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Leonardo Sciascia

Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 9
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: 152 p.
  • EAN: 9788845915147

Recensioni dei clienti

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    Luca

    27/10/2016 20.41.01

    Il lessico, lo stile di Sciascia rappresenta al meglio ciò che significa essere scrittore di altissimo livello. Qualcosa cui ogni autore dovrebbe aspirare e, purtroppo, moltissimi, anche fra i più blasonati, non si avvicinano nemmeno.

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    Raffaele

    25/02/2016 22.17.58

    Le atmosfere siciliane di Sciascia sono uniche e i personaggi sempre ben delineati, buon romanzo; consiglio anche l'ottimo film di Petri con il grande Volonté.

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    paolo

    02/05/2015 09.49.35

    Ancora una volta ottima rapresentazione della mentalita' siciliana riassunta nell'ultima riga del romanzo x bocca di uno dei personaggi.Buono anche l'intreccio e lo sviluppo della trama.

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    maurizio

    25/08/2014 22.05.30

    Letto anni dopo "Il giorno della Civetta". Entrambi consigliatissimi. Personalmente ho gradito di più il primo. Alla fine di entrambi i romanzi si avverte un'amarezza infinita.

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    Bruno

    05/04/2014 17.37.00

    credo che le ultime battute di questo libro in particolare il dialogo tra il notaro Pecorilla e don Luigi valgano il massimo dei voti... troppo bella poi la frase: E così finì col bruciarsi le ali, Rosello, nella fiamma del sospetto di Laurana. E faceva quasi pena.

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    Massimo Scalabrino

    03/04/2014 13.07.05

    "Laurana era un cretino". in questa frase (l'excipit del romanzo) è racchiuso tutto il significato del libro. In Sicilia, ancor oggi, chi non si adegua alla mentalità corrente (disonestà, furberia, inganno, compromesso, finzione) chi è più colto, più intelligente, chi vede le cose da un altro punto di vista e cioè nel loro vero aspetto, senza volersi adeguare alla menzogna con cui è coperta ogni cosa (che è una menzogna verso se stessi prima che verso gli altri), viene considerato, se va bene, un pazzo, se va male, un cretino. Grandissimo Sciascia, maestro di tutti i Laurana d'Italia!

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    Elio

    11/12/2013 11.06.16

    "Era un cretino". Non lo dimenticherò mai. Sciascia è stato uno dei più grandi scrittori ed intellettuali italiani del '900, dotato di una grazia nella scrittura più unica che rara: usando il meccanismo del giallo poi racconta tutt'altro. Ciò che Camilleri oggi prova a fare con risultati ahinoi imparagonabili al genio siciliano di Sciascia. "A ciascuno il suo" è poi uno spaccato sempre attuale della Sicilia/Italia, della provincia, dell'omertà e dell'umiliazione del potere. Da leggere assolutamente insieme a tutto quello che questo sopraffino autore ha scritto. Chi cerca un indagine avvincente piena di colpi di scena si tenga alla larga: la fantasia c'è ma il reale soffoca.

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    angelo

    05/08/2013 14.29.49

    Ingredienti: una lettera anonima a scatenare la curiosità di un paesino, due omicidi a sconvolgerne la quiete, tanti cittadini osservatori, curiosi, riservati e pettegoli per cercare di far luce, il silenzio di tutti a ristabilire l'ordine, la calma e l'oscurità. Consigliato: a chi vuol assaggiare un giallo siciliano condito con politica, amore e denaro, a chi vuol osservare "menti raffinatissime" uccidere ed essere uccise.

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    demipottertribute

    27/04/2013 14.30.59

    non capisco i commenti positivi.. io ho trovato questo romanzo privo di sapore: è vero che il genere giallo non appartiene a quel gruppo di romanzi che scrivono messaggi nel tuo cuore, ma ci si potrebbe aspettare almeno una trama avvincente. qui non compare nemmeno quella. uno su cinque è un voto, a mio parere, pienamente meritato.

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    Angelo

    02/06/2010 11.52.33

    Ottimo libro. Scorrevole, veloce ed avvincente. La descrizione dell'italianità, che ne viene fatta, è ancora attuale nonstante gli anni trascorsi dalla sua pubblicazione.

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    mazda

    07/01/2010 23.06.00

    Anche in questo romanzo, come ne 'Il giorno della civetta', si parla di mafia, ma in modo diverso. Mentre il capitano Bellodi è il rappresentante della legge che si imbatte in un omicidio che trae origine da interessi economici, storie di appalti, il professor Laurana è un uomo qualunque, fa parte del contesto, ma è un ingenuo che non sa stare al gioco e paga con la vita. Di quale gioco si parla? Di quello mafioso dell'omertà, ma non quella cotivata nelle stanze dei potenti o dei capimafia, bensì quella che permea la vita quotidiana, i salotti e le chiese,i discorsi delle persone. Ed è questo il lato più inquietante di questo romanzo, quello che lascia un senso di vero disagio. La mafia, sembra dire Sciascia, è ovunque in Sicilia. Se non te ne accorgi, come è per Laurana, sei un "cretino" e scompari nell'indifferenza e, anzi, nel sarcasmo dei tuoi stessi concittadini. Grande, questo romanzo. Ancor più grande perchè breve, denso, senza fronzoli.

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    diego

    28/11/2009 22.50.51

    Uno spaccato di sicilia, una storia (inventata ma) di vita vissuta. Usi, costumi, pensieri, gesti propri di uomini di sicilia. Mafia, politica, Stato un intreccio mortale. Un libro che a volte non dice ma lascia tranquillamente e pacatamente intuire qual'è la cruda realtà e le regole dell'Isola.

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    Slump

    27/11/2009 20.46.58

    Gran libro: agli stessi livelli di "Todo Modo" e senza dubbio migliore del più celebre "Il giorno della civetta". Da leggere

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    Nino

    22/09/2009 17.01.57

    Leonardo Sciascia ci regala un'inquietante storia fatta di intriganti situazioni e sconvenienti circostanze. Gli oggetti e le persone sono un'unica cosa che irrimediabilmente conoscono il sistema e quindi il processo delle cose. Un posto dove quello che non conosce è chiamato "idiota". Storia di omertà costruite dall'istinto popolano che si adegua per ottenere una miglior sicurezza personale.

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    Renzo Montagnoli

    23/03/2009 17.50.18

    La vicenda è di quelle che appassionano il lettore per arrivare alla soluzione, ma le descrizioni dei personaggi, delle atmosfere, degli ambienti è prioritaria, quasi che Sciascia volesse far sapere che in un simile contesto tutto ciò che avviene non è per caso e rientra in una normalità dettata dalla sempre presente associazione mafiosa. La trama, con l’investigatore improvvisato, questo professor Laurana che ha un vizio mortale per il luogo dove vive, cioè la curiosità, è peraltro avvincente, ma ripeto che quel che conta è lo sfondo, con la vita di piccola provincia, il circolo dei notabili, la connivenza, magari obbligata, con le attività di malaffare. L’abilità narrativa di Sciascia si conferma anche in questo romanzo, con una realtà che ci viene rappresentata nella sua autentica e ambigua consistenza, ricorrendo ad allusioni, a parole dette e non dette, a personaggi descritti magistralmente. Lo sfondo è costituito appunto dalla precisa analisi dell’animo siciliano, dalla naturale presenza della vita e della morte, dal radicato concetto dell’indissolubilità della proprietà e dalle pulsioni erotiche, che prorompono diventando piacevoli sensi di colpa. Il professor Laurana ha il torto di essere vittima di un sistema, che, pur senza che lui lo voglia scardinare, non può perdonargli la difformità a uno schema precostituito e immutabile nel tempo. Del resto l’affermazione che chiude il romanzo, per bocca del parroco di Sant’Anna, un prete con poca vocazione, dimostra inequivocabilmente che il pragmatismo può arrivare in un simile ambiente all’assurdo di considerare del tutto normale, perché ormai consolidato, il castello di connivenze, anche solo omertose, con il potere mafioso. Infatti, alla confidenza che si appresta a fare, con tutte le dovute cautele, il commendator Zerillo e relativa alla figura del professor Laurana, il sacerdote risponde secco, a troncare la discussione: ”Era un cretino.”

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    FRANCESCO

    11/09/2008 18.10.02

    TROVO POCO AVVINCENTE UNA TRAMA DEL GENERE,UTILE A GETTARE OMBRE INQUIETANTI SU CERTI COSTUMI GRETTI E RETRIVI,SCANDALOSI,DI CERTI AMBIENTI.QUI L'OMERTA' SILENZIOSA E TERRIFICA DEL GIORNO DELLA CIVETTA DIVENTA SCIENTE COMPLICITA'DI UN MEDIEVALE (QUANTO ALL'APERTURA MENTALE)PAESE DEL SUD ITALIA.FORSE ALLA BASE C'E IL CONVINCIMENTO DELL'INTOCCABILITA' DI CERTI POTENTI.STA DI FATTO CHE L'UNICO CHE TENTA DI GETTARE LUCE SULLA TRESCA MISERA CHE HA PORTATO AL DUPLICE OMICIDIO DI UN MEDICO E DEL FARMACISTA DEL PAESE,VIENE FATTO FUORI CON LA MASSIMA DISINVOLTURA.DAVVERO BEFFARDO IL CONTEGNO DELLA FALSA INCONSOLABILE VEDOVA,LA PECCAMINOSA LUISA ,CHE HA L'ARDIRE DI AVVICINARE IL LAURANA SUL TRENO PER ACCERTARSI,SECONDO LA CONSOLIDATA TECNICA DI GETTARE L'AMO PER VEDERE SE IL PESCE(O L'UCCELLO)ABBOCCA E CUCINARLO A DOVERE,QUANTO SAPPIA. LAURANA SA TROPPO.SI E' INFORMATO PRESSO IL PARROCO DEL PAESE SU QUALI POTESSERO ESSERE I POTENZIALI INTRALLAZZATORI DEL SISTEMA,E OTTENUTA RISPOSTA,SEMBRA CHE TUTTI COLTIVINO L'INTERESSE A FAR CALARE UNA CORTINA FUMOGENA DI PROTEZIONE SULL'AVVOCATO ROSELLO,CUGINO DELLA VEDOVA ,PROSSIMO MARITO.POST CRIMEN PATRATUM FESTEGGIANO,BANCHETTANO ,GOZZOVIGLIANO COME SE NULLA FOSSE,MENTRE IL PROFESSORE SCOMODO "GIACE SOTTO GRAVE MORA DI ROSTICCI ,IN UNA ZOLFATARA ABBANDONATA,A META' STRADA,IN LINEA D'ARIA,TRA IL SUO PAESE E IL CAPOLUOGO."QUELLO ERA STATO UCCISO DAI SICARI DEL CUGINO CRIMINALE I CUI BROGLI IL MEDICO ROSCIO AVEVA MINACCIATO DI DENUNCIARE CORAM POPULO ,SCOPERTA LA TRESCA CON LA MALAFEMMINA ,PER DIFENDERE I PROPRI ONESTI AFFETTI ED UN PAESE INTERO CELEBRA IL BANCHETTO DI NOZZE DI QUESTI DUE NOBILI FIGURI.DAVVERO UN BELLO SPETTACOLO. DA SCONSIGLIARE UNA LETTURA DEL GENERE AGLI AMANTI DELLLA LEGGE,,DEL DIRITTO ,DELLA VERITA' E DELLA GIUSTIZIA.TUTTO SI CONSUMA ALL'ALTARE DELLA INIQUITA'E DELLA PREVARICAZIONE DEL MALAFFARE IMPERANTE ,DELLA COMPLICITA' UNTUOSA E SERVIZIEVOLE DELLA COLLETTIVITA' ADDOMESTICATA,DELLA INESISTENTE TENSIONE DI IDEALI CHE DISANIMA QUESTA GENTE.MISERAMENTE AVVILENTE.

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    Dorothée

    26/05/2008 10.46.52

    Vorrei rispondere a Gianluca anche se forse non mi leggerà: la capacità retorica di Sciascia consiste appunto nella sua capacità sintetica, di essenzialità. Il romanzo è breve, ma denso, da leggere e rileggere per trovare i significati nascosti. La trama è un intellettuale alla ricerca della verità, che ci rivela tutto un sistema purtroppo ancora di attualità. Questo libro è stupendo, come tutti gli altri dello stesso scrittore. Più sintetico e denso ancora: Una Storia semplice. Poche pagine, ma tante rivelazioni su ieri, oggi, e su un'indagine letteraria. Tanti saluti dalla Francia, Dorotea.

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    cia

    16/05/2008 12.34.30

    L'atmosfera che si respira è veramente eccezionale. Dei profumi e dei colori tipici che Sciascia sa descrivere a meraviglia...

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    zogno gian luca

    18/01/2008 23.25.22

    Racconto breve,discreto,mi chiedo,perchè uno scrittore con grande facilità di narrazione come leonardo, non si mette alla prova con racconti più completi e lunghi?Sicuramente questo come"il giorno della civetta"quando comincia ad intrigare il lettore già finisce.Peccato,considerando le doti dello scrittore.

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    Philip

    24/11/2007 23.11.05

    Notevole,intenso,amaro,dallo stile essenziale che non "deprime" la vicenda,anzi la esalta.Ha ragione Calvino a dire che mostra l'impossibilità del romanzo giallo in Sicilia;ma comunque va letto come se lo fosse.

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