Una vita violenta

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Paese: Italia
Anno: 1962
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Un ragazzo trascorre le giornate con gli amici tra partite a biliardo e bravate. Un giorno conosce Irene e se ne innamora. Ma durante una rissa ferisce un uomo e viene arrestato. Uscito dal carcere si ammala di tisi e viene ricoverato in sanatorio dove conosce un sindacalista che lo convince a cambiare vita.
  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Minerva, 2013
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 115 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Brunello Rondi Cover

    Sceneggiatore, attore e regista italiano. Dopo aver esordito nel mondo del cinema nel 1952 collaborando alla sceneggiatura di Europa '51 di R. Rossellini e Altri tempi di A. Blasetti, lavora spesso con F. Fellini scrivendo, a partire da La dolce vita (1960), insieme al già collaudato trio composto dallo stesso regista, T. Pinelli e E. Flaiano. Negli anni '60 debutta anche come attore (in una delle sue rare apparizioni, Le ore dell'amore, 1963, di L. Salce) e dietro la macchina da presa con Una vita violenta (1962), adattamento dell'omonimo romanzo di P.P. Pasolini diretto insieme a P. Heusch. Tra le sue successive regie – che indagano il più delle volte tematiche sessuali – il noir Più tardi, Claire, più tardi (1968) e Velluto nero (1977). Approfondisci
  • Franco Citti Cover

    Attore italiano. Legato all’universo di P.P. Pasolini e alle sue variazioni, consolida in oltre quaranta film una carriera da autodidatta. Dopo la rivelazione folgorante della maschera di Accattone (1961), in perfetta aderenza al «primitivismo» fotografico del regista, segue la parabola creativa del suo mentore dando volto a Edipo (Edipo re, 1967) e a variegate figure nella «Trilogia della vita». Prosegue intanto con vitalità tragica e autentica nella caratterizzazione di personaggi del sottoproletariato, inaugurando con Ostia (1971) il cinema viscerale e istrionico del fratello Sergio, di cui resta naturale protagonista fino a I magi randagi (1996). Approfondisci
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