Recensioni Addio fantasmi

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    14/06/2019 14:44:13

    Per me è stato molto difficile leggere questo libro, ma anche molto coinvolgente, perchè - nonostante si tratti di una scomparsa e non di un lutto come nel mio caso - mi sono ritrovata in tantissime cose. Nadia Terranova ha saputo descrivere maestralmente il dolore, ma soprattutto ciò che rimane della vita dopo un evento così traumatico, sin nei più piccoli particolari. Descrive ciò che diventano i rapporti all'interno della famiglia e al di fuori, di come ti vedono gli altri, e di quanto "quel piccolo particolare che ti è capitato" diventi assolutizzante, una sorta di "piovra" dallla quale alcune delle persone più vicine - ad un certo punto - scappano. In questo libro, poi, vi è un altro fattore molto importante: il tempo. Quanto ci vuole a prendere coscienza di tutto? Quanto ad elaborare? Quanto poi a liberarsi da questa piovra (che non è il sentimento per il padre)? Una vita, ci vuole una vita. Lo consiglio non solo a chi si è confrontato con questo enorme dolore, ma anche a chi ha nella sua vita una persona che lo ha subito, che lo subisce.

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    12/06/2019 09:28:36

    una storia di mancanza, fin troppo manifestata; i personaggi sono ben caratterizzati ed è scritto con una buona mano. lo consiglio copertina 4, storia 3, stile 5

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    11/06/2019 21:52:59

    E' un libro molto bello che ci aiuta a comprendere come alle volte risolvere con il passato è la chiave di volta migliore per vivere meglio il presente e programmare con più serenità e grinta il futuro. Perchè un fantasma se esiste va affrontato e se possibile come nella storia sapergli dire addio. Copertina 5 Storia 5 Stile 5

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    11/06/2019 20:55:26

    Ida deve chiudere i conti con un passato che da anni tiene intrappolata la sua anima, cristallizzandola nella paura come in una goccia d'ambra. Costretta suo malgrado a tornare a Messina, sua città natale, la protagonista (e voce narrante) ripercorre i luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza, legati a ricordi frutto di una memoria spesso ingannevole e inattendibile. Come Gabriel e Gretta ne I Morti di Joyce, Ida, novella Caronte, traghetta la sua anima - e noi lettori - in una catabasi dolorosa ma necessaria per tornare alla vita. Copertina: 5. Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 20:20:37

    Addio fantasmi, è il romanzo dell’assenza e delle fughe, delle colpe e del perdono. L’assenza del padre, l’assenza di figli, di amici, di un rapporto con la madre, di un marito col quale Ida ha stretto una sorta di ‘patto d’equilibrio’ statico, in una città che non è la sua e in cui si è costruita un altro mondo. Un giorno però Ida è richiamata dalla mamma in Sicilia per sistemare il tetto della casa. Una casa decadente, mai ristrutturata, custode delle loro vite, metafora stessa della vita. Il viaggio e la permanenza le consentiranno di riprendere ciò che aveva deliberatamente interrotto anni prima andando a vivere a Roma. I fantasmi sono quelli del passato, ma anche quelli del presente che la obbligano a prendere atto che il passato stesso non passa, ma permea il presente di ciascuno di noi. Allora le colpe di ognuno riemergono: quelle della madre che teme di non aver fatto abbastanza per trattenere la figlia, quella della figlia di non aver fatto abbastanza per evitare la scomparsa del padre, quella di Nikos per non aver evitato il peggio, quella che Sara riversa su Ida per essere stata presente in un momento difficile della sua vita. Come si supera la colpa? Non si supera, si accetta e si cerca di andare oltre, si cerca di dire addio ai propri fantasmi, magari anche con un gesto simbolico che, nel viaggio di ritorno, significherà ‘lasciar andare ‘ o liberarsi di ciò che per anni era stato custodito nella e dalla casa stessa. Per continuare a vivere Ida dovrà ripercorrere i momenti della sua vita, scardinare le difese costruite negli anni per potersi riappropriare del proprio presente, imparando a dire addio… Copertina: 5 Storia :5 Stile :5

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    11/06/2019 19:34:37

    La mancanza di un corpo su cui piangere, la scomparsa di un padre la cui assenza è onnipresente. Ida, spirito controverso, rivive il ricordo paterno nella casa d’infanzia, pregna di profumi e oggetti rimasti come catturati in un dagherrotipo. Passato e presente si accavallano. Attraverso una serie di flash back, la voce narrante di Ida, si dibatte tra sentimenti, inquietudini, ossessioni insolute. Ida intraprenderà il difficile percorso di esorcizzazione del dolore, che scopre attanagliare l’animo di ognuno. Condividere il dolore permette di risollevarsi dal baratro e scacciare i propri fantasmi. Solo così si entra a pieno titolo tra i sopravvissuti che, nonostante abbiano subito e affrontato una perdita, sono riusciti ad andare avanti. Gettando la scatola rossa contenente preziosi ricordi materiali e immateriali, come la valigia su cui siede la ragazza in copertina, Ida riesce a dire addio al padre. Il fondo dello Stretto è la sua nuova sepoltura. Questo gesto suggella la rinascita di Ida. La ragazzina di un tempo e la donna che è diventata possono ricongiungersi. Il vero fantasma non è il padre ma Ida stessa, vissuta come in un limbo fra passato e futuro, incastrata tra Scilla e Cariddi, tra terra di ricordi e terra di negazione. La scrittura è misurata, evocativa ed efficace, con l’uso di metafore e figure retoriche talvolta eccessive. La narrazione, scarna di dialoghi, ha un taglio introspettivo, intimistico e tramite flussi di coscienza ci guida nel percorso di crescita e risoluzione del personaggio. Oggetti, luoghi e personaggi sono ben caratterizzati. La Terranova scandaglia la psiche facendo riaffiorare i sentimenti più reconditi, indaga la percezione del dolore e i suoi meccanismi di difesa, analizza le differenti reazioni nell’affrontare una perdita. Concetti universali ed emozioni condivise mai scontate, che stimolano il senso di compartecipazione del lettore perché, in fin dei conti, siamo tutti dei sopravvissuti. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 3

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    11/06/2019 16:32:01

    Ida Laquidara combatte con il fantasma di suo padre, scomparso ventitré anni prima e con le innumerevoli forme che un fantasma può assumere. Dapprima affronta un nome, poi un corpo, poi una voce. E nell’elaborare le svariate forme dei fantasmi del padre, riesce a risolvere anche i vari irrisolti della sua stessa vita. La sua relazione coniugale, il rapporto con sua madre, il ritrovo del dialogo con una vecchia amica, ma anche la sua stessa memoria, che trasforma il passato rendendolo una galleria tra l’onirico e il reale. Il romanzo è una vera e propria cerniera che aggancia introspezione psicologica e analisi della realtà lucida e puntuale, con una scrittura acuta, ma al contempo fluida, scorrevole e mai banale. Copertina 3. Stile 4. Storia 4

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    11/06/2019 16:23:11

    Ci sono assenze ingombranti, che non si riescono a superare fino a quando non se ne coglie il senso. Nell’indolenza della calura e nello smarrimento dei ricordi, ondeggia un’assenza che è presenza. E, come un’onda anomala, porta con sé rimorsi, rimpianti e sensi di colpa. Ida Laquidara fa i conti da 23 anni con un abbandono: suo padre, che la madre le aveva affidato, afflitto da depressione, è andato via senza dare spiegazioni, e il tempo per lei si è fermato alle 6:16 di quella mattina. Ida avrà 13 anni fino a quando non farà pace con i suoi fantasmi. La sua non sarà più una famiglia, ma diadi che si alternano sullo scenario di una nuova realtà: lei e il ricordo del padre, lei e la madre, lei e la casa, lei e il suo dolore. La disperazione che cova negli anni come un’ossessione la rende sorda alle sofferenze degli altri, anche della sua unica amica Sara. Con la mamma non ha più parlato del padre, la loro era “la felicità dei pezzi di vetro smerigliati che i bambini trovano sulla spiaggia”, ma il silenzio ha ingigantito il dolore, spargendo dappertutto le ceneri del non detto. Ida abita a Roma con Pietro, ma torna a Messina per i lavori al tetto della casa per metterla in vendita. Senza il marito, su cui riversa il conflitto con una figura maschile sfilacciata, ma che è anche il suo porto sicuro. È un “nostos” difficile, che è ricerca di sé e insieme allontanamento, che cerca risposte ma si fa domande, che ha come obiettivo il recupero di una scatola rossa, l’unica cosa che le interessi della sua vecchia vita, la memoria del padre. Salvo accorgersi che l’acqua che penetra nel tetto in disfacimento della casa, simbolo della vita che si insinua e cerca i suoi spazi, ha diluito il ricordo del padre. Non lo riconosce più. E, grazie a un giovane operaio che porta incisa sulla pelle la traccia del suo dolore, Ida si sveglia da un letargo che l’ha vinta e avvinta troppo a lungo. E finalmente può dire addio ai suoi fantasmi. Copertina: 7 storia: 8 stile: 8

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    11/06/2019 13:38:21

    Uccidere il padre per far vivere il figlio. Uccidere i fantasmi che ci portiamo dentro per rinascere. A qualsiasi età. Questo è quello che la protagonista deve fare per ricominciare a vivere o forse addirittura per iniziare. Perchè quando il passato che ci portiamo dentro non ci lascia andare, non saremo mai noi stessi, non saremo mai completamente soddisfatti. Un libro potente, con il quale ognuno di noi ha la possibilità di confrontarsi come in un percorso di psicoanalisi. Consigliato sicuramente. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    11/06/2019 09:05:07

    Ci sono mancanze ancora più dolorose di un lutto. Ida convive con questo dolore e non sa che il ritorno alla sua terra di origine sarà l’occasione per far emergere i suoi fantasmi ma anche per dir loro, finalmente, addio. Copertina: 4, Storia: 4, Stile: 4

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    11/06/2019 07:00:25

    Ci sono assenze sempre e per sempre presenti. Vuoti che riempiono il cuore di solitudine. Ci sono presenze intangibili che ti accompagnano nella vita senza lasciarti mai. L'abbandono è una non morte, è indefinito e incompiuto. Se ne rimane impregnati e non saranno le nuove presenze a cancellare l'odore. Tre centimetri di dislivello possono causare cascate d'acqua che annegato il cuore. E basta una voce dal passato per smascherare l'inganno. Copertina 2 - Storia 4 - Stile 3

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    10/06/2019 22:21:46

    Un romanzo speciale che può essere terapeutico per molti lettori. La protagonista, una giovane donna, ritorna nella sua casa d'infanzia e si ritrova senza volerlo a rivivere un passato drammatico che l'ha segnata in tua la sua esistenza. L'autrice sceglie uno stile scorrevole e lineare, toccando lievemente argomenti delicati. Consigliato! Copertina:4, storia:5, stile: 5

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    10/06/2019 21:47:13

    Ida, la protagonista di questo romanzo, vive il presente ancorata al passato. La scomparsa del padre, quando è adolescente, condiziona la sua intera esistenza e la induce a lasciare la sua città natia, Messina, la terra tra i due mari e la casa in cui ha sempre abitato per andare a vivere a Roma. Solo quando torna per aiutare la madre che vuole liberarsi della casa, Ida si trova a fare i conti con le crepe e le infiltrazioni dell’abitazione. Non sono solo crepe materiali, sono le crepe della sua vita: il rapporto conflittuale con la madre, la perdita improvvisa del padre, la sua vita a Roma. Tutto ciò che la protagonista ha lasciato nell’isola merita di essere ripercorso, ricomposto e lasciato andare, in fondo al mare dello Stretto, il luogo della congiunzione tra il passato ed il presente, il posto dove tutto resta sospeso, dove tutto guarisce. Chi ha potuto apprezzare Nadia Terranova attraverso “Gli anni al contrario” non potrà non amare questo romanzo: doloroso, con molti “non detti”, delicato, malinconico, acre come la salsedine del mare. Superfluo dire come la commozione non si faccia attendere nelle pagine finali. COPERTINA: 4 STORIA: 5 STILE: 5

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    10/06/2019 19:55:39

    Ida ritorna a Messina da Roma per riprendersi i suoi averi in vista della vendita della casa in cui ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza. Un viaggio che la porta a partire dal suo monotono presente col marito per ritornare al suo passato, per chiudere i dubbi e le anomalie che ha generato. I fantasmi derivati dalla partenza del padre, a cui deve ddire addio, che affollano la sua vita insieme alla casa d'infanzia. Questo dissidio interiore viene narrato con uno stile semplice in grado di portare il lettore dentro la storia. Copertina:2 Storia:4 Stile:4

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    10/06/2019 19:46:36

    Le nocche bianche emergono dal colore scuro di una valigia di pelle consunta. Lo sguardo assente è rivolto oltre la cornice e la pelle chiara emerge su uno sfondo violaceo. Si staglia così l’immagine di Ida, di Nadia, di ogni lettore. L’autrice si rivolge ai sopravvissuti: tutti coloro che almeno una volta hanno subito il dolore di una perdita e hanno fatto perlomeno un vano passo nel tentativo di ricostruire quella normalità chimerica e agognata. E’ la madre della protagonista a far sì che Ida ritorni nella sua città d’origine, Messina, in una mite giornata di metà settembre. Il tetto sotto cui ora si trova è rovinato, crepato e consumato. Sotto a questo riscopre ogni oggetto, risente gli odori e i colori dell’infanzia. Fra quelle stanze risuonano le catene dei fantasmi passati accompagnate da quel “rumore atono”, riemerge la “materia lavica e fangosa” e si fa più vivo che mai quel vuoto profondo, quella “traccia del suo corpo ancora fresca nel letto”. Passa in rassegna tutte le abitudini, scontate e sottovalutate, che creavano le sue giornate di bambina, come piccoli ingranaggi, fino al momento della scomparsa di suo padre. Erano giorni scanditi dal sole e dal clima mediterraneo, dai turisti in sandali e dagli scatti delle loro macchine fotografiche. Adesso, ancora, mentre grida il suo cambiamento, in una casa avvolta dal tramonto nessuno risponde. Con uno stile dettagliato e minuzioso, Nadia Terranova definisce gli ambienti e le emozioni di un ritorno, costruisce i rumori, i colori e i profumi di un viaggio fatto alle origini, fisicamente ma soprattutto intimamente, di una donna che cerca di recuperare ogni frammento della sua anima rimasto incastrato nella casa di famiglia, al fine di ricostruire il vaso della sua anima, incollare i frammenti con un filo dorato e lasciarsi alle spalle tutti i fantasmi che hanno consumato la sua crescita, così da riprendere dove era rimasta una vita “in un’altra città, in un’altra casa”. COPERTINA: 4; STILE: 5; TRAMA: 4

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    10/06/2019 16:59:26

    Un racconto straniante, certo, perché sin dall’inizio si capisce che la narrazione non sarà didascalica, ma seguirà traiettorie iperboliche, lontane da quello che abbiamo creduto essere il centro della storia. E quindi professoresse che disegnano forse visioni, e investigatori che dietro l’aria di ordinari funzionari un po’ grigi nascondono un cuore poetico ed un cuore grande. E migranti che scoprono la durezza e la fallacia del sogno d’occidente, intrappolati in ricordi di fanciulli troppo belli per poterli dimenticare. E poi loro, i ragazzi, che, seppure elusivi, sanno scuotere l’animo anche di vecchi orsi taciturni e scontrosi. Quei ragazzi fantasma che arrivano dal mare a ricordarci che il nostro mondo è troppo piccolo per farci stare solo noi, che esiste altro, altri, che non possiamo più far finta. Copertina 5, storia 5, stile 5

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    10/06/2019 14:32:45

    "Addio ai fantasmi" è un viaggio catartico della protagonista, Ida Laquidara, una sopravvissuta al presente alla sua battaglia, al trauma subito ventritrè anni prima, appena adolescente, quando suo padre abbandonò lei e sua madre senza dare alcuna spiegazione. Da allora Ida piena di sensi di colpa e domande senza risposte si ritrova a dover crescere e a fronteggiare la vita da sola rimanendo prigioniera della sua paura del suo passato. L'inconscio, però, ci ricorda i conti che abbiamo in sospeso: il passato è importante, qualunque sfaccettatura abbia assunto, poichè ci ha reso le persone che siamo, per questo occorre né rimuoverlo, né modificarlo, ma analizzarlo in modo distaccato con una sana apatia per poterlo comprendere, accettare e rielaborare traendone insegnamento per migliorare il nostro presente e futuro. Copertina: 7 Storia:7 Stile: 7

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    10/06/2019 11:15:21

    “Addio fantasmi” ci narra la storia di Ida, una ragazza messinese che dopo tanti anni vissuti a Roma deve ritornare nella sua terra natia perché la mamma vuole ristrutturare la casa. Il pretesto diventa una trappola: la protagonista si ritrova a fare i conti col dolore provocato dalla sparizione del padre ventitré anni prima. Nadia Terranova, parlando di perdita e abbandono, scrive un romanzo terapeutico, affinché, tante persone che in un modo o nell'altro hanno sofferto o stanno affrontando situazioni simili, possano liberarsi dai propri fantasmi. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    10/06/2019 10:26:05

    Evocativo, doloroso, quasi magico. "Addio Fantasmi" è un libro bellissimo. Sapevo che mi sarebbe piaciuto da impazzire dal primo momento che l'ho visto, pur senza conoscerne la trama, se non lo "Stretto" necessario (essendo ambientato a Messina leggendolo capirete perché questo mio gioco di parole) e senza averne mai letto neanche un frammento. Sentivo che era il libro per me, quel genere di romanzo che mi entra nel cuore e mi fa emozionare. Così è stato. Una storia potente, quasi immobile ma devastante nei fatti, nei ricordi, nei pensieri. Un libro sulla scomparsa e sulla perdita, sulle mancanze, sulle paure, sulle parole e sui silenzi, sulla sofferenza, sulla memoria, sulle domande che non avranno mai pace. Nadia Terranova ha scritto un piccolo capolavoro, introspettivo, profondo e intenso. Ovunque nelle pagine c'è l'acqua e ci sono i ricordi, che fanno male, che fanno mancare l'aria. Il mare è lì. C'è, quasi non si vede, non sempre, ma è dappertutto. Si sente, si percepisce, si vede nitidamente il dolore, il non riuscire a darsi pace e a superarlo. La speranza non muore perché quel punto di non ritorno non si trova. La narrazione scivola delicata, elegante ed esatta, perché ogni parola è giusta, ogni frase è precisa e azzeccata, non potrebbe essere raccontata in altro modo. I sentimenti Nadia li racconta con le azioni, con i movimenti e le frasi della protagonista Ida, così bloccata ma viva. I sogni, e gli incubi, si intrecciano ai momenti del passato che riaffiorano pesanti e zuppi di inquietudine e nostalgia. Super consigliato, l'ho amato. Mi ha fatto sentire la mancanza della Sicilia, una terra che non conosco e in cui non sono mai stata, ma l'autrice la rende così viva e reale da farla palpitare davvero come se fosse di tutti, anche nostra. Copertina: 4. Storia: 5. Stile: 5.

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    10/06/2019 09:21:47

    I fantasmi sono presenti nella nostra vita in maniera palesa o nelle nostre menti. Ciascuno di noi ne possiede, consapevolmente o inconsapevolmente.La capacità è nel trovare la forza per sopravvivere alla vita soprattutto nella nostra attività quotidiana senza lasciarci troppo condizionare da queste presenze. Il padre scomparso o il genitore non presente sono un grande luogo comune ma nella narrazione tutto ciò viene affrontato con grande capacità espositiva. Copertina 4 Storia 5 Stile 4

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    10/06/2019 07:12:05

    Ida, che abita a Roma col marito, viene richiamata a Messina dalla madre per aiutarla a svuotare la casa di famiglia prima che venga messa in vendita. Ida vi torna malvolentieri: suo padre si era allontanato da casa quando lei aveva 16 anni, per non farvi più ritorno. In quella casa Ida sente ancora molto la presenza del padre, un insegnante che, prima di scomparire, si era ammalato di depressione. E proprio tale sospensione è il motivo per cui lei non riesce a vivere appieno la sua vita, rimanendo anzi tenacemente ed ossessivamente aggrappata alla sua memoria. Terranova scrive bene, ma mi sono piaciute in particolare le ultime cinquanta pagine, anche se la storia raccontata da uno dei personaggi sembra quasi essere stata inserita più per dare movimento alla trama che per vera necessità, dato il taglio introspettivo ed intimistico della narrazione. Il discorso chiarificatore dell’amica di vecchia data ed il recupero dell’oggetto che fin dal suo ritorno a Messina voleva riprendere, finalmente l’affrancano dal ricordo di un padre scomparso che aleggiava su di lei come un fantasma. Copertina: 4 - Storia: 4 - Stile: 4

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    10/06/2019 04:45:01

    L'Autrice, con una scrittura evocativa, magnetica, profonda, sa come esprimere la complessità delle emozioni che riempiono le pagine di questo libro intenso e carico di introspezione, che raggiunge il cuore del lettore emozionandolo attraverso una storia delicata e forte insieme, scavando nelle pieghe più profonde dell'anima della protagonista, la quale, muovendosi cautamente tra macerie e calcinacci tanto materiali quanto interiori, e le ombre di un passato che ruota attorno all'ingombrante assenza di un padre scomparso, deve confrontarsi con se stessa, le proprie fragilità e la necessità di una ristrutturazione della propria identità e del proprio futuro. Copertina: 3 Storia: 4 Stile: 5

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    09/06/2019 21:02:29

    La distanza tra la scomparsa e la morte di una persona è pari a quella che separa Scilla e Cariddi, quella che rende la Sicilia un'isola e la distacca dal resto d'Italia. Nel punto più stretto possono esservi solo tre chilometri - mezz'ora di traghetto - ma questo accade in linea d'aria, guardando dritto da una sponda verso l'altra. Quando gli occhi invece si posano sul blu ipnotico delle onde, il mare e la schiuma che si muovono per via delle imbarcazioni, ecco allora che si percepisce la profondità, di quello scostamento. Nadia Terranova vi si è tuffata, raggiungendo livelli di profondità poco esplorati e toccando diversi temi. "La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunzione alla fine delle parole." Sebastiano un giorno si sveglia, si prepara e se ne va, la sveglia ferma alle 6:16; abbandona per sempre la moglie e la figlia Ida, la protagonista della storia, condizionandone per sempre il futuro. Non è un lutto; almeno, non se ne ha la certezza. Quello in cui finiranno le due donne è uno stato di dubbi irrisolti, di incertezza perenne, di tensione continua, di anniversari mancanti. Quando ci si trova di fronte a un problema che non si sa come gestire, il primo istinto è scappare lontano. È proprio ciò che fa Ida: se ne va, invece di elaborare la perdita assieme alla madre. Il lettore (ri)scoprirà come è raro che fuggire porti a qualcosa di stabile; sarà la memoria di Ida, di quando aveva solo tredici anni, a condurci nell'elaborazione. Durante la lettura, una domanda mi continuava a tormentare: quali particolari vorremmo imprimere, nella nostra mente e nel nostro cuore, poco prima che succeda qualcosa che metta a soqquadro la nostra vita? Ecco cosa ho continuato a pensare, ogni volta che Ida narrava della sveglia ferma alle 6:16. Lo stile di scrittura è elegante; tuttavia alcune scelte nella trama, soprattutto alla fine, sono alquanto discutibili. Storia: 3; Stile: 5; Copertina: 3.

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    09/06/2019 20:37:48

    Addio fantasmi racconta la storia di Ida, tornata a Messina per la ristrutturazione dell'appartamento di famiglia che di lì a poco sarà messo in vendita. Al suo ritorno, Ida viene messa di fronte al trauma vissuto ventitré anni prima, quando il padre esce di casa per non tornare mai più: nessuno sa cosa ne sia stato di lui. Il romanzo della Terranova racconta dunque il dramma dell'abbandono, e la ricerca della forza necessaria a cancellarlo. Ed in un contesto tale risulta estremamente fragile la posizione di una protagonista che è logorata da un lutto impossibile da elaborare perchè lutto, di fatto, non è. Come poter scegliere quali ricordi del padre poter lasciare andare e quali invece conservare? Ha davvero senso tenere per sé solo i ricordi belli e gettar via quelli più dolorosi? Sono questi alcuni dei dubbi che attanagliano Ida, i cui fantasmi del passato la opprimono ed ossessionano in una maniera tale da far sentire soffocato anche il lettore, di rimando. Ogni perdita, ogni assenza in questo romanzo si amplifica a dismisura, le assenze si fanno paurosamente tangibili. Struggenti ed affascinanti, le pagine della Terranova si susseguono impeccabili, con uno stile assolutamente lineare che non sfocia mai nell'esagerazione. Un romanzo, insomma, da non perdere. Copertina: 5 Storia: 4 Stile: 5

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    09/06/2019 16:22:05

    Così come Lux, altro libro in concorso per lo Strega, anche questo, scritto da Nadia Terranova, si interroga sul peso del passato. Ida si reca a Messina, alla sua casa natia da mettere in vendita. Dovrà scegliere fra gli oggetti da buttare e da tenere, fare pulizia, eliminare le cose inutili. E si ritroverà a dover indagare su un padre che non ha mai avuto, sulla sua vita condizionata fin da piccola e poi anche nella maturità da una presenza immateriale di cui sente la mancanza, fino a doversi liberare di un fantasma che per troppo tempo ha tenuto nascosto dentro di se. Copertina: 8 Storia: 8 Stile: 7

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    09/06/2019 11:51:44

    Ci sono libri che leggi per curiosità,per sapere «come va a finire»,libri che scorrono rapidamente così come si dimenticano e poi ci sono quei libri che invece ti lasciano un segno profondo,netto e che ti riprometti di rileggere quando magari crescendo,la lettura offrirà un nuovo profilo:leggo questo libro a 27 anni e sono sicura che non sarà lo stesso se lo rileggerò a 40,sarà più intenso ancora.Addio fantasmi è un piccolo capolavoro che merita la vittoria del Premio Strega,mi ha emozionato e toccato profondamente la storia di Ida,una donna che nel viaggio trova il suo male e la sua cura:tornare a Messina per respirare e trattenere in tutti i modi quanto più può della sua adolescenza cercando di non perdere neanche un ricordo,un fatto,un oggetto -questa la prima Ida che incontriamo- per poi lasciare spazio all'addio solenne di tutto ciò che non voleva lasciare andare,quei ricordi a cui si era aggrappata disperatamente non le servono più,Ida ha imparato a dire «Addio».Un passato intriso dal dolore e dal vuoto della scomparsa di un padre che non ha mai potuto seppellire perché svanito senza lasciare traccia,un padre che diventa nel tempo una figura eterea che come una presenza ingombrante abita le mura di quella casa messinese,ormai destinata a crollare a pezzi.Il romanzo è la catarsi della protagonista che può liberarsi dei fantasmi del suo passato,può vivere leggera,libera ormai dai dubbi,dai discorsi e dalle parole non dette e soprattutto dalle lacrime mai versate.Un viaggio per recuperare un rapporto con una madre che,a differenza del padre,c'è ancora e che Ida, cresciuta ormai, può comprendere più di prima.Addio all'Ida bambina e all'Ida adolescente,Ida ormai è donna e pronta ad affrontare il mondo.Un libro meraviglioso, dalla poesia pura e dalla grande ricchezza letteraria. L'autrice è maestra nel raccontare una storia forte anzi fortissima con uno stile impeccabile, rievocando luoghi,sapori e profumi del nostro profondo Sud. Copertina:5; Storia5; Stile:5

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    09/06/2019 11:13:44

    Una scrittura quasi onirica crea suggestioni fortissime intrecciando presente e passato r raccontando una storia che diventa anche quella del lettore pagina dopo pagina. La fatica di fare i conti con i propri dolori e la faticosa ricerca della forza di rompere il silenzio dell'assenza fanno di questo romanzo un luogo dei sentimenti, prezioso e necessario. Copertina:5. Storia: 4. Stile:5

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    09/06/2019 06:44:47

    Di quale materia è fatto il tempo? Per Ida è fatto degli oggetti che al ritorno nella sua casa di bambina a Messina, incombono minacciosi su di lei, intrisi non solo di un passato doloroso, ma anche della negazione del futuro, una promessa mai realizzata. Ida, forse ingenuamente o semplicemente per istinto di sopravvivenza, ha confuso i piani dello spazio e del tempo e ha messo chilometri di terra e di mare tra sé e il proprio passato nel tentativo di ridisegnare per se stessa una vita. Ma non c’è riuscita, perché tutto in lei si è bloccato nell’istante in cui vent’anni prima il padre, non più in grado di riconoscersi a causa della depressione, ha sciolto ogni legame e in un silenzio assordante ha abbandonato la propria famiglia. Ida, incapace di concepire per sé una trasformazione e quindi di vivere nel tempo, ha dato vita a personaggi di “finte storie vere” per la radio, ma ha negato a se stessa una crescita, un’evoluzione. L’acqua in cui ha preso corpo il ricordo del padre, si è infiltrata letteralmente nei muri della casa e insieme negli incubi che da anni popolano il sonno della giovane donna. Solo quando esce da una visione solipsistica del dolore, riconoscendolo negli altri, nell’umanità intera, Ida è in grado di affrontarlo e, vittoriosa, di aprirsi al futuro. Addio fantasmi è un romanzo delicato ma affilato e tagliente che ci guarda dentro, impietosamente scruta le piccole e grandi ossessioni con cui la memoria ci costringe a fare i conti, è una riflessione sul tempo, sulla nostra capacità o incapacità di gestirlo e di attribuirgli un senso. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    09/06/2019 06:27:16

    Lettura come rubinetto che perde, goccia a goccia, dall’inizio alla fine del romanzo. Ritmo lento, costante, umido, che ti entra nelle ossa.. E risuona, come gocce d’acqua nel cavo di una grotta scandiscono il tempo del cadere: continuo, inesorabile, eterno.Un dolore custodito, raggelato. Mantenuto vivo nel ricordo e nella ripetizione di momenti, rituali, ricapitolazioni notturne di gesti che alla luce del giorno s’aggrappano alle crepe dei muri, per lasciarsi andare nella notte, nei momenti di quiete, negli spazi tra le cose. Un’agonia senza luce, senza fine. Tutto è fermo, il tempo si morde la coda e ritorna al momento di ieri, ogni giorno si ripete senza arrivare a domani.Il big bang da cui origina il racconto è un’esplosione che sovverte l’ordine delle cose: i corpi non ospitano più le emozioni, i nomi non stan più attaccati alle persone, i punti fermi alle ossa. I familiari spariscono, i vuoti risuonano, i silenzi assordano. Il caos ricade e sedimenta, formando un callo, un dorso duro e aspro di inviolabile rabbia, colpa, attesa. Dentro tutto tace. Fuori tutto grida. E’ tirannico il volere preciso delle memorie che permangono ai corpi. I nomi vogliono essere evocati, gli assenti chiamati, serviti a tavola. La casa è parete viva e complice del disfarsi e conservarsi. Si eleva come colonna vertebrale in uno storpio. Arcuata nei piani sbagliati, scomoda, ombrosa, dolente. Arrabbiata. Casa diventata corpo. Corpo diventato casa.Strano è, poi, ritrovarsi. Specchiarsi in quel modo ostile di ripararsi nel dolore rinforzando pareti ogni giorno. E specchiarsi nello sguardo dell’amica che non ci sta, che racconta dentro al libro quello che senti, tu, aver vissuto anni fa. Scritto meglio di come l’avevi compreso.La via d’uscita è nel riconoscimento del dolore altro. In questo libro, dove il dolore è avvolto in sé stesso e difeso, nutrito, custodito, il dolore degli altri è stupore che, come grido nella notte, squarcia il buio e infrange corazze.Copertina 4 storia4stile4

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    09/06/2019 05:40:37

    "Addio fantasmi" è un romanzo profondo, forse troppo e quindi per questo anche doloroso! Mette il lettore di fronte a sentimenti contrastanti, a tratti eccessivamente forti. La protagonista, Ida, porta con sè una sofferenza che per molto tempo ha cercato di accantonare o respingere riempendo la propria vita con altro. Ora si trova a dovere fare i conti con tutto ciò: il ritorno in quella che è stata la sua casa, prima di allontanarsene da adulta, fa riemergere ricordi mai veramente abbandonati, solo messi faticosamente da parte. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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