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Émile Zola

Collana: Classici
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: 484 p.
  • EAN: 9788817167130

"Voglio fare di Al paradiso delle signore il poema dell'attività moderna. In una parola, andare con il secolo, esprimere il secolo che è un secolo di azione e conquista". émile Zola
Il paradiso delle signore è un grande magazzino della Parigi fin de siècle che fagocita una clientela smaniosa ed entusiasta. Ammiccanti vetrine e rutilanti cartelloni pubblicitari spiccano in questo tempio del nuovo commercio in cui si celebra la scalata nel mondo degli affari di Octave Mouret, commesso intraprendente e spregiudicato, e di Denise, tenace orfana di provincia, che tra i reparti colmi di merci troveranno l'amore e il riscatto sociale.
Undicesimo della saga dei Rougon-Macquart, questo romanzo si differenzia dai precedenti per l'inedito ottimismo con cui Zola guarda alla moderna società industriale, esaltandone fiducia nel progresso, attaccamento al lavoro e gusto per la sfida.
L'introduzione di Colette Becker aiuta a situare il romanzo in quella Francia del secondo Ottocento di cui Zola è stato critico e testimone.

Recensioni dei clienti

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    rdc

    04/01/2013 01.17.36

    leggo le recensioni qui accanto e mi stupisco, è un classico, uno dei migliori di "rougon-macquart", il trama è molto coinvolgente, denise e octave sono dei veri personaggi e l'autore è al top della sua arte. abbiamo a che fare con un elogio alla parigi di quei tempi e alla donna! bisogna leggerlo in originale oppure in una eccellente traduzione per riuscire ad entrare nel vero mondo di zola.

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    Maurizio

    10/01/2012 18.15.11

    Uno dei venti romanzi dell'epico ciclo dei Rougon-Macquart, che rese famoso e criticato il grande scrittore naturalista francese. La grande capacita' dell'Autore di descrivere ambienti, cittadini e rurali, si esplica al massimo in quest'opera dedicata all'esplosione commerciale dei primi grandi magazzini nella Parigi del Secondo Impero, che cominciano a distruggere il piccolo commercio dei bottegai sotto casa. Meno interessante in questo testo la credibilita' psicologica dei personaggi, che pure in altri scritti zoliani - pensiamo a "Nana" e "Germinal" - si era rivelata al meglio. Eppure il romanzo, che non e' di agevolissima lettura, un po' pesante e ripetitivo, sono riuscito a leggerlo proprio come parte di quell'affresco sociologico di un narratore, che taccuino alla mano e macchina fotografica in spalla, raccoglieva "sul campo" i materiali su cui fondare i propri racconti.

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    stefano

    02/02/2010 14.35.57

    semplice e troppo lungo romanzo verista di zola. A differenza degli altri un po’ meno cupo, più arioso.

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    ROBERTA FOSSEMO'

    24/11/2006 15.29.55

    Non è la prima volta che mi ritrovo sorpresa da un romanzo per così dire ‘secondario’ di un autore. Oltre alla trama che può essere più o meno banale, ma in cui si ritrovano tutti gli amanti del lieto fine, (la classica storia del capo che s’invaghisce di una dipendente) è il contorno che lo rende importante testimone dell’evoluzione di un’intera classe sociale nel XIX secolo. Pare di essere dentro i grandi magazzini assieme ai protagonisti, vedere tutto attraverso i loro occhi, assistere alle prime prese di coscienza dei diritti da parte dei dipendenti, alle beghe delle signore dell’alta borghesia…solo che tutto ciò lo si riesce a cogliere in seguito ad una seconda o più riletture, infatti se un difetto posso attribuire a questo romanzo è proprio quello della sovrabbondanza e talvolta confusione dei personaggi che sono riuscita ad inquadrare solo dopo un po’. Questo unitamente alla virtù esagerata della protagonista (degna erede di Pamela di Richardson)sono i motivi per cui do un voto di 4 su 5. Consigliato agli amanti del periodo storico della Parigi dell’800

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