Zara Zabara. 12 Canzoni per Montalbano

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Artisti: Olivia Sellerio
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Palomar/RAI.com
Data di pubblicazione: 22 febbraio 2019
  • EAN: 5054197039898
Salvato in 38 liste dei desideri

€ 15,90

Punti Premium: 16

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
CD
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

OLIVIA SELLERIO raccoglie in questo prezioso disco le canzoni da lei scritte, interpretate e arrangiate per le serie TV de "Il giovane Montalbano 2" e "Il commissario Montalbano".
Dodici brani della cantautrice palermitana, ancora una volta capace di trasformare racconto e sentimento in musica, tra atmosfere mediterranee, sonorità dell'Atlantico, polvere d'Africa e folk americano, nella sua voce piena di reminiscenze e di parole attente a intrecciare storie al melos siciliano e a mille radici di altri modi e mondi, e fare spola tra la Sicilia e altrove.
In questo disco: storie d’amore, di spartenza, di sopravvivenza, di denuncia, di accoglienza cantate dalla sua voce magnetica, scura, viscerale, una voce matrioska che ne contiene tante.
C’è la pulsione del contrabbasso e delle percussioni con le chitarre, diverse a seconda dell’umore del brano, a realizzare una fitta rete di linee melodiche, il suono nobile del violoncello ad affiancare il canto, la fisarmonica ad avvolgere con i suoi bordoni in un impasto di corde e archi a dialogare coi sapienti effetti della chitarra elettrica, un accordo acustico-elettronico a favorire l’incontro di sonorità più attuali con quelle della tradizione colta o popolare, siano i temi di origine extraeuropea, il jazz o la musica d’autore del secondo Novecento.
Nel disco troviamo i DUE INEDITI “Come aceddu finici” e “’U curaggio di li pedi” scritti per gli ultimi episodi del commissario Montalbano. Tutti i brani sono scritti, composti, arrangiati e interpretati da Olivia Sellerio.
Nel libretto, curato e concepito dalla stessa Olivia Sellerio con Luca Mannino, troviamo i testi delle canzoni con le traduzioni in italiano, gli scritti di Maria Attanasio e Guido Festinese, i crediti relativi a ogni brano.
I brani inclusi nel disco sono stati registrati, masterizzati e mixati da un grande Angelo Cioffi, con l’attenta e costante collaborazione di Olivia Sellerio.
NELLE CANZONI DI OLIVIA SELLERIO
C’è chi va per il mondo grande che pure schiva il suo abbraccio, e c’è un mondo benevolo col viaggiatore stanco, a chi parte e chi resta una dedica, un richiamo, A tìa ca lu munnu è granni...
C’è la pena del dividersi, separarsi l’uno dall’altro, dell’andare e del restare, dell’ultimo congedo e Tornu dissi amuri a cantare la spartenza.
Ci sono domande senza risposta. Dov’è nato il giorno che ti porta al largo di Tobruk e quanti ne hai miracoli di scorta da Zarzis a Cala Maluk, e quanti pugni abbiamo piantati nelle tasche e ancora Anticchia ’i cielu supra ’a testa?
C’è un detto carico di tutti i mali di quest’isola grande, “Calati juncu ca passa la china”, piegati giunco che passa la piena: pretende il piegarsi per non spezzarsi, prescrive rassegnazione, passività, come unica resistenza possibile; e c’è il batuko, pagano, selvaggio, lubrico, nocivo al buon costume secondo la chiesa cattolica e i dominatori portoghesi che lo avevano bandito. Sopravvissuto in clandestinità a secoli di divieto fino all’indipendenza di Capo Verde, oggi espressione viva e pulsante esemplare di un’altra resistenza; due declinazioni opposte della resilienza, Batuku di lu juncu, è un nuovo canto, creolo siculo, antitesi di una condanna al “quieto vivere” che esorta alla reazione.
C’è una riserva di caccia dell’ultimo re Borbone oggi parco cittadino e una bambina nigeriana, morgana del deserto scampata al maroso qui approdata e preda di altre cacce, rinnina ’i luna, rondine di luna, come troppe altre vittima della tratta, ricattata dallo juju in Ciuri di strata.
E c’è un’altra schiavitù, sentimentale, altra storia come tante, storia di un grande equivoco che confonde l’amore col possesso, Nuddu è di nuddu (e nuddu m’avi) è il suo contro-canto, a ricordare tra rabbia e melanconia che nessuno possiede nessuno, né gli appartiene, dovrebbe semmai trattarsi di un prestito, un reciproco prestito, finché meritato.
E c’era l’amore e c’è, come solo può nelle canzoni, l’amore delle notti di luna piena e di occhi neri di luna fina che si danno appuntamento in una morna, il cuore accelera, il fiato va lento E si sfarda la negghia; c’è il malo amore, Malamuri, che ne fa scempio, e il giorno in cui cantavano le mani tra le braccia, non tornerà. E c’è l’amore, perso a cambiare verso come un fiume che ancora rinasce, e Sciddicassi, amuri, la nuttata.
Nei due brani inediti c'è la storia, offesa, negata, c'è la memoria storta, la verità distorta, e l'amnesia. C'è il danno, l'inganno di un tempo sbagliato, e il ritorno di un tempo sperato di verità e giustizia; è lì che la storia rinasce Comuaceddu finici e “volta e rivolta l'aria”.
E c'è ’U curaggiu di li pedi, l'emergenza con tutto il suo scempio e mille e migliaia di sorti alla deriva.
DALLE NOTE DEL LIBRETTO DEL CD
Scrive di lei Guido Festinese:
“La sua voce è un grumo denso di potenza espressiva che scende verso oscuri abissi d’amarezza, e che, al contempo, può librarsi di colpo verso l’alto con la leggerezza affollettata che hanno certi guizzi d’ala d’uccelli.” “Olivia fa apparire naturale quanto ha costruito negli anni con la «sua» musica popolare e il jazz, i mille spezzoni del caleidoscopio di voci, al plurale, che è il bacino del Mediterraneo. Che dopo Gibilterra si spinge verso l’Atlantico, abbraccia Capo Verde e sfiora le Americhe.”
Scrive di lei Maria Attanasio:
“Voce muschio e bronzo – che aggiunge altri ritmi e altra vita, alla vita e ai ritmi del testo. Profonda esperienza di libertà, la sua ricerca artistica non è mai chiusura in un rigido schema sonoro, linguistico o tematico; per avere legittimità di esistenza per Olivia, l’arte, così come la vita, non può che attraversare orizzonti aperti. Contaminarsi. Farsi meticcia per diventare mondo.”
Disco 1
1
E si sfarda la negghia (di la vita mia)
2
Malamuri
3
Lu jornu ca cantavanu li manu
4
Nuddu è di nuddu (e nuddu m'avi)
5
Batuku di lu juncu
6
Sciddicassi, amuri, la nuttata
7
Anticchia 'i cielu supra 'a testa
8
'U curaggiu di li pedi
9
Ciuri di strata
10
A tìa ca lu munnu è granni
11
Tornu dissi amuri
12
Comu aceddu finici
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,5
di 5
Totale 2
5
1
4
1
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    carlo

    14/05/2020 18:11:41

    simpatico e atipico musicalmente, ma ho apprezzato

  • User Icon

    larthia

    22/09/2019 15:50:24

    Finalmente un'edizione (quasi) completa delle magnifiche canzoni composte e interpretate da Oliva Sellerio per la serie TV di "Montalbano" (prima per il "Giovane" Michele Riondino e, in seguito, anche per la versione "Zingarettiana"). Se comincio ad ascoltare questo disco, finisce che non la smetto più -- rimane la mia colonna sonora per ore, giorni -- difficile, estremamente difficile distaccarsene. Sublime, inoltre, la grafica della copertina e della confezione del disco, completa di un libretto con i testi delle canzoni (a volte non semplici da decifrare anche da chi un po' di dimestichezza con il dialetto siciliano ce l'ha). La mia unica "pena" è quel "quasi" (fra parentesi) di cui sopra: l'assenza di quelle due canzoni ("Curri curri" e "Vuci mia cantannu vai", sigle iniziale e finale della prima stagione de "Il Giovane Montalbano", se non erro co-firmate con Andrea Guerra) si fa sentire. Speriamo in una pubblicazione futura (magari comprensiva degli altri brani composti da Guerra per la serie). Ma intanto: grazie ad Olivia Sellerio per aver condiviso queste melodie, canto, sentimenti, Sicilia, mare.

Note legali