettò di diventare un personaggio a fumetti per opera della matita dell'allora già affermato disegnatore Stuart Hample. Ne nacque Inside Woody Allen, striscia giornaliera che conobbe, fino al 1984, un buon successo sui quotidiani e le riviste di tutto il mondo (da noi apparve sul mensile "Eureka!") e permise al comedian di ampliare il suo pubblico, facendo entrare la sua dramatis persona di schlimazel nevrotico ancor di più nell'immaginario collettivo. Ora, a pochi mesi dalla scomparsa di Hample, approda anche in Italia un'antologia delle migliori strip di Inside Woody Allen: accanto all'universo alleniano che ci è noto dal grande schermo (la yiddish mama, le donne, le paure, i sogni, il lettino dello psicoanalista), si trovano perle di humour sofisticato che non fanno rimpiangere i più celebrati Peanuts o Doonesbury ("Dottor Helmholtz, gli uomini nello stato di natura sono selvaggi – come pensava Hobbes – o creature innocenti e amorevoli – come pensava Rousseau?" "Dipende. Nei giorni feriali aveva ragione Hobbes. Nei weekend, Rousseau"). Alcune delle strisce migliori rimangono tuttavia nell'introduzione, senza traduzione dall'inglese. Woody Allen collaborò al progetto, ma solo parzialmente e "dall'esterno", fornendo materiale di ottimo livello, benché non sempre inedito. Si spiega così la verve discontinua delle strip, il cui unico responsabile, pur avvalendosi anche del gag scritte da David Weinberger, è sempre stato Hample, firmatosi per i primi due anni con lo pseudonimo Joe Marthen. Il volume risulterà comunque interessante per chi ama e già conosce bene Allen, non fosse altro che per la premessa autobiografica di Hample, in cui ricorda l'incontro e l'amicizia con Woody, e per la possibilità di ammirare qualche pagina del taccuino dove Allen appunta, corregge e rifinisce le sue battute.
Emanuele Miola