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Chiara Frugoni

Editore: Einaudi
Collana: Saggi
Anno edizione: 2010
Pagine: XXII-398 p. , ill.

2 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Arte, architettura e fotografia - Storia dell'arte: stili artistici - Arte bizantina e medievale dal 500 d.C. al 1400 d.C.

  • EAN: 9788806191870

Le "pillole iconografiche" che con amabile ed elegante semplicità Chiara Frugoni ci presenta in questo libro, e che espressamente non intende elevare a trattazione organica o a manuale di iconografia, sono tuttavia ben più che la merce esposta sulla "bancarella" alla quale, al termine di una breve premessa, la studiosa paragona con bonario understatement il proprio libro. In realtà, i capitoli nei quali si articola questo lavoro sono un'eloquente illustrazione delle competenze dell'autrice nell'interpretazione delle immagini e della sua capacità di farle "parlare" con notevoli risultati conoscitivi. Frugoni riprende infatti qui – senza parlare di altri lavori di successo su argomenti e soggetti particolari – a sfruttare le potenzialità esplicative delle immagini per un discorso generale sul medioevo che erano state già manifestate in un libro del 1999, scritto in collaborazione con Alessandro Barbero (Medioevo. Storia di voci, racconto di immagini, Laterza, 1999; cfr. "L'Indice", 2001, n. 4).
L'importanza delle immagini nei processi comunicativi del medioevo è nota (in particolare come mezzo didattico nei confronti dei cosiddetti illitterati, fra i quali per un certo tempo si sono contate anche molte persone di nascita non ignobile) e questo basta a giustificarne un'indagine appunto di tipo iconografico, svincolata naturalmente da giudizi di valore artistico e anzi, per quanto possibile, dalla stessa limitazione alle opere d'arte. I capitoli nei quali si articola il libro toccano situazioni e soggetti della più grande importanza nella cultura e nella civilisation medievali, dai gesti significanti del potere e della sottomissione, del sentimento e della parola ad alcune "convenzioni simboliche" di organizzazione dello spazio e di rappresentazione delle figure divine e dei santi alla raffigurazione di gruppi sociali ai margini della società come gli ebrei. Gli ultimi due capitoli toccano direttamente le figure di Cristo e della Vergine, insieme alla raffigurazione degli angeli e di alcuni animali che nei bestiari erano connessi con la passione di Gesù.
Come si vede, la scelta espositiva non è per nulla trattatistica (giusta l'intenzione dichiarata in apertura), ma si dipana da figura a figura, da un'interpretazione a un'altra, senza interruzioni, per analogia o contiguità di rappresentazione o di significato, seguendo una disposizione apparentemente "naturale" dei materiali. Questo non impedisce discussioni molto articolate ed esaustive, come quelle sul linguaggio gestuale dei primi due capitoli, e anche interessanti approfondimenti, come quelli sui personaggi romani ed ebrei che presenziano e agiscono intorno alla crocifissione o sul décor di fiori, frutta e marmi che circonda la Vergine e il Bambino in più di un dipinto. Alla raccolta di immagini, significativamente ricca (214 riproduzioni in un libro di poco più di trecento pagine sono un corredo di tutto rispetto), fa da "cornice" una scrittura distesa e legata, e nello stesso tempo affabile, che consente un'appropriazione senza sforzo dei contenuti concettuali e delle convenzioni comunicative che Frugoni va a mano a mano estraendo dalle figure. È questo un aspetto certamente gradevole del libro, e didattico, che si offre così alla lettura anche di un pubblico non particolarmente informato (per i più esigenti, le note al testo forniscono citazioni e rinvii bibliografici di giustificazione e di approfondimento). Questo d'altra parte è l'intento dell'autrice, dichiarato all'inizio, come soccorso ai visitatori di mostre e di musei, spesso frustrati, dice Frugoni, nella comprensione delle opere da corredi descrittivi ed esplicativi reticenti o respingenti.
Walter Meliga

Recensioni dei clienti

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    Carlo Ammatuna

    19/12/2014 18.43.02

    I libri della Prof.ssa Frugoni si leggono come delle belle favole; la morale è sempre la solita l'arte attraverso le opere ci rivela la cultura e la mentalità della civiltà che la produce.

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    M@rco

    28/01/2012 12.52.26

    E' inutile: l'arte sacra e quella medievale in particolare, non puoi veramente apprezzarla senza aver letto i testi canonici e quelli apocrifi, cui gli autori facevano riferimento. Chiara Frugoni ce lo ricorda in punta di penna e ci regala questo meraviglioso libro che non dimenticherò di mettere tra i miei bagagli la prossima volta che passerò da Parma, Firenze, Assisi, Roma...

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