Alle porte del paradiso. Le sculture del vestibolo di Sant'Ambrogio a Milano

Laura Riva

Anno edizione: 2006
In commercio dal: 1 gennaio 2006
Pagine: 166 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788879163293
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Descrizione
Le sculture del vestibolo di Sant'Ambrogio a Milano costituiscono un insieme omogeneo e compatto, che si distingue nettamente all'interno dell'ampia decorazione plastica della basilica. Attraverso l'individuazione degli elementi originali e l'analisi dettagliata di tutte le immagini scolpite, lo studio ricostruisce il significato complessivo del programma iconografico, dando ampio rilievo al valore simbolico del contesto architettonico e alle sue finalità liturgiche. Nel quadro della simbologia medievale che vede nell'edificio della chiesa un'immagine presente e visibile della Ecclesia caelestis, lo spazio occidentale che precede la chiesa vera e propria riveste un ruolo fondamentale: esso segna il confine tra sacro e profano ed è legato a doppio filo ai concetti antitetici di salvezza e accoglienza da una parte, d'interdizione ed esclusione dall'altra. Nelle funzioni liturgiche celebrate in questo spazio ­ penitenza, battesimo e riti funebri ­, l'ingresso nella chiesa nella vita presente richiama direttamente l'ingresso nel paradiso nella vita futura e, di conseguenza, il momento del giudizio finale, che separerà gli eletti dai dannati.

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Da tempo si sente la necessità di riprendere le ricerche sulla basilica di Sant'Ambrogio a Milano e affrontare molte questioni tuttora irrisolte per questo centro ideale del romanico lombardo. Il tempio rappresentava il polo sacro più importante nella vita cittadina, legato alla sepoltura del suo arcivescovo e alla "religione civica" del comune medievale. Il volume di Laura Riva affronta un elemento importante nella struttura complessa del monumento, l'apparato figurativo del vestibolo, che coinvolge insieme problemi di architettura, scultura, pittura e liturgia. Nell'età romanica gli atri porticati collocati di fronte alle chiese erano un fenomeno frequente, derivato da modelli e consuetudini dell'età paleocristiana. In gran parte, però, queste strutture medievali vennero demolite nell'età moderna, e il caso ambrosiano rappresenta certamente il più noto giunto fino a noi in Italia settentrionale. La manica dell'atrio aderente alla basilica si distingue per il forte impatto monumentale e per lo sviluppo della decorazione scultorea, estesa ai capitelli, alle modanature, alle articolazioni dei pilastri. Un coerente programma iconografico si dispiegava agli occhi del fedele medievale, identificato come immagine della Gerusalemme celeste, in base ai testi biblici, al Physiologus e alle opere stesse di sant'Ambrogio. Emergono così i legami forti con la società milanese del XII secolo, con i valori religiosi collettivi e con le nascenti istituzioni comunali. In una dimensione simbolica, legata alla vita liturgica, il vestibolo rappresentava la soglia di passaggio, il luogo di mediazione tra sacro e profano, tra la città e il suo tempio più venerato.
  Carlo Tosco