A un cerbiatto somiglia il mio amore - David Grossman - copertina

A un cerbiatto somiglia il mio amore

David Grossman

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Traduttore: A. Shomroni
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 ottobre 2009
Pagine: 781 p., Brossura
  • EAN: 9788804592747
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Israele, guerra dei Sei Giorni. Avram, Orah e Ilan, sedicenni, sono ricoverati nel reparto di isolamento di un ospedale di Gerusalemme. I tre ragazzi si uniscono in un'amicizia che si trasformerà, molto tempo dopo, nell'amore e nel matrimonio tra Orah e Ilan. Dopo trentasei anni, Orah è una donna separata, madre di due figli, Adam e Ofer. Quest'ultimo, militare di leva, accetta di partecipare a un'incursione in Cisgiordania. Preda di un oscuro presentimento, Orah decide di abbandonare tutto e partire, per non essere presente quando gli ufficiali dell'esercito verranno a darle la notizia della morte del figlio. Ad accompagnare la donna c'è Avram, ricomparso nella sua vita dopo più di un ventennio. Il loro viaggio diventa occasione di riflessione e di rimpianto, ma anche di gioia e tenera rievocazione. Fino a che arriverà il momento di tornare a fare i conti con il presente che, tutt'intorno, preme inesorabile.
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    RNh17

    11/03/2019 11:32:04

    Devastante

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    Marta Tempra

    05/09/2014 21:29:52

    E' primo libro di Grossman che leggo, e la sua maestria è innegabile: le 780 pagine (1145 nella versione "piccola" mondadori) le ho lette in 8 giorni di vacanza al mare, in cui sono stata praticamente assorbita. Il finale è spiazzate, anche se la pagina finale dell'autore ti porta a rivedere tutto sotto nuova luce e struggerti immensamente. Tuttavia, resta sottile la domanda: per ottenere questo effetto, non poteva interrompersi, che so, a 300 pagine? Non perché non siano godibili, ma perché aumentano l'aspettativa di un finale col botto che, lasciatemelo dire, non c'è. In ogni caso, mi sono innamorata del suo stile e cercherò altro di suo.

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    MariaC

    06/04/2014 11:45:24

    Un libro la cui lettura ho interrotto più volte perché indubbiamente difficile; sia sotto il profilo del tema trattato - la paura di una madre di perdere il figlio - sia per lo stile dell'autore, a dir poco impegnativo. Ma è una lettura che ti cattura perché in essa vi è tutto: la vita, la morte, l'amore, la guerra. Il viaggio compiuto dai protagonisti è la metafora della storia di un paese che l'autore invita a fermarsi e riflettere. Il messaggio di Grossman si può condensare nel pensiero di Orah che maledice "dal profondo del cuore quella guerra infinita che ancora una volta riesce a penetrarle nell'anima". Intenso

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    Gian Mario

    28/02/2013 23:18:31

    Un libro difficile, intenso, quintessenza della vita familiare; una storia cruda e reale, ma raccontata con poesia, a volte sublime.Ho impiegato due mesi per leggerlo, è stata dura, in qualche passaggio mi sono un pò perso, ma poi ho ritrovato il filo, e ho voluto terminarlo per il rispetto dovuto a David Grossman.

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    francesco rossi

    10/02/2013 15:57:22

    Dove colloco quest'emozione, questa nostalgia di te? Ricordi che mi franano addosso come terra di una collina privata di radici, fitta pioggia a devastare l'anima arsa dal sole. Ho perso l'orientamento, smarrito il sentiero segnato. Questo è l'effetto che produce Grossman. Ti rimette in contatto, ricollega, annoda, la vita e la morte, l'amore e il dolore. Smarrisce e conforta, consola e dispera.

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    Mario

    28/01/2013 12:48:18

    Il libro trasuda sofferenza, umanità e dolore ed è minuzioso nel raccontare anche le minime sensazioni provate dai protagonisti nella loro vita. Di sicuro non è una lettura semplice, anzi la definirei piuttosto impegnativa tanto che il volume va letto "a piccole dosi". Infatti, pur essendo davanti a un esempio pregiato di letteratura con la L maiuscola, un po' più di sintesi da parte dell'autore non avrebbe guastato.

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    Clara

    15/11/2012 00:03:25

    Nel complesso questo libro è molto bello e interessante, si parla di tanti temi importanti, alcuni "universali" (l'amore, l'amicizia, come si cambia con gli anni), altri particolari, legati alla vita di Israele e alla situazione di guerra perenne in cui si vive. Si sente il coinvolgimento personale dell'autore, purtroppo a causa della sua esperienza famigliare. L'unico neo, motivo per cui non do il voto massimo, è il finale poco chiaro e che non mi ha detto niente. Senz'altro è comunque un libro che consiglio, che coinvolge e lascia il segno.

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    Diana

    29/08/2012 16:08:48

    Ho amato questo scrittore dalla prima pagina che ho letto, anni fa, quasi per caso. Ora ho affrontato questo libro, che sfogliavo da tempo, senza trovare il coraggio di iniziarlo, sentendo che sarebbe stato travolgente. Ed infatti lo è. Un'opera omnia sull'amore e sull'amicizia, nelle cui pagine ciascuno può ripercorrere i passaggi cruciali della sua vita. Forse alla fine ti senti un pò banale e scontato, nella tua piccola quotidianità, con i soliti dialoghi così superficiali... Ma le parole di Grossman hanno il potere di scavarti dentro, e di riportarti a scoprire quanto ami i tuoi figli, i tuoi fratelli, i tuoi genitori...In quanto mamma, Orah per sempre.

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    Irene

    22/04/2012 10:47:27

    Secondo me IL romanzo per eccellenza. Certo, per affrontarlo è necessaria una sensibilità che non tutti hanno...

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    Vani

    20/12/2011 13:13:07

    Ormai amo Grossman, sono innamorata di lui. Questo è il terzo suo libro che leggo, con un crescendo di ammirazione e stima. Mi riconfermo che in un libro cerco sopra ogni cosa l'Uomo e in Grossman lo trovo. Cerco anche raffinatezza, stile, ricerca formale, e in Grossman trovo anche queste peculiarità. Leggendo un libro, non indugio quasi mai sulla trama ma in questo caso una buona metà delle quasi 800 pagine del libro (per inciso, tutte necessarie!) mi ha tenuto con il fiato sospeso, fino al finale per me quasi roboante. E' stato così anche in Che tu sia per me il coltello e Qualcuno con cui correre: verso la fine, anche in quei romanzi, un crescendo di intensità, suspence e speranza che la tragedia sia solo sfiorata. Grossman pare abbia una forma di "rispetto" per la sensibilità del suo lettore, gli vuole risparmiare il dolore lancinante che lui stesso ha vissuto, quel dolore di cui il libro è intriso ma che verso la fine, almeno per noi, si trasforma in speranza. L'autore tiene per sè la sua disperazione, che lo ha portato a vivere dentro alla sua creatura-libro come nell'unico luogo per lui possibile. Cosa potrò mai leggere da questa sera di anche lontanamente paragonabile?

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    armando

    18/09/2011 14:29:06

    Davvero molto bello, questo libro. Certo, le 781 pagine possono un pò spaventare, ma il lettore è ripagato con una bellissima lezione (proprio così: lezione) sulla vita, l'amore (declinato in tutte le sue variabili: tra marito e moglie, tra amanti, tra amici, tra genitori e figli), l'amicizia, la guerra. Il libro è scritto in modo molto scorrevole. A conti fatti, dopo letto il libro, si ha l'impressione di avere capito qualcosa in più del mondo che sta là fuori, per poterlo amare e rispettare un pò di più.

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    nelly bonelli

    23/06/2011 17:58:39

    Libro potente. Ho scoperto Grosmann con questa lettura e il giudizio è decisamente positivo. Un intreccio ben riuscito. Anche l'angoscia di vivere in un posto come Israele viene resa palpabile.

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    Rain

    08/04/2011 11:39:21

    Che dire? Forse me lo sono un pò trascinata io...perchè la sera sono sempre stanca...però l'ultima parte mi è pesata un pò e l'ho trovata un pò noiosa...ma resto cmq dell'opinione che sia un bellissimo libro che affronta l'amore,quello con la A maiuscola, sotto diversi punti di vista e ti lascia dentro emozioni e storie che poi ti ricordi nel tempo. Consigliato. RAin

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    alessia

    07/03/2011 22:29:46

    Non ho mai impiegato così tanto tempo a leggere un libro, per la lentezza del racconto e nel modo in cui è stato scritto. Un titolo così curioso e intrigante per un libro così scadente. Proprio non lo consiglio.

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    Claudia

    22/02/2011 16:51:39

    C'è chi ama moltissimo Grossman (come me) e chi lo trova pesante, elucubrativo...Forse sono di parte, ma ho trovato "A un cerbiatto somiglia il mio amore" un romanzo potente, intenso, indimenticabile. Grossman costruisce con maestria una storia complessa e molto forte, attraverso flashback, dialoghi, flussi di coscienza; una storia che mette insieme temi universali e complicati: l'amicizia, l'amore, i rapporti all'interno della famiglia, l'essere genitori, e last but not least la situazione israeliana, che fa da sfondo ma irrompe con prepotenza nella storia perchè ne è parte, ed entra a farne parte anche il lettore. Mai banale nè melenso o retorico, mai pesante - a parte qualche punto, sì, più lento- Grossman scava come solo lui sa fare nella profondità di questi personaggi, costruendo una storia memorabile. E quando leggi il finale, e quelle poche parole dedicate a suo figlio Uri, beh, è difficile che un brivido non ti attraversi la schiena.

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    amelie

    29/09/2010 15:41:12

    Orah, Avram e Ilan sono personaggi indelebili nella memoria, una volta che attraverso la lettura di questo meraviglioso libro, si impara a conoscerli. Usando dialoghi serratissimi e intensissimi,Grossman tratteggia i caratteri dei protagonisti, servendosi di impeccabili excursus e flussi di coscienza, grazie ai quali si dispiegano le tormentate vicende dei personaggi. L'autore sembra prenderci per mano e condurci nei suoi territori,facendoci assaporare i colori e gli odori della sua terra, dilaniata da una guerra, in cui non interessa sapere chi sia il "buono" e il "cattivo". Ciò che importa sapere è quanto incommensurabile sia il terrore derivante dalla consapevolezza che ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. Nonostante incomba sullo sfondo lo spettro della morte,questo libro è un inno alla vita e all'amore che va oltre qualunque atrocità e aberrazione. Delicatissima la sensibilità di Grossman,nel descrivere l'ansia di una madre per le sorti di un figlio in guerra. Grossman ha la capacità di descrivere la maternità, nel suo senso più profondo, quasi animalesco,con una consapevolezza tale da far dimenicare al lettore che le mani che hanno scritto quelle pagine siano di un uomo. Il personaggio di Orah è eterno, come il dolore dello scrittore. L'ultima pagina del libro, estrapolata dall'orazione funebre tenuta da Grossman per suo figlio, suscita una profonda, partecipe commozione.

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    Antonella

    21/06/2010 18:57:04

    Non ho mai impiegato così tanto tempo per leggere un libro e non a causa del numero delle pagine, ma alla lentezza, specie nella parte centrale, del racconto. E poi ci sono molte domande alle quali non troveremo mai risposte: come Orah ha ceduto alle avances di Avram e ha tenuto i piedi in due staffe, se quella tra Orah e Ilan è una separazione definitiva, cosa successe ad Avram dopo esser stato sotterrato vivo, ma, soprattutto, che fine ha fatto Ofer di cui tanto si parla per tutto il libro? E poi anche lo sfondo socio-culturale non è stato quasi per nulla sviluppato, così da rendere il tutto un semplice racconto di memorie che, personalmente, non mi ha arricchito per nulla e di cui potevo tranquillamente fare a meno di leggere.

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    Fr

    05/04/2010 10:34:11

    dissento da molte recensioni che mi hanno preceduto. ogni pagina è un tassello indispensabile per la storia, che sembra narrare la fuga dalla morte, quando in realtà è il resoconto della nascita di una persona nel cuore di suo padre... un romanzo davvero e intenso, una lettura "tosta" che alla fine ti lascia col fiato sospeso e ti ritrovi a chiederti, dopo 780 pagine: ma come, è già finito?... Ofer non è morto..Ofer è nato nuovamente

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    ross

    25/03/2010 15:16:56

    L'ho letto in una settimana. Volevo arrivare alla fine. E vedere se Ofer, alla fine, sarebbe morto. POi ho capito che non era importante. Quello che conta, invece, è il ritrivarsi di Avram, suo padre, e Orah, sua madre. Che lungo un viaggio in un certo senso catartico, ripercorrono il tempo e lo spazio della vita e dell'amore. E della storia di Israele, che si dipana, ferita e sanguinante, sullo sfondo. Una scrittura potente e poetica la tempo stesso, nonostante alcune pagine proprio siano di una lunghezza insoportabile. Bello.

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    tahiri

    24/03/2010 22:46:32

    Incredibilmente lento. Avevo già provato con Oz a leggere Israeliani, ma li trovo insopportabili. Ripetono i concetti milioni di volte, anzi si tratta più che altro di flussi di coscienza. La narrazione, la storia si perde dietro al loro dolore muto e sordo. Sono grida di aiuto più che romanzi. Il loro pensiero è statico. Ho faticato moltissimo a finirlo.

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  • David Grossman Cover

    David Grossman è un autore israeliano di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i cui libri sono stati tradotti in numerose lingue. Ha cominciato la sua carriera lavorando in una radio israeliana come corrispondente di un programma per ragazzi. Il suo stile è stato definito «semplice e avvincente»: scrittore impegnato politicamente per trovare una soluzione al conflitto tra arabi e israeliani, è noto in tutto il mondo per i suoi scritti, editi in Italia da Mondadori (se non diversamente specificato). Tra le sue molte opere, ricordiamo i romanzi Vedi alla voce: amore (1998, ripubblicato da Einaudi l'anno successivo), Ci sono bambini a zig-zag (1998), Il libro della grammatica interiore (1999), Che tu sia per me il coltello (2000), L'uomo... Approfondisci
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