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Aldo Cazzullo

Editore: Mondadori
Collana: Frecce
Anno edizione: 2010
Pagine: X-157 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804603283

Recensioni dei clienti

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    Dario c.

    25/01/2014 14.08.17

    Da leggere necessariamente: anche se Cazzullo non è uno storico, ha lo stesso rigore. L'autore ricorda a noi Italiani i nostri pregi, la nostra generosità ed i nostri difetti, e ci esorta a non perderci di coraggio anche sulle note della canzone risorgimentale "Addio, mia bella addì, addio".

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    giorgio g

    11/12/2012 10.28.26

    All'autore non si può negare un immenso amore per la nostra Patria che estrinseca lungo tutte la pagine del suo libro in cui percorre a passo di carica il nostro Risorgimento, la prima guerra mondiale, la Resistenza. Cose forse già risapute ma raccontate - e questo è un grande pregio - senza quella retorica che molto spesso rovina questo genere di opere.

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    Federica Tomasi

    30/03/2011 11.46.56

    Un bellissimo libro! Peccato ci siano solo due commenti: la gente preferisce leggere solo romanzi, a volte eccessivamente strombazzati? Chi lo sa, comunque un libro che si potrebbe proporre anche a scuola. Da leggere.

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    Gi

    07/02/2011 16.57.29

    Un libro non scritto da uno storico ma che tocca, se pur in modo sommario, i momenti più significativi della nostra storia patria. Non sarebbe strano avvicinarsi a questo libro con una scorta della solita retorica; errore. Vengono raccontati i fatti, almeno in parte, ne più ne meno di come si potevano leggere, ai miei tempi, sui libri di storia di allora, tanti lustri fa. Siamo un popolo malato di esterofilia; tutto ciò che ha avuto origine oltre confine, è bello. Si dovrebbe sapere che all'estero quasi tutti conoscono i fatti salienti del loro paese; noi inarchiamo un sopracciglio, quando va bene, al minimo accenno di storia e di politica. Non ci dice, direbbe, quindi nulla di nuovo ma va letto; se non altro per rinfrescare le nostre nozioni di base.

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    claudio

    03/01/2011 10.24.21

    Ennesimo bel libro di Cazzullo, questa volta incentrato sulla nostra povera Italietta, o almeno è quello che ritengono ad esempio i leghisti. Bisognerebbe far leggere alcune pagine nelle nostre scuole.

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