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Ronald H. Balson

Traduttore: L. Ferrantini
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 420 p., Rilegato
  • EAN: 9788811688532
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Recensioni dei clienti

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    Rosanna

    17/03/2017 18.28.12

    Avendo letto molti libri sull'Olocausto,posso affermare che questo è il solito romanzetto commerciale che vuole commuovere il lettore. La storia è inverosimile e il finale a sorpresa non mi ha per niente convinta perché avevo già intuito qualcosa.Approfondimento psicologico zero,prolisso e inutilmente dettagliato in alcuni punti con vuoti immensi altrove.Non mi ha lasciato niente,le lacrime profuse dell'avvocata non hanno minimamente scalfito il mio cuore che batte per altro genere,il genere letteratura. E qui non c'è traccia di letteratura,solo parole.

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    marilena

    07/03/2017 19.07.59

    E' una storia di una dolcezza infinita. A me e' piaciuta molto anche la parte storica, scritta molto bene, mai banale e molto struggente. Lo consiglio assolutamente, senza altre spiegazioni, se non il fatto che e' sempre istruttivo leggere di questo periodo storico, anche quando ci si costruisce sopra un romanzo o una storia d'amore.

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    claudio

    22/11/2016 16.52.35

    Storia se vogliamo paradossale, ma che si è verificata spesso, sia negli Stati Uniti, sia in Sudamerica dove si erano rifugiati dopo il crollo del nazismo moltissimi criminali. Qui siamo a Chicago, dove un magnate ebreo, grande benefattore della città, viene riconosciuto da un compagno di gioventù come criminale nazista, sfuggito con l'oro e i preziosi rubati agli ebrei. E inizia la lotta fra questo personaggio, coperto da avvocati di grido, e il suo accusatore che ha al fianco un'avvocata giovane e il suo fidanzato, un investigatore privato. Oltre alla forza di volontà e alla presenza della moglie mancata qualche anno prima. Il colpo di scena finale lascia a bocca aperta. Sarà solo così che il nazista verrà smascherato, privato della cittadinanza americana e deportato in Israele per un giusto processo.

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    Elena

    02/09/2016 22.37.44

    Non è facile recensire questo libro, c'è molto da dire. Innanzitutto se ne è fatto un gran parlare quindi le aspettative erano molto alte. Personalmente mi è piaciuto, anche se ho trovato la parte centrale, quella storica, troppo prolissa nel descrivere per filo e per segno tutta la situazione degli anni della guerra. E' vero che questo è il cuore del romanzo e quindi andava trattato, però io avrei tagliato qualche pagina per non appesantire la lettura. La storia comunque è toccante, emozionante e scritta molto bene, il finale strappalacrime anche se forse un po' affrettato. Ottimi i personaggi, mi è piaciuto anche l'inserimento della storia d'amore tra l'avvocatessa e l'amico: questa parte è stata criticata da molti ma a mio parere ci può stare per alleggerire una storia altrimenti pesante, e comunque è molto marginale quindi va bene. A chi dice che il libro ha banalizzato un accadimento storico grave e importante rispondo che si tratta di un romanzo e in quanto tale ha romanzato la storia per renderla leggibile e godibile nonostante la spinosità dell'argomento trattato. Tirando le somme posso dire che il libro mi è piaciuto, è una lettura che mi sento di consigliare.

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    Elena

    02/09/2016 22.37.15

    Non è facile recensire questo libro, c'è molto da dire. Innanzitutto se ne è fatto un gran parlare quindi le aspettative erano molto alte. Personalmente mi è piaciuto, anche se ho trovato la parte centrale, quella storica, troppo prolissa nel descrivere per filo e per segno tutta la situazione degli anni della guerra. E' vero che questo è il cuore del romanzo e quindi andava trattato, però io avrei tagliato qualche pagina per non appesantire la lettura. La storia comunque è toccante, emozionante e scritta molto bene, il finale strappalacrime anche se forse un po' affrettato. Ottimi i personaggi, mi è piaciuto anche l'inserimento della storia d'amore tra l'avvocatessa e l'amico: questa parte è stata criticata da molti ma a mio parere ci può stare per alleggerire una storia altrimenti pesante, e comunque è molto marginale quindi va bene. A chi dice che il libro ha banalizzato un accadimento storico grave e importante rispondo che si tratta di un romanzo e in quanto tale ha romanzato la storia per renderla leggibile e godibile nonostante la spinosità dell'argomento trattato. Tirando le somme posso dire che il libro mi è piaciuto, è una lettura che mi sento di consigliare.

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    francesca

    23/08/2016 13.13.03

    sono perfettamente d'accordo con le critiche che stroncano questo "romanzo"/"operazione commerciale". Il voto 2/5 solo perché si legge facile come un racconto avventuroso. Un unico merito : mi induce , prestissimo, a leggere qualcosa di SERIO sull'olocausto.

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    Maura

    23/05/2016 17.32.25

    Non conoscevo l'autore anche perchè si tratta del suo primo libro. L'ho iniziato con sospetto perchè appassionata di altro genere di libri, ma già dalle prime pagine mi ha avvinto. Scritto molto bene, rende partecipe il lettore agli eventi. Si giunge alla fine in un baleno. Consigliatissimo

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    martinorg

    13/02/2016 11.28.58

    era dai tempi del libro dei miserabili che non leggevo un libro cosi',bello,emozionante,gia' dalle prime pagine si capisce lo spessore del libro,piu' volte mi sono ritrovato coi brividi,arrivando alla fine non sono riuscito a trattenere le lacrime,non mi capitava da molto tempo 10anni fa circa,appunto da Victor hugo.

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    dani70

    02/02/2016 06.20.41

    "ONCE WE WERE BROTHERS" (perchè questo è il titolo originale e quello italiano stona parecchio) è un romanzo che parla dell'orrore dell'Olocausto, che emoziona e fa soffrire. A me è capitato di dover chiudere il libro per riflettere, un po' come succedeva a Catherine che si vedeva costretta ad interrompere la narrazione di Ben perchè troppo triste. Da leggere.

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    MARIAGRAZIA

    15/12/2015 10.22.16

    Un libro veramente appassionante, non ho molto tempo per leggere ma ho ritagliato ogni momento possibile...non riuscivo a interrompere la lettura. Da tempo non leggevo un libro così bello!

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    selena

    28/09/2015 22.04.54

    Ho appena terminato la lettura di questo romanzo. Mi ritrovo in un fiume di lacrime.. Un libro veramente toccante che consiglio anche a un pubblico giovane come me per capire qualcosa in più di quelli che erano i tempi della guerra. Sicuramente un libro scorrevole con un ottima storia dietro..

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    roberto biselli

    20/07/2015 17.21.13

    La banalità del bene...su un difficile e ancora scoperto nervo del male prodotto dall'uomo-novecento, un libro di una banalità sconcertante, romanzetto quasi rosa, confuso, dalla trama impraticabile, efficace esclusivamente a coprire le atroci responsabilità di chi realmente ha coperto la verità dei vari genocidi e ha permesso ad autentici criminali nazisti di trovare sponda e copertura. Non sono questi ancora i tempi per edulcorare la realtà storica, ancora appena trascorsa, abbellendola con apparenti lieti finali strazianti. Veramente orribile e offensivo per le vittime del nazismo e la loro memoria.

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    lalla

    11/06/2015 08.29.44

    un libro coinvolgente, commovente ed emozionante. Bellissimo da leggere assolutamente.

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    annalisa

    09/04/2015 21.16.33

    Bellissimo ed emozionante. Vero che l'argomento sottostante è sfruttato vero anche che la storia non si riduce soltanto all'olocausto...l'unica vera pecca è il titolo...non capisco chi possa aver fatto un errore del genere

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    Pulcino65

    01/04/2015 11.37.27

    Personalmente il titolo originale "One we were brothers" (Quando eravamo fratelli) ril'avrei trovato più appropriato. Cmq devo dire veramente una bellissima storia pur trattando un argomento ormai trito e ritrito. L'ho trovato scritto bene, scorrevole, con la giusta capacità di catturare l'attenzione. Mi ha colpito molto la dolcezza di tutto quanto è stato raccontato e alla fine mi è proprio piaciuto e credo sarà uno di quei libri che si ricordano nel tempo, pertanto mi sento di assegnare un voto medio/alto.

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    Eros

    30/03/2015 10.47.00

    A mio avviso un ottimo esordio narrativo, che pur trattando un argomento molto sfruttato, riesce a creare una storia avvincente, mai banale o noiosa. L'unica pecca è il titolo, a mio avviso non rappresentativo del contenuto del libro e altamente fuorviante (io stesso non lo avrei acquistato se non mi fossi soffermato a leggere la trama). Infine concordo con chi lamenta l'attribuzuone dei voti: ricordo che non esistono solo votazioni massime o minime, c'è anche la via di mezzo. Quindi prima di mettere 1 a un romanzo, fate una valutazione sulla qualità media di tutti i romanzi che avete letto (e questo di sicuro non lo merita).

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    Attilio Alessandro

    26/03/2015 07.06.48

    Trovo questo romanzo banale e soprattutto commerciale. Dietro vedo la bieca operazione fatta a tavolino per costruire un best seller. In alcuni punti lento e farraginoso e in altri interessante e coinvolgente. Si potevano tagliare almeno 100 pagine!

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    Tiziana

    10/03/2015 15.38.28

    non riesco a capire chi ha dato 1 a questo libro!! l'ho finito oggi ed è stato come salutare per l'ultima volta un amico... una storia toccante, commuovente ma allo stesso tempo coraggiosa e piena di speranza!! è "solo" un romanzo ma l'argomento trattato DEVE far riflettere.. lo consiglio col cuore..

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    Brunella

    03/02/2015 09.25.23

    Commuove, emoziona, coinvolge, appassiona. 400 pagine che ti prendono e non ti lasciano più. I salti dagli anni della guerra ai giorni nostri sono descritti in maniera superba e ti coinvolgono ancora di più. Mi ha preso il cuore e lo consiglio vivamente a tutti.

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    Bob Long

    09/01/2015 09.30.09

    Non conoscevo questo libro, così quando l'ho ricevuto in regalo sono andato a leggerne la trama sul retro, rimanendo affascinato dall'attesa di emozioni, forti, che mi aspettavo un autore capace sarebbe stato in grado di generare nel lettore attraverso lo sviluppo narrativo della storia e l'analisi introspettiva dei personaggi. Ancor più quando ho letto nella parte interna della copertina del grande e 'inatteso' successo di un'opera che sarebbe diventata capolavoro. Ecco, diciamo che se non ci fosse stata questa cronaca di successo annunciata, avrei considerato il libro mediocre, e non lo avrei recensito. Viceversa, ritengo che la strategia dell'autore e degli editori sia proprio quella di 'creare' un successo ad arte, laddove il successo autonomamente non sarebbe arrivato, il chè a mio parere rende questo non un libro, ma un'operazione di marketing. E questo è ancor più evidente, a mio modesto parere, quando si 'rilegge' la storia nel contesto commerciale. La trama di fatto non è originale (l'Olocausto) ma in grado di suscitare emozioni nel pubblico, il fine è scontato già dall'inizio, il bene che vince sul male, che genera il desiderio di lettura per avere conferme che quella in effetti sarà la fine, Davide contro Golia (la giovane avvocato che rinuncia a tutto per difendere 'la giustizia'), due storie d'amore (che non guastano mai) tra Ben e Hannah e tra l'avvocato e il detective. Tipico cocktail da film americano. Nulla di male, però manca una capacità narrativa che avrebbe generato le emozioni degne della storia, che avrebbe permesso al lettore di andare a fondo dell'animo umano e capire perché l'uomo possa essere così perfido, perché il 'male' riesca a sedurre (vedi Otto). Insomma, non dico che mi sarei aspetto una capacità di analisi dei personaggi alla Tolstoj, ma mi sarei accontentato di una suspense alla Dan Brown. Invece, a mio modesto parere e con tutto il rispetto di chi lo ha apprezzato, questo libro è tristemente banale (e commerciale).

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