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Mauro Corona

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
Pagine: 235 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804633778

Recensioni dei clienti

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    GIAMBA

    25/05/2016 17.18.55

    La vicenda del Vajont narrata come una favola; una metafora del perenne scontro tra gli equilibri della natura e il progresso umano. All'inizio abbastanza noioso, si riscatta nel finale. Molto triste.

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    And the Oscar goes to ....

    16/02/2016 12.59.53

    Letto d'estate nell'afa della pianura padana, gradito come un buon ghiacciolo.

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    GianniF.

    03/11/2014 20.08.20

    Un bel romanzo fiabesco, poetico, ecologico eppure triste, come nello stile di Corona. L'amore per la natura, la sua terra e' sempre in primo piano e ben sviluppato, anche se un po' ripetitivo, sia pure volutamente. Un autore da divulgare nelle scuole!

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    Adele

    24/10/2014 11.18.01

    Ho comprato questo romanzo perché molto incuriosita dalla storia. In realtà sono rimasta un po' delusa perché l'ho trovato lento e ripetitivo. Non mi ha entusiasmata, nonostante il contenuto interessante.

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    Renzo Montagnoli

    05/08/2014 20.04.07

    Sono sempre stato un estimatore di Mauro Corona, un eccellente scrittore, le cui opere grosso modo si dividono in due filoni, a volte congiunti: quello che si potrebbe definire memorialistico, e che si traduce in un culto del ricordo, e quello più propriamente narrativo, cioè dove predomina la fantasia creativa. Non saprei dire in quale dei due inserire La voce degli uomini freddi, perché c'è si tanta inventiva, non disgiunta tuttavia da eventi accaduti realmente che, se anche non sono riportati con l'esatto nome, sono tuttavia facilmente identificabili (basti a pensare al finale che ripropone una tragedia come quella del Vajont). Essenzialmente ci troviamo in presenza di una favola e, come dovrebbero essere tutti gli scritti di questo genere, con una morale ben precisa. L'uomo non deve sovrapporsi alla natura, ma vi si deve adattare, come questo popolo freddo che da centinaia di anni resiste al gelo e alla neve, anche d'estate, al vento fortissimo, a temporali spaventosi e perfino alle valanghe, imparando di volta in volta qualche cosa e traendo così un'esperienza, da trasmettere ai posteri, per la continuazione della specie. La morale è senz'altro condivisibile; però mi chiedo una cosa: per esprimere questo concetto così importante che bisogno c'era di scrivere la bellezza di 235 pagine? Peraltro, la narrazione, sempre così dinamica nei testi di Corona, qui è monocorde, quasi una nenia ossessivamente ripetuta. L'assenza poi di dialoghi e questo modo di esporre, imbastendo una vicenda con frequenti ripetizioni, finisce con l'annoiare chi legge, tanto che mi è venuta la tentazione più volte di chiudere il libro a dove ero arrivato, non andando più oltre. Resta un fatto e cioè che uno come me, che ha trovato sempre appassionanti i romanzi di Corona, questa volta è arrivato all'ultima pagina con estrema fatica, nella continua e inutile speranza che qualche cosa cambiasse, che oltre agli uomini freddi anche l'autore diventasse un po' meno gelido.

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    Pietro

    11/05/2014 22.16.44

    scritto bene, romantico, fiabesco e divertente

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    Chiara

    22/03/2014 10.37.41

    Ho letto tutto di Corona. Mi piace di più quando scrive di singole persone, Neve è uno dei più bei libri che abbia letto, l'ombra del bastone è meraviglioso... queste epopee mi sembrano diluite, blande, a tratti noiose.

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    moreno63

    22/01/2014 18.17.21

    Dopo le ultime prove, quanto mai discutibili, finalmente il Corona che avevamo imparato ad apprezzare. Bel libro, scritto bene, con una bella storia

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    filippo

    19/01/2014 10.00.59

    Ci sono personaggi che ormai fanno parte della mia vita. Corona è sicuramente tra questi. I suoi romanzi sono semplici, diretti, magici e questa sua ultima fatica non è diversa dalle altre. Consigliata la lettura in solitudine, possibilmente con camino acceso e sigaro toscano a profumare la stanza. Meglio sarebbe in alta Montagna, in caso contrario basta una buona dose di fantasia. Buona lettura a tutti....

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    Antonella

    16/01/2014 09.33.04

    Il libro è innegabilmente affascinante ma forse risente del fatto di essere troppo "lirico" in quanto la vicenda narrata resta un po' uno sfondo impalpabile e in alcuni tratti perde d'intensità.

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    paola

    06/01/2014 19.52.37

    genio veramente incredibile Mauro Corona con le sue espressioni, misto di scienza, storia e sapienza, eccezionale!!

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