La zona d'interesse - Martin Amis - copertina

La zona d'interesse

Martin Amis

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Traduttore: M. Balmelli
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 29 settembre 2015
Pagine: 304 p., Rilegato
  • EAN: 9788806223540
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La storia d’amore non ricambiato di Angelus Thorsen, detto Golo, per la procace Hanna Doll. Lui è il nipote del gerarca nazista Martin Bormann, lei la moglie del sadico comandante del campo Paul Doll, e il luogo del loro incontro è Auschwitz.

Tre punti di vista – quello di Golo, raccomandato di ferro e gigolo impenitente, del comandante Doll, vittimista e delirante, e di Szmul, il capo dei Sonderkommando – s’intrecciano nella «zona d’interesse» del Kat Zet, il campo di Auschwitz, dove gli orrori del lager arrivano filtrati dal tran tran della burocrazia. La storia che le tre voci restituiscono è fatta di omuncoli grotteschi, tragedie ovattate, qualche ambiguo eroismo e un amore impossibile, quello di Golo per l’irraggiungibile Hanna Doll. Martin Amis dà un’altra prova di grande verve linguistica, ma anche del solito gusto per la provocazione, calando la sua commedia romantica nel piú inospitale degli scenari, e usando la lente della satira per denunciare i crimini contro l’umanità. Dal rifiuto sia di Gallimard in Francia sia di Hanser in Germania di pubblicare il romanzo, ai riconoscimenti di critica in Inghilterra come in America, La zona d’interesse ha avviato un dibattito destinato a proseguire.
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    10/03/2019 16:08:40

    Parlare dell’olocausto in maniera diversa è possibile. Martin Amis riesce, senza offendere le vittime dei nazisti, a raccontare una semplice storia d’amore mancata. Il punto di forza del libro è, ovviamente, che il tutto è ambientato in un campo di concentramento. Tre voci si alternano: Golo, forse il vero protagonista, un soldato con il chiodo fisso delle donne. Ha un’attrazione per Hannah Doll, moglie del kommandant Paul Doll, il secondo narratore, le cui preoccupazioni sono puramente gestionali: come risolvere il cattivo odore dei corpi bruciati? Il terzo è Szmul, forse il più interessante. Egli non vive bene questo periodo, essendo ebreo, e sembra essere l’unico ad accorgersi della gravità della situazione, paradossale sino all’ultimo. Non si tratta proprio del libro più che leggero che possiate mai leggere, giustamente, ma credo che meriti di certo la vostra attenzione.

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    Alessandra

    24/08/2016 16:10:43

    La puzza, il grigiore, la morte, i "pezzi" sparsi nel campo, la follia del sistema nazista e dei suoi­ esecutori, coinvolgo­no e spediscono in una dimensione allucinata ma molto ben delineata, dove si intrecciano le storie del complessato e perverso ­comandante Paul Doll,­ della moglie "ribelle" Hannah (l'unico pe­rsonaggio che ho trovato positivo) e di Thomsen, uno dei tanti ­mezzi uomini del regime. Mi è piaciuto l utilizzo esasperato della lingua tedesca che, pur non conoscendola, copre di ridicolo­ alcuni personaggi e ­immerge, come voleva il nazismo, le anime ­in un mondo tanto in­comprensibile quanto ­assurdo... anche per ­gli stessi nazisti.

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    Massimo Mazza

    28/10/2015 00:14:17

    Romanzo a tre voci. Tre modi di respirare l'aria ammorbata del Kat Zet, la Zona d'interesse, il campo di concentramento piu' tristemente famoso della storia. Tre protagonisti: il comandante del campo Doll, quasi una macchietta, borioso nel suo ruolo e meschino al cospetto di una moglie bella e irridente; il "quasi umano" Golo Thomsen, ufficiale nazista consapevole della propria inadeguatezza ; il boia Szmul, essere umano completamente svuotato nei sentimenti dalla cinica quotidianita'. La penna di Amis corre veloce, rende palpabile la cappa di morte che aleggia costantemente su tutto in sintonia con l'ineffabile ed umanamente inspiegabile crudelta' dei nazisti. Il lettore ne viene ammaliato, ma si incaglia indispettito di fronte all'eccessivo uso di termini tedeschi. Intrigante, ma spesso noioso e dai dialoghi non sempre comprensibili: deludente.

  • Martin Amis Cover

    Scrittore britannico. Figlio del notissimo scrittore Kingsley Amis, prima di dedicarsi completamente alla scrittura narrativa il giovane Martin ha collaborato con il London Observer, il Times Literary Supplement e il New Statesman, di cui è diventato direttore all’età di 27 anni. La sua produzione letteraria comprende romanzi, racconti, saggi e sceneggiature, con cui si è guadagnato la fama di autore satirico tra i migliori del suo tempo. Il debutto come narratore è stato nel 1973 con The Rachel Papers, al quale hanno fatto seguito, tra gli altri, i racconti di Altra gente. Un racconto del mistero (1981) e di I mostri di Einstein (1987), e i romanzi Money (1984), Territori londinesi (1989) e La freccia del tempo (1991), opera sui campi di sterminio nazisti... Approfondisci
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