Chiudi

Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.

Alla fine di un giorno noioso - Massimo Carlotto - ebook

Alla fine di un giorno noioso

Massimo Carlotto

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Editore: E/O
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 274,82 KB
Pagine della versione a stampa: 177 p.
  • EAN: 9788866320463
Salvato in 4 liste dei desideri

€ 7,99

Punti Premium: 8

Venduto e spedito da IBS

EBOOK

Compatibile con tutti i dispositivi, eccetto Kindle

Cloud: Sì Scopri di più

Aggiungi al carrello
spinner
Fai un regalo
spinner

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Dieci anni dopo torna il protagonista di Arrivederci amore, ciao. Nonostante abbia annegato in un pozzo di soldi il suo istinto criminale, Giorgio Pellegrini e` e rimane un predatore. Il nuovo libro di cui e` protagonista, Alla fine di un giorno noioso, e` un romanzo adrenalinico e crudele, dalle sequenze narrative sghembe e inquietanti, con lampi di puro fascino che imprimono alla storia una luce velenosa. Ritmi sincopati e atmosfere dark completano una danza macabra destinata a colpire il cuore dei lettori. Un noir feroce e attuale sull’intreccio tra politica e criminalita`. «Scrivere significa ricoprire il veleno per topi con il cioccolato: amo scrittori come Jim Thompson e James Ellroy esattamente per questo. Ma l’autore che piu` di tutti riesce a essere privo di sentimentalismo e` un italiano: Massimo Carlotto. E` uno scrittore di noir al quadrato, di quelli che ti mettono alla prova. In America uno come lui non c’e`. Neanch’io potrei leggere Carlotto tutto il tempo. Non ce la farei». Josh Bazell, autore di Vedi di non morire
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

3,45
di 5
Totale 22
5
3
4
8
3
7
2
4
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Alessandro

    20/04/2016 20:47:02

    Un bel noir che si muove negli affari loschi della mafia e della corruzione dei rappresentanti politici....e

  • User Icon

    vincenzo

    06/10/2012 22:45:53

    Giorgio Pellegrini e' sempre piu' odioso, cinico, adeguato ai tempi. La ndrangheta si sposta dalla Lombardia al Veneto, l'avvocato fa carriera, moglie e concubine sono vittime di violenze e sadismi perfezionati. E' l'evoluzione del libro precedente, scorre veloce e arriva ad un finale improbabile. In sostanza aggiunge poco (e peggio) ai libri precedenti di Carlotto. Non voglio dire che sia un operazione commerciale, ma sembra tanto uno di quegli aggiornamenti di sistema operativo di cui non si comprende la necessita'.

  • User Icon

    paola

    14/06/2012 12:31:26

    Mentre Nordest mi ha entusiasmato, questo libro mi ha lasciata indifferente, noioso e banale.

  • User Icon

    Trixter

    02/04/2012 09:43:30

    Non ho letto il prequel ma questo romanzo agile e breve non mi è dispiaciuto affatto. Pellegrini è uno dei personaggi più negativi che abbia mai incontrato sugli scaffali delle librerie, eppure è tremendamente affascinante. Forse il finale è un pò sbrigativo, ma nel complesso il racconto non mi ha affatto deluso.

  • User Icon

    SALVATORE

    15/01/2012 09:27:57

    Un pessimo sequel ... spero comunque in un ritorno del mitico Giorgio

  • User Icon

    Siro

    01/11/2011 17:00:49

    Carlotto rispolvera uno dei suoi personaggi più riusciti: il pessimo Pellegrini. personaggio borderline in perenne equilibrio tra crimine e cosiddetta "rispettabilità". in realtà i due mondi si sovrappongono in infiniti piani sequenza sconfinando in una zona grigia e feroce che è la proiezione del Paese. la regia è serrata le scene sono cinematografiche. Romanzo ricco. Carlotto non mi delude mai.

  • User Icon

    massimo

    18/10/2011 08:39:29

    Un thriller senza tempi morti, senza pause. Scorre dalla prima all'ultima pagina tenendo il lettore sulle corde. Il protagonista è tremendo, totalmente privo di scrupoli e di sentimenti: insomma, un personaggio credibile. Gli altri non sono da meno. C'è tutto il campionario delle infedeltà, delle ombre, che deve trovarsi in un noir che si rispetti. Come questo.

  • User Icon

    TG

    18/09/2011 22:55:30

    Bel libro. Si legge come sempre molto velocemente ed è un libro che ti tiene sempre su! Siamo un pochino sotto ai livelli però di Arrivederci,amore ciao. Bravo Carlotto anche questa volta!

  • User Icon

    Massimo F.

    24/08/2011 17:05:32

    Ritmo accattivante e tensione nello sviluppo narrativo fanno di questo romanzo di Carlotto una lettura sicuramente consigliata. L'autore ha due caratteristiche che lo rendono impareggiabile nella proposizione delle sue storie di criminalità: la sua sofferenza personale e la conoscenza profonda del tessuto sociale del nordest. Come al solito qualche "sopra le righe" sicuramente perdonabile..

  • User Icon

    francesco

    21/07/2011 16:31:11

    Godibile, ma un deja vu. Carlotto ci aveva abituato meglio.

  • User Icon

    Michele Vaccaro

    19/07/2011 09:08:59

    Chi ha letto ed ha amato Arrivederci amore ciao, che il sottoscritto considera un capolavoro assoluto del cosiddetto neo-noir italiano, non può che restare parzialmente deluso da questo sequel. Il libro in sè è scritto bene e si legge volentieri ma chi è abituato a caviale e champagne difficilmente si accontenterà di un'impepata di cozze con birra.

  • User Icon

    Gianni70

    11/07/2011 19:34:02

    Noir serrato e avvincente senza concessioni ad altri generi o divagazioni. Non c'è un personaggio positivo in tutto il libro ed è impossibile stabilire un'empatia con nessuno di loro. Come dice la quarta, il protagonista è un autentico predatore. Corruzione come stile di vita. Potere che nasce dalle stesse matrici: Politica e Malavita. Alla fine della lettura (veloce; letto in poco più di un giorno) ti chiedi se la realtà è così diversa e accendendo la Tv ti accorgi che...non è poi così diversa. Il libro mi è piaciuto ma non condivido ne apprezzo troppo una certa nota di compiacimento da parte di Carlotto nel descrivere le "gesta" del suo "eroe"

  • User Icon

    emanuela q.69

    06/07/2011 22:22:18

    Non conoscevo l'autore; la prima parte e monotona. Il personaggio principale è odioso, e gli altri sono a ruota. Le donne fanno una pessima figura, sfruttate usare prive di cervello e carattere. Non ne consiglio la letture alle femministe. Per fortuna il libro era corto e non lasciando mai un libro a metà l'ho letto fino alla fine, degna dell'inizio. Emanuela

  • User Icon

    Albatross

    28/06/2011 20:46:52

    davvero un bel libro. Da leggere sicuramente se siete amanti di Carlotto.

  • User Icon

    Mary

    11/06/2011 20:49:50

    Avvincente. Ti "prende" dalla prima all'ultima pagina (anche se in alcuni punti è un po crudo...del resto riporta una realtà presente, purtroppo, in Italia).

  • User Icon

    TrueBlood

    10/06/2011 23:19:56

    Ritorna il protagonista di "Arrivederci amore, ciao" in un romanzo bello, avvincente e molto attuale. Bella la trama e poi Carlotto è una garanzia.

  • User Icon

    alberto

    07/06/2011 14:28:59

    il libro non è "noioso". il personaggio principale è odioso, come sono odiosi, ma in tono minore, persino i mafiosi, tutti gli altri personaggi. curiosamente ho incontrato l'autore in modo piacevolmente casuale prima della presentazione del libro, a trento; a domanda specifica: dove trova l'immaginazione per scrivere queste cose, la pronta risposta è stata: forse sono storie vere,no? ebbene è forse quello che mi aspettavo dicesse. l'intereccio del romanzo è classico nella sua semplicità, la trama non troppo complessa ma ricca di notizie spicciole di realtà veneta, cioè l'intreccio mafia-politica-malaffare che costituisce l'ossatura della realtà socio-economica del veneto. una prova letteraria a mio modo di vedere piuttosto riuscita che però lascia trasparire un velato pessimismo; ed è difficile dare torto all'autore visti i tempi che corrono. infine: questo giorgio pellegrini è davvero un uomo di merda, lui e la sua disprezzabilissima nena. un rivoluzionario fallito che tenta il riscatto sociale dimostrando di essere peggio di quelli che un tempo ha combattuto: si, un affresco decisamente rivoltante. come eroe ho preferito art keller.

  • User Icon

    Stefano

    03/06/2011 14:55:02

    Preso in senso generale, è un libro carino, ma non molto di più. Per essere Carlotto, è un'altra delusione, dopo L'amore del bandito. Non so se la sua vena creativa sia esaurita, ma quando si cominciano a fare sequel malriusciti i campanelli d'allarme dovrebbero suonare.

  • User Icon

    HULK

    01/06/2011 23:22:53

    La fine del neopolar francese è ormai alle porte, la breve stagione del noenoir italiano è finita, questo libro ne è la lapide. Ormai la realtà supera ogni fanatasia Carlotto la insegue ma arranca. Abbiamo una minorenne marocchia spacciata come nipote di Mubarak, con un intero parlamento che conferma. I reattori di seconda mano francesi, questo il nucleare italico, lo conoscono tutti, l'elenco potrebbe continuare. Debole la scrittura di Carlotto, non è Chandler lo sapevamo da tempo, ma nemmeno un Down Brown. Il Pellegrini è una figurina, tra parentesi 'Il mio faccino, il mio fascino'. Carlotto non si accorge nemmeno del tempo che passa. Anche se hanno iniziato da giovani, ormai il Pellegrini è più vicino alla sessantina, piuttosto che ai cinquanta. Non ha bisono neppure della tintura ai capelli. Per favore, tutto suona falsamete contorto, per simulare pofondità. Mentre si tratta solo di una rimasticatura della cronaca, nera, rosa, gossippara dei quotidiani. Alla fne non rimane che un libro noioso. padani, il partito, ma piantala nomi , cognomi, indirizzi li conosciamo bene.

  • User Icon

    Rita

    01/06/2011 14:54:54

    Avvincente nella prima parte, il libro lascia una sensazione di frettolosità e schematicità nella seconda. Mancano gli approfondimenti psicologici presenti del primo romanzo della serie ("Arrivederci amore, ciao") e alcune situazioni appaiono piuttosto forzate. Buono il ritratto sociale della corruzione politica e del famigerato Nord est. Il romanzo è breve, si legge tutto in una serata.

Vedi tutte le 22 recensioni cliente

Quando, nel 2001, Massimo Carlotto diede alle stampe il suo romanzo più famoso Arrivederci amore, ciao i lettori vennero colti improvvisamente da una certa morbosa curiosità legata al passato ombroso dell’autore. La vicenda vedeva come protagonista un giovane ex terrorista che negli anni Settanta era stato incriminato per banda armata. Rientrato nella società dopo qualche anno di carcere si ritrova in un Nordest malavitoso, tra personaggi senza scrupoli, dove la voglia di ripulire la sua immagine si scontra con una realtà in cui l’unico sistema per ottenere qualcosa è la violenza e la prevaricazione. Il suo passato da terrorista gli costerà carissimo, perché quando la polizia rinverrà il cadavere di Roberta, la sua fidanzata, sarà lui ad essere ancora una volta incriminato. È a questo punto che la vicenda del protagonista si mescola con la biografia di Massimo Carlotto, anche lui accusato di aver ucciso la sua fidanzata, anche lui latitante per qualche anno in Sud America e destinato a fare i conti per tutta la vita con le pessime conoscenze che ha fatto in carcere, nel mondo criminale e anche tra i personaggi delle istituzioni.
Nel sequel di quel fortunato romanzo, Carlotto torna nei panni di Giorgio Pellegrini. Lo avevamo lasciato mano nella mano con Martina, la donna in grado di riportarlo alla vita tranquilla dopo la morte di Roberta, e scampato al carcere grazie all’intercessione dell’avvocato Sante Brianese. Lo ritroviamo sposato e sempre legatissimo a Martina, proprietario di un locale, la Nena, che si rivela subito una copertura dorata per un covo di malaffare. È opera dell’avvocato Brianese, divenuto nel frattempo onorevole, sia l’attività di scouting di Pellegrini nei confronti di giovani escort straniere, sia il suo ruolo di raccordo tra i “benefits” dei corruttori e la soddisfazione dei bisogni dei corrotti, che si incontrano alla Nena per incrociare le loro domande e offerte.
Torniamo quindi a immergerci nel Nordest sempre caro all’autore, dove capitani d’industria in crisi delocalizzano in Romania ed ex operai diventati piccoli imprenditori cercano di rimanere a galla con ogni mezzo. Naturalmente a reperire il capitale ci pensano le cosche italiane e straniere, che hanno sempre bisogno di ripulire denaro sporco, ma ripulire investendo in attività produttive ha un costo (circa il 30%), che gli appalti pubblici non hanno. È a questo punto che fa il suo ingresso il vero grande protagonista di questo romanzo, quello che Carlotto chiama “il crimine creativo”: la politica.
Attraverso la corruzione la malavita si impossessa del territorio e attraverso le escort la corruzione diventa una prassi sociale. Si tratta in fondo di uno scambio come un altro: una volta c’era solo la tangente, adesso la tangente è resa più incisiva dalla presenza di giovani donne compiacenti. Nulla di strano, lo fanno tutti, e poco importa se ancora una volta la vita di Giorgio Pellegrini precipiterà nel baratro della violenza cieca e ingiustificata.
Un noir puro, senza sbavature, un affondo alla parte oscura della società veneta, ma allo stesso tempo l’autopsia di un mondo criminale che sta subendo una vera e propria mutazione antropologica. E alla fine della lettura, con un certo sgomento, ci si chiede ancora una volta se esista davvero un confine tra fiction e realtà.

  • Massimo Carlotto Cover

    Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà... Approfondisci
Questo prodotto lo trovi anche in:
Note legali