A Dio per la parete Nord

Hervé Clerc

Traduttore: F. Bergamasco
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2018
Pagine: 304 p., Brossura
  • EAN: 9788845932823
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Descrizione
Di Dio si parla, da qualche millennio, in molti modi, e diverse sono le sue facce. Quantomeno due: il Dio personale e avvolgente delle religioni positive e dogmatiche – l'assolata e ospitale «parete sud»; e il Dio impersonale, inconoscibile, abissale di certi mistici e filosofi – la vertiginosa «parete nord».

«Il Dio personale e il Dio assoluto differiscono tra loro come il cielo e la terra, dice un teologo. Tuttavia l'esperienza mostra che esistono valichi, risonanze, emozioni, interazioni tra silenzio e parola, vuoto e pieno, parete nord e parete sud. Quando, come annuncia Nietzsche, il Dio dei credenti muore – poniamo in questo momento –, che cosa accade| Una risposta che cercherò di suffragare è questa: quando Dio muore, il suo posto viene preso ancora da Dio, ma nell'altro significato del termine, quel significato oscuro che tenterò di chiarire in questo libro. Se questa intuizione è corretta, il fenomeno proteiforme che chiamiamo “modernità” contiene in nuce qualcosa di nuovissimo, sbalorditivo, persino sconcertante, di cui possiamo scorgere già i segni premonitori».

Se un volto di Dio può mostrarsi, oggi, è plausibile che sia innanzitutto il secondo. Lo suggeriscono le pagine di questo libro luminoso, franco diario personale e al tempo stesso guida attraverso gli indizi offerti da miti, leggende e racconti. E se in Le cose come sono Hervé Clerc si è aperto una via attraverso i testi buddhisti, riuscendo a renderli accessibili, allo stesso modo qui, allargando lo sguardo a varie tradizioni religiose, con rara grazia offre un appiglio per ascendere verso la più ineffabile e nascosta delle realtà. «A Dio per la parete nord è un libro essenziale» ha scritto Emmanuel Carrère. «Uno di quei libri rari in cui ha preso forma, in una lingua limpida e amichevole, tutto quanto è e pensa un uomo». E conclude: «L'ho già letto tre volte, e lo rileggerò spesso. Perché si tratta di un libro-compagno, un libro- conversazione, un libro su cui – al pari del suo autore – si può contare per la vita».

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    tino

    24/09/2018 14:19:50

    Ci vuol pazienza per finirlo oltre che ad essere interessati all'aspetto filosofico della Divinità, qui declinata attraverso l'islamismo e l'induismo ma con collegamenti alla nostra sensibilità occidentale. Se siete curiosi di capire come interpretare la figura di Dio eccovene l'occasione.

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    Danilo Saba

    21/09/2018 23:11:21

    In questo bel libro Hervé Clerc, che qualcuno conosce perché è l'amico di cui parla Emmanuel Carrere in "Il Regno", prova a spiegare quali sono le affinità concettuali tra induismo e islam: in sostanza il percepire la realtà e "dio" come unità, cosa che nel cattolicesimo non esiste. E' un libro molto bello, che può essere letto per vari motivi: io l'ho fatto per approfondire le due religioni in questione, e vi ho trovato molte storie e spunti interessanti. La scrittura è colloquiale, non banalizza ma cerca di tendere la mano al lettore e portarlo con sé in un percorso. Ve lo consiglio vivamente!

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    Valerio

    18/09/2018 15:00:02

    Una buona introduzione alla dottrina della non-dualità, tanto dall’angolatura del Sanatanadharma che da quella dell’esoterismo islamico, la prima in particolare attraverso Sankara, la seconda soprattutto tramite Ibn Arabi e Rumi. Molto interessanti taluni aneddoti e storielle, tratte da testi sapienziali, che agevolano una possibile comprensione di un argomento per molti indigesto. Se si può muovere una critica all’autore, è duplice: da un canto, sembra non avere il coraggio di andare fino in fondo, e talvolta finisce col parlare della non-dualità (da lui ribattezzata parete nord) da un punto di vista individuale, il che è persino una contraddizione in termini, visto che la non-dualità implica per sua natura il sovraindividuale e l’universale, e certo non l’individuale; dall’altro, il che è una conseguenza di quanto appena detto, pare parlarne senza avere realizzato ciò che dice, in modo per così dire libresco, e così facendo finisce, forse con un eccesso di leggerezza, per buttare alle ortiche l’aspetto preliminare dell’Advaita, quella Coscienza che secondo un Nisargadatta, per esempio, è pur sempre l’unico capitale di cui dispone l’uomo in quanto essere individuale per attingere l’Infinito o Assoluto. In ogni caso, un testo suggerito a chi si accosti per la prima volta a questi argomenti, mentre per chi in certa misura già l’ha digeriti, può costituire un ripasso gradevole.

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    Valerio

    18/09/2018 14:51:18

    Una buona introduzione alla dottrina della non-dualità, tanto dall’angolatura del Sanatanadharma che da quella dell’esoterismo islamico, la prima in particolare attraverso Sankara, la seconda soprattutto tramite Ibn Arabi e Rumi. Molto interessanti taluni aneddoti e storielle, tratte da testi sapienziali, che permettono agevolano una possibile comprensione di un argomento per molti indigesto. Se si può muovere una critica all’autore, è duplice: da un canto, sembra non avere il coraggio di andare fino in fondo, e talvolta finisce col parlare della non-dualità (da lui ribattezzata parete nord) da un punto di vista individuale, il che è persino una contraddizione in termini, visto che la non-dualità implica per sua natura il sovraindividuale e l’universale, e certo non l’individuale; dall’altro, il che è una conseguenza di quanto appena detto, pare parlarne senza avere realizzato ciò che dice, in modo per così dire libresco, e così facendo finisce, forse con un eccesso di leggerezza, per buttare alle ortiche l’aspetto preliminare dell’Advaita, quella Coscienza che secondo un Nisargadatta, per esempio, è pur sempre l’unico capitale di cui dispone l’uomo in quanto essere individuale per attingere l’Infinito o Assoluto. In ogni caso, un testo suggerito a chi si accosti per la prima volta a questi argomenti, mentre per chi in certa misura già l’ha digeriti, può costituire un ripasso gradevole.

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