Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788806173401
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Recensioni dei clienti

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    MD

    08/03/2017 16:07:21

    Un sofisticato ‘divertissement’ linguistico l’avventura di Zazie a Parigi, ospite dello zio Gabriel: invero più adulto e responsabile, ma di dubbia moralità e del tutto impreparato ad arginare sia l’esplosiva voglia di vivere, la joie de vivre, sia la curiosità di farsi finalmente un giro sul metrò, bloccato però da un lungo sciopero, della giovane dall’aria sbarazzina venuta dalla provincia; che in qualche modo, visto il calibro del traduttore, viene ricreato anche in italiano dall’inventività prismatica di Franco Fortini, in linea con l’originale, e con un attento lavoro di abbassamento dodecafonico del linguaggio, la cui rispettabilità è svilita dal basso cifrato del turpiloquio. Il desiderio non esaudito, diventerà sùbito per Zazie fonte di risentimento verso lo zio e sua moglie, e determina le di lei scorribande per le vie parigine, nel ventre maleodorante della città, che sarà occasione di incontri con persone poco raccomandabili. Non solo quella di Zazie, ma la stessa mente degli adulti che la circondano, non è mai libera da mostri irreali; si pensi al destino difficile di Gabriel, cui piacerebbe di vivere in una città che sapesse valorizzare e celebrare degnamente le sue inclinazioni, ma deve ogni giorno attraversare la prova della realtà, a partire dal latente conflitto con la moglie. Per cui ogni scambio di parole, ogni dialogo prende una piega di stranezza, quasi di necessario e surreale estraniamento: Zazie ha la violenza indomabile e la ‘grâce’ dell’innocenza, ha un’aria interrogativa, per verificare l’effetto sugl’altri delle sue parole e delle sue reticenze; ma è una grazia nella sua acerba polivalenza da interpretare. Il suo essere leggera e frivola proietta su di lei anche un velo di indeterminatezza e, di rimbalzo, sul linguaggio usato da Q. per rappresentarla; concorre come una naturale devianza ad alleggerire la pesante condizione esistenziale di Gabriel, scardinando la sua opacità borghese che col tempo si era trasformata in un cupo sortilegio.

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    Camillof

    12/08/2016 18:44:55

    Era il mio primo Queneau e ne sono rimasto delusissimo. Null'altro che un esercizio di stile colloquiale con l'obiettivo di "distruggere l'apparenza civile del linguaggio", come spiega il traduttore in una nota finale. Un fumettone colmo di personaggi e situazioni caricaturali che avrebbero forse fatto un romanzo grafico sufficientemente divertente, ma che non reggono la metà di queste 230 pagine. Sopportabili le prime 50; noiosette le seguenti fino all'entrata in scena dell'autobus di turisti stranieri; poi pesante ed indigesto sino alla fine. Proprio all'entrata in scena di quell'autobus, del resto, a metà libro circa, l'autore ammette esplicitamente trattarsi di "poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota" (declamazione del personaggio Gabriel, cap. 8). Capisco la lettrice Cristina che secondo quanto commentato il 12-04-2010 smise di leggerlo più o meno a quel punto. Vero che la traduzione probabilmente, inevitabilmente, lo penalizza: ma anche perché non si comprendono certe scelte del traduttore. Per esempio quella di lasciare così com'è il termine "flic" (poliziotto), senza neanche renderlo in corsivo, traducendo invece il termine "loufiat" (modesto cameriere di bar) in "piedipiatti". Bella confusione per un lettore italiano.

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    Caroll Gisselle

    09/02/2015 18:48:40

    Raymond Queneau aveva confessato la sua sorpresa del successo strepitoso ottenuto da «Zazie dans le métro» come «uno choc che mi é stato difficile da sopportare», come lui disse. Le avventure della piccola provinciale venuta a passare qualche giorno a Parigi a casa di suo zio e che lascerà senza aver potuto realizzare il suo sogno nel cassetto di viaggiare nel métro (in sciopero!) ci seducono, dall'apparizione del libro, ben al di là della sua esperienza. Un capolavoro surrealista, non c' è dubbio, che ho apprezzato particolarmente nell'edizione originale in francese rispetto alla sua traduzione in italiano- la quale secondo me- perde un pò della sua freschezza ed originalità.

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    Tiziana

    17/05/2014 16:28:41

    Geniale, corrosivo, caotico, strampalato, popolato di personaggi unici e poetici, sebbene irriverenti, anzi, proprio sopra le righe. Vorrei vedere il film per sapere come Malle lo ha adattato, perché dev'essere un vero spasso, seppur delirante, dar corpo a soggetti simili. Mitico Queneau che li ha creati, inventando per loro un linguaggio dissacrante e modernissimo. Davvero divertente e sconcertante, grottesco, crudo eppure tenerissimo.

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    Filippo Nox

    13/06/2013 09:49:56

    Semplicemente non mi ha entusiasmato, forse la versione francese rende di più ma ne dubito.

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    Solene

    04/03/2013 13:32:07

    Io sono francese e l'ho letto prima in francese e poi, in italiano. Scrivo mia tesi su due traduzioni in italiano di due libri di Queneau: les Exercices de style e les Fleurs bleues. Quando ho letto Zazie dans le métro in italiano, sono stata sorpresa perché non assomiglia al francese. Penso che è perché il francese evolua più velocemente che l' italiano, ma rimane buonissimo.

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    Sophie

    30/01/2013 14:40:15

    Una lettura molto divertente per passare un po' di ore in assoluta spensieratezza.

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    ago

    17/04/2011 00:08:10

    è incredibilmente ironico, colto, a tratti esilarante, virtuoso nel linguaggio.... "zazie nel metrò", più che un romanzo, mi pare un miraggio

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    cristina

    12/04/2010 12:29:16

    non so se in francese questo romanzo sia più bello, di sicuro in italiano mi ha fatto veramente pietà, insopportabile da leggere, addirittura irritante! l'ho lasciato dopo una decina di capitoli (io che non lascio quasi mai i libri a metà) E dire che la trama mi aveva incuriosito, ma lo stile di scrittura è veramente noioso, stupido, lento... e dicono che sia il capolavoro di questo autore? andiamo bene... immagino le altre sue opere (che non leggerò, ovviamente!)

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    geffy

    13/01/2010 19:09:46

    A mio avviso bisogna leggerlo in francese. La verve dei personaggi e soprattutto della bambina, vera protagonista della storia, alquanto divertente, viene penalizzata dalla traduzione. Spero di poter leggere "Zazie dans le metro", se riuscirò a trovarlo...

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    lucia

    28/03/2009 21:53:55

    impertinente e simpatico. Scritto meravigliosamente bene. Un libro colorato.

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    crespo

    03/01/2008 14:22:07

    4 non si può dare, ma avvertiamo che sono migliori "troppo buoni con le donne, "Suburbio e fuga" e sopprattutto "I Fiori Blu"

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    Silvia

    08/07/2007 20:33:02

    Letto e riletto in francese. Semplicemente geniale!

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    michelacarla

    02/03/2007 18:23:03

    ..brillante e impertinente..ha risvegliato la zazie che c'è in me..prendere il metrò non sarà più la stessa cosa!!

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    Francesca

    14/12/2006 16:28:19

    Ironico.. Smaliziato.. Pungente.. di più.. Tagliente.. Coinvolgente.. Trama piuttosto esile.. personaggi non definiti alla grande, ma comunque grande capacità comunicativa.. dipinge molto bene le situazioni.. le vivi con lui.. e ridi con lui.. colpisce.. ha uno stile particolare.. Io lo consiglio.. anche se forse.. è una lettura leggera.. più da ombrellone..

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    Gilles Beahm Gressani

    15/09/2006 18:28:00

    “Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un’ombra, zazie il sogno di un’ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l’ombra di un’ombra, poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota” Raymond Queneau, a proposito di Zazie nel métro. Zazie è una ragazzina ribelle, che arriva a Parigi dalla campagna per stare alcuni giorni con lo zio, un omone che per mestiere fa il ballerino travestito, e soprattutto per vedere il métro, ma uno sciopero glielo impedisce. Non rassegnata all’idea di vedere la gente della capitale francese la piccola non esita a scappare, dalla casa dove alloggia, per incontrare una serie di personaggi surreali: pietosi e diabolici flic, satiri, sognanti calzolai e vedove consolabili che affollano la Parigi di Queneau. Scrittore innovativo e colto, si forma nel movimento surrealista di Bréton, rimanendo folgorato dalle possibilità espressive di quell’avanguardia, ma da cui si separerà dopo essere entrato in contrasto con la figura scomoda del suo teorico. Secondo la definizione di Roland Barthes, influente critico francese, Queneau è uno degli scrittori che lottano con la letteratura. In effetti in Zazie nel métro, e nella sua intera produzione narrativa, saggistica e teatrale (esercizi di stile, icaro involato, Zazie, i fiori blu…) la battaglia si trasforma quasi in un corpo a corpo e sebbene la struttura sia lineare e ben salda, viene attaccata dall’autore fino a renderla solo una vuota immagine. Un sogno, un ombra o l’ombra di un’ombra.

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    baton

    10/09/2006 23:18:29

    Zazie nel metrò è un'immagine che mi è sempre appartenuta senza sapere da dove venisse. Un'immagine cinematografica, forse il personaggio di un romanzo che non è il suo o forse Zazie l'ho conosciuta tante volte, quando a evocarmela erano persone incontrate e mai conosciute. Zazie è una passante, della quale ciascuno di noi si innamora a suo modo. L'unica certezza è che questa di Queneau non è la mia Zazie; lei è molto più di quanto se ne dica in questo romanzo, che non le rende giustizia in alcun modo.

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    Mimmo

    18/05/2006 17:31:53

    Forse soltanto leggendo "Zazie.."ho capito il valore della traduzione di Calvino de "I fiori blu".Infatti,anche se qui l'autore gioca con la lingua come nel precedente,non ne ho ricavato lo stesso piacere,e la storia non prende,se non a tratti.Ma,ripeto,credo che la colpa non sia di Queneau e,credo che quì,ancora di più che nel testo più famoso dell'autore,ci sia bisogno di una conoscenza del francese che,purtroppo,io non ho.

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    emily

    25/02/2006 09:50:30

    Questo libro è semplicemente meraviglioso! Mi ha divertito, intenerito... Zazie è la ragazzina terribile rimasta dentro di me!

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    marius P.

    01/02/2006 16:04:53

    Una assoluta delizia! Divertente e coinvolgente, da leggere tutto d'un fiato, o anche lentamente, ma assolutamente da leggere!

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