Viva l'Italia! Contro l'economia della paura. Perché non siamo il malato d'Europa

Francesco Bonazzi

Editore: Chiarelettere
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 726,18 KB
  • Pagine della versione a stampa: 256 p.
    • EAN: 9788832961928
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    Descrizione
    «Qualcuno, ne sono certo, mi accuserà di essere
    uno ‘sfascista’ antieuropeo mentre invece mi
    considero solamente uno che vuole rendere
    questa Europa veramente sostenibile e più equa.»
    Antonio Maria Rinaldi
     
    «La questione del debito pubblico è una
    questione di distribuzione della ricchezza,
    in particolare tra attori pubblici e attori privati,
    e non una questione di livello
    assoluto della ricchezza stessa. Il mondo ricco
    è ricco: sono i suoi Stati a essere poveri.»
    Thomas Piketty
     
    «La vera sfida che abbiamo di fronte è semplice:
    sconfiggere questa economia della paura, fermare
    la cinesizzazione dell’Italia e imparare
    a pensarci come potenza economica,
    che può decidere il proprio destino e migliorare
    l’esistenza dei propri cittadini.»
    Francesco Bonazzi
     
    La paura è uno stato d’animo personale, certo, ma per crearla e alimentarla su larga scala servono gli allarmi. Dietro ogni allarme c’è puntualmente qualcuno che ci guadagna. Ma l’Italia è davvero un paese sull’orlo del fallimento? Numeri alla mano, la situazione è ben diversa da quella che si dipinge.
    Come dimostra Francesco Bonazzi, in realtà il nostro è un paese molto ricco dove otto famiglie su dieci vivono in abitazioni di proprietà, con un patrimonio immobiliare che vale 3,8 volte il Pil, ovvero 6227 miliardi di euro, e con storie di eccellenza, specie nel settore della chimica industriale e della biochimica, che però fanno meno notizia dei successi degli chef stellati. Come ricorda il Censis, “il mondo è pieno di macchinari italiani, ma per saperlo bisogna andare a guardare l’etichetta”. Il vero problema è la disuguaglianza, a cominciare da quella Nord-Sud, ma per ridurla non si fa nulla, con la scusa che l’Europa non ci concede i necessari margini di bilancio. Con oltre 5 milioni di poveri e un 10 per cento sempre più ricco, l’Italia non può continuare a essere uno dei paesi con la maggior ingiustizia sociale del continente.
    La vera sfida che abbiamo di fronte è innanzitutto sconfiggere questa economia della paura e della colpevolizzazione alla tedesca, fermare la cinesizzazione del lavoro e imparare a pensarci come potenza economica, che può decidere il proprio destino e migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Evitando che il sovranismo prenda il posto della sovranità nazionale.