Alle fonti del Nilo

Wilbur Smith

Traduttore: G. Hirzer
Editore: TEA
Collana: Best TEA
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 maggio 2014
Pagine: 631 p., Brossura
  • EAN: 9788850235834
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Descrizione
Dopo un interminabile viaggio ai confini del mondo, per il mago Taita è tempo di far ritorno in Egitto. La sua terra è afflitta da piaghe senza fine: sulle regioni del Nilo, già stremate da lunghi anni senza esondazioni, si è abbattuto il flagello della peste, che non ha risparmiato neppure i figli del faraone Nefer Seti. E mentre i nemici di sempre tramano per mettere le mani sul regno, su di esso piomba una nuova, penosa calamità: il fiume, da sempre fonte di vita e di prosperità, si è ridotto a una serie sconnessa di pozze fangose del colore del sangue. Uno scenario drammatico in cui, impalpabile come un vento maligno, si diffonde il culto di una nuova, misteriosa dea. Disperato, il faraone chiede a Taita di rimettersi in cammino. Solo il grande mago, colui che un tempo era soltanto uno scriba e ora accoglie in sé arcani poteri, ha qualche speranza di scoprire e sconfiggere la minaccia che si annida alle fonti del Nilo. Il nuovo viaggio che lo attende lungo il maestoso fiume è lungo, colmo di insidie, avvolto da un'ombra nera...

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Recensioni dei clienti

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    Kerktesio

    23/09/2018 21:20:10

    Sono tutto sommato un fan dei libri di Wilbur Smith, m l'autore in “Alle fonti del Nilo” non è in splendida forma. Ciononostante, è stata una piacevole lettura, sebbene più consona all'ombrellone o a qualche altro momento in cui si abbiano più ore da spendere. La trama, sviluppata, va detto, su un libro lungo, è tendenzialmente lineare e potrebbe non essere all'altezza delle aspettative. Questo il punto scatenante: il Nilo nell'Antico Egitto ha cessato di portar limo, e gli egizi stanno soffrendo secca e siccità visto che l'Egitto era già allora un Paese caldo e problematico. Molto intrigante alla fine e ispirato da eventi ottocenteschi.

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    elisa

    19/09/2018 10:04:23

    Paesaggi lontani ma leggendo questo libro è come averli vicino. Il ritorno di Taita e Meren ...lettura scorrevole che ti appassiona sempre più

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    Alessandro

    28/08/2018 17:27:32

    Taita ritorna ancora una volta per salvare l’Egitto, questa volta sull’orlo del colosso dopo aver perso la fonte stessa della sua esistenza: il Nilo! Al di la delle frasi enfatizzanti, è un bel libro. Magari non sarà all’altezza di “Il dio del fiume” o “Figli del Nilo” però ritengo che alcuni commenti negativi fossero esagerati. Nel lungo viaggio seguendo il grande fiume l’autore dà libero sfogo a tutta la sua passione per l’Africa con un’ambientazione molto vivida e varia, dove il nostro eroe e i suoi compagni si trovano davanti una sfida dopo l’altra. È un libro molto avventuroso è soprattutto oltremodo fantasioso, quasi surreale, ormai di storico non ha nulla. In pratica è un fantasy d’avventura, ambientato in Africa. Ciò nonostante, al contrario di altri, ho trovato la trama apprezzabile, a chi cerca semplicemente una buona lettura potrebbe piacere senza problemi, pur contenendo alcuni momenti abbastanza assurdi. La battaglia finale non è niente male ma mi è sembrata un po’ troppo facile e sbrigativa, tenendo conto che l’avversario viene descritto fin dall’inizio come una creatura eccezionalmente potente, praticamente invincibile. Rispetto ad altri suoi libri precedenti questo mi è parso avere un’impronta più “mistica”. L’intera vicenda altro non è che l’ennesima battaglia in una guerra tra bene e male, interpretati e visti dall’autore secondo la sua ottica personale come la Verità e la Menzogna. Cambia anche la considerazione dei sacerdoti. Tanto disprezzati in “Il dio del fiume”, in questo volume sembrano godere di maggiore considerazione.

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    Alessandro

    28/08/2018 17:26:03

    Taita ritorna ancora una volta per salvare l’Egitto, questa volta sull’orlo del colosso dopo aver perso la fonte stessa della sua esistenza: il Nilo! Al di la delle frasi enfatizzanti, è un bel libro. Magari non sarà all’altezza di “Il dio del fiume” o “Figli del Nilo” però ritengo che alcuni commenti negativi fossero esagerati. Nel lungo viaggio seguendo il grande fiume l’autore dà libero sfogo a tutta la sua passione per l’Africa con un’ambientazione molto vivida e varia, dove il nostro eroe e i suoi compagni si trovano davanti una sfida dopo l’altra. È un libro molto avventuroso è soprattutto oltremodo fantasioso, quasi surreale, ormai di storico non ha nulla. In pratica è un fantasy d’avventura, ambientato in Africa. Ciò nonostante, al contrario di altri, ho trovato la trama apprezzabile, a chi cerca semplicemente una buona lettura potrebbe piacere senza problemi, pur contenendo alcuni momenti abbastanza assurdi. La battaglia finale non è niente male ma mi è sembrata un po’ troppo facile e sbrigativa, tenendo conto che l’avversario viene descritto fin dall’inizio come una creatura eccezionalmente potente, praticamente invincibile. Rispetto ad altri suoi libri precedenti questo mi è parso avere un’impronta più “mistica”. L’intera vicenda altro non è che l’ennesima battaglia in una guerra tra bene e male, interpretati e visti dall’autore secondo la sua ottica personale come la Verità e la Menzogna. Cambia anche la considerazione dei sacerdoti. Tanto disprezzati in “Il dio del fiume”, in questo volume sembrano godere di maggiore considerazione.

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    Alessandra

    27/04/2015 10:08:57

    Completamente diverso dai precedenti volumi della saga egizia, questo più che un romanzo storico è quasi un fantasy... Magie, incantesimi e vari eventi soprannaturali sono la spina dorsale della trama. Lo stesso Taita, il mitico Longevo dall'intelletto acuto, che ricordiamo come poeta, scrittore, architetto, stratega, in questo libro è presentato come mago. Mah. La storia comincia ad essere un po' più interessante nella seconda metà (cioè solo per chi non si lascia scoraggiare dalle prime 300 pagine lente e, per me, quasi fastidiose) quando gli eventi iniziano ad essere un po' più incalzanti, come si conviene ad un romanzo di un grande maestro dell'avventura come Smith, il tutto sempre, ovviamente, permeato di incantesimi e magie varie (ma, a quel punto, il lettore ci ha fatto l'abitudine!) Deludente per chi si aspetta di continuare la saga egizia con lo stesso registro dei primi volumi. Personalmente continuerò con la lettura dell'ultimo "Il Dio del deserto", sperando di ritrovare il Wilbur Smith di una volta.

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    Rossana Acunzo

    25/11/2014 12:21:58

    Ho tutti i libri di Wilbur Smith e li ho letti tutti. Ogni libro ti porta nella realtà descritta e ti coinvolge nella vita dei suoi personaggi. Taita è quello che io adoro ed in questo romanzo, finalmente, è un uomo che ama in modo sublime la sua amata. Mi è proprio piaciuto. Chi ha commentato negativamente penso si sia fermato sulla porta, senza entrare ed ha perso quello che finalmente il magico Taita ha trovato. Consiglierei di rileggerlo. Indubbiamente ci troviamo in un racconto fantastico e fantasticamente ci dobbiamo calare nella storia. Buona rilettura.

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    stefano

    10/11/2014 09:58:18

    Un libro decisamente sconsigliato, il peggiore in assoluto di wilbur , una storia che non stà ne in cielo ne in terra.Un romanzo del tutto fuori dalla linea narrativa di un grande maestro come Smith,io dato il fatto che sono un assiduo lettore di Smith ho acquistato il libro già pregustando la storia che sarei andato a leggere , ma dopo 100 pagine mi sono reso conto che non potevo spendere peggio i miei soldi .Sconsigliato a coloro che conoscono Smith (leggendo questo libro, l'autore perderà decisamente punti nella vostra personale classifica).Sconsigliatissimo a coloro che ancora non lo conoscono ,leggendo questo libro non ne acquisterete altri e questo sarebbe sbagliatissimo perchè al di là di questo clamoroso flop lo scrittore rimane comunque il n° 1 Cominciate a leggerlo con qualsiasi altro libro ma non con questo

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    claudia

    23/09/2013 18:38:53

    Non capisco le recensioni basse!! A me il libro e' piaciuto moltissimo e lo consiglio. Leggetelo non ve ne pentirete!!!

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    Riccardo Banchi

    11/06/2013 14:24:34

    Non si può certo paragonare questo romanzo allo stupendo "Il dio del fiume", ma giudizi estremamente negativi (capisco le aspettative) mi paiono esagerati. Qui c'è pura fantasia, è vero, ma va detto che la lettura resta piacevole. Diciamo che non si tratta più di un romanzo storico e un po' di delusione è comprensibile. L'autore però dimostra di saper scrivere, ma questo "ciclo egiziano" non sembra concludersi con un acuto. Riccardo Banchi

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    MATTIA

    05/04/2013 10:47:43

    Mio Dio che squallore. E' un libro atroce e irritante. A volte è incomprensibile, non credevo potesse essere così. Mi è stato consigliato da un mio amico, ma da sempre glielo rinfaccio perché è un libro semplicemente assurdo, e il voto poteva anche essere inferiore a questo se mi fosse concesso dalla redazione di Ibs.it, anche se è impossibile. Sconsigliato.

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    annalisa

    05/09/2012 13:31:06

    caduta di stile di dimensioni atroci...la meraviglia dei primi romanzi della saga Egitto scompare e si aggrappa pericolosamente sugli specchi di un fantasy. Sconsigliatissimo

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    Renzo

    28/06/2012 14:22:54

    Arrivo tardi a dare il mio giudizio, ma concordo con molti che trovato questo libro assolutamente diverso, incongruente e insopportabile. Voto basso! Già glia ltri sull'antico Egitto li avevo trovati fuori dalla prodigiosa corrente produttiva di Wilbur Smith, però li avevo letti perché di W.S. ho letto tutto e non volevo farmi mandare anche questi. Ma quest0ultimo romanzo è proprio insopportabile...

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    Antonio

    26/09/2011 00:14:42

    Davvero brutto, è un romanzo che non ha nulla a che fare con gli altri 3 capitoli della saga ma sopratutto non ha nulla a che fare con l'antico Egitto. Ho letto molti romanzi di W.S. e francamente penso che questo sia non solo il peggiore, ma anche un libro che si discosta totalemente dallo stile dell'autore. Per chi legge W.S. per il suo modo straordinario di descrivere scene di azione e gli animali, i grandi miti dell'Africa e i valori in essa racchiusi, avrà una delusione sconcertante!

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    Cuore Viola

    19/07/2011 16:49:27

    Dissento totalmente da tutte le recensioni negative che ho letto. Per me è l'ennesimo splendido romanzo sull'antico Egitto da parte di Wilbur Smith. Taita è ormai un mito e queste pagine riescono anche a far rivivere la bellissima figura della Principessa Lostris! Consigliatissimo!

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    vale

    08/03/2011 20:35:43

    contrariamente a tutti i commenti negativi,penso che questo libro sia bello quanto gli altri della saga egizia...è interessante vedere come una realtà ferma e fissa come il nilo possa essere stravolta dal nulla, e vivere assieme ai personaggi il desiderio estremo di recuperarla fino a chissà dove...per quanto riguarda il personaggio di taita non credo affatto che questo libro lo rovini anzi,è bello che dopo tanto rammarico per la sua condizione anche lui sia riuscito a vivere l'amore...e Wilbur ce lo descrive in ogni sua minima parte rendendoci partecipi di tutto ciò che questo sentimento è in grado di trasmettere....lo trovo bellissimo!!!

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    massimo

    06/10/2010 16:57:52

    Povero Taita, maltrattato fino a ridurlo un pupazzo da varietà. Consigliato solo a chi piacciono i fumetti. Concordo sulle negatività. Meglio fermarsi ai precedenti capitoli. Rimane un bel ricordo.

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    luca

    04/09/2009 12:05:14

    Davvero un pessimo romanzo, non ho idea come si faccia a scrivere roba del genere. Attratto dall'idea dell'Egitto e dei suoi misteri, mi sono lasciato trasportare nell'acquisto di questo libro, ma dopo averlo letto (e finito a fatica per la bruttezza del racconto), mi sono pentito della scelta. Non penso rileggerò questo autore che trovo assolutamente privo di ogni fondamento letterario (magari sono romazi tipo harmony che aveva in mente...mah!!!!).

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    Paolo

    28/08/2009 11:53:52

    Che peccato. Questo romanzo è riuscito a rovinare la figura principale di tutta la saga egizia, cioè Taita. Chi ha letto solo questo libro, forse l'avrà trovato bello. Chi invece ha letto tutto il ciclo egizio sicuramente sarà stato deluso. Condivido in toto i commenti negativi degli altri lettori. Questa storia non regge, è campata in aria ed è profusa di magia e incantesimi alla "Harry Potter" o "Signore degli anelli", oltre che da oscenità inutili. Io amavo il Taita vecchio, saggio, eunuco, ma indubbiamente più vero. Forse avrà avuto in cambio l'eterna giovinezza e la virilità, ma ha perso il fascino che aveva nei libri precedenti. Ripeto, è un vero peccato.

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    Simo

    26/05/2009 14:09:01

    Scusate, ma a me è piaciuto! La mano dello scrittore si riconosce palesemente, descrizioni avventuristiche coinvolgenti, magia, occulto, sentimentalismo, scene crude descritte così bene da farle sembrare reali, sicuramente non è il libro migliore di Smith, la parte sessuale è un tantino esasperata, però dobbiamo ammettere che a quest'uomo la fantasia non manca di certo!!! Consiglio a tutti coloro che hanno letto la trilogia di Taita di leggerlo, e a chi non l'avesse terminato di farlo!!!

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    Giuseppe

    02/05/2009 21:13:29

    Ma siamo sicuri che lo abbia scritto Wilbur Smith. Lo trovo un'accozzaglia di eventi buttati lì solo per il DOVERE di raccontare un'altra storia su Taita. Spazia dal erotico alla pseudo-pedofilia alla pornografia. Non mancano le forzature concernenti la riacquisizione della virilità di Taita... sembra che si doveva per forza trovare un modo per concedere anche a lui quei piaceri che gli erano stati tolti nei precedenti volumi. Un libro che distrugge completamente il personaggio Taita. Il peggiore.

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