Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana

Carlo M. Cipolla

Traduttore: A. Parish
Editore: Il Mulino
Collana: Contrappunti
Anno edizione: 2006
Pagine: 83 p., Rilegato
  • EAN: 9788815114716
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Recensioni dei clienti

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    giuliog02

    14/08/2015 16:52:48

    Una parte del libretto costituisce un divertissment storico, che purtroppo si ferma al Medio Evo, di assai piacevole lettura. Il saggio " Le leggi fondamentali della stupidità umana " colpisce e resta impresso nella mente per l'acume, la creatività e l'originalità dell'Autore. Il Professor Carlo Maria Cipolla riesce a sintetizzare il corposo e significativo prodotto della sua analisi in un breve saggio con un esplicativo diagramma cartesiano, comprensibile anche ai cretini, e poche sagge leggi, molto pragmatiche. Un volumetto ricchissimo di significati e di insegnamenti, semplicemente folgorante. Peccato che si legga in una serata. Da diffondere, regalare, tenere sempre presente. Dò un 5 e Lode. Buona lettura.

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    carla.d

    26/10/2014 10:37:22

    Forse non sono abbastanza intelligente, oppure l'ho letto nel momento sbagliato, oppure mi ero creata troppe aspettative leggendo le recensioni precedenti. In ogni caso... ho trovato questo libro noioso e ho fatto fatica ad arrivare alla fine di entrambe le parti.

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    massimo

    29/01/2014 18:27:34

    Ho letto e riletto le opere del compianto prof. Cipolla, in cui deride la stupidità altrui. Peccato che sostenga che "Vasco de Gama giunse a Calicut (Calcutta)". Eh no, l'antica Calicut è una città dello Stato indiano del Kerala, mentre Calcutta si trova nello Stato del West Bengala, a migliaia di chilometri di distanza. Ahi, ahi, ahi, professore che deride la stupidità altrui. "Kozhikode, conosciuta anche come Calicut, è una città dello stato federale indiano del Kerala, nonché capoluogo del Distretto di Kozhikode. Fu prima capitale di un antico regno, e in seguito capoluogo del Distretto del Malabar... I porti della costa del Malabar (nell'Oceano Indiano) erano i principali punti di esportazione delle spezie, nonché della seta "(wikipedia) Basterebbe poco per non scrivere sciocchezze e far brutte figure. Ma questo non fa che dimostrare che le leggi enunciate dal prof. Cipolla sono sempre valide. Purtroppo.

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    Piero Giombi

    05/12/2013 10:33:39

    Ho letto e riletto le opere del compianto prof. Cipolla, in cui deride la stupidità altrui. Peccato che sostenga che "Vasco de Gama giunse a Calicut (Calcutta)". Eh no, l'antica Calicut è una città dello Stato indiano del Kerala, mentre Calcutta si trova nello Stato del West Bengala, a migliaia di chilometri di distanza. Ahi, ahi, ahi, professore che deride la stupidità altrui.

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    ramusio

    04/07/2013 14:33:25

    Ho letto il libro anni fa e mi ha entusiasmato. L'autore, usando anche il linguaggio della matematica, ci svela perchè in tante occasioni la nostra vita è inaspettatamente rovinata da qualcosa che non ci aspettavamo. Ne consiglio vivamente la piacevole lettura.

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    Orazio

    17/01/2013 10:36:22

    Questa recensione sopra riportata, in effetti, ha anch'essa un limite. A ben riflettere, la trattazione di Cipolla, essendo un paradosso, implicitamente contiene quest'altro paradosso che i latini esprimevano con la formula Malum quidem nullum esse sine aliquo bono. Il fatto che la stupidità non sia sempre distruttiva e negativa, infatti, conferma la regola di Cipolla. Tant'è, che il suo grafico dei quattro gradi della legge (intelligenti, sprovveduti, banditi e stupidi) mostra le varie possibilità che possano esserci fra due estremi, uno positivo e uno negativo. Inoltre, dire "stupidità intelligente", è una conferma che la stupidità per definizione non può essere intelligente e quindi vantaggiosa, se non, e solo, come termine di confronto necessario col suo contrario.

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    giovanna

    13/07/2012 13:53:23

    da leggere e per alcuni da rileggere e sopratutto da regalare e diffondere.

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    Paolo Porcari

    22/05/2012 19:43:22

    Gustosissimo, il saggio "Le leggi fondamentali della stupidità umana" si legge tra una fermata e l'altra della metro ed il suo ricordo è indelebile. Sarcastica l'idea di riservare le pagine bianche di fine brossura alla compilazione del lettore, perché elenchi le persone di sua conoscenza, riconducibili al "terzo quadrante" (gli stupidi, appunto). Le pagine, peraltro, si rivelano subito ...insufficienti! Da consigliare e da regalare, sempre.

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    Klò

    13/02/2012 09:33:52

    Ironico,intelligente e divertente!Merita il voto di 5 e lode!Dopo averlo letto mi sento allegra .... ma non troppo!:-)

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    pierluigi

    15/12/2011 20:30:04

    troppo forte! peccato che si legga in una sera

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    Mario

    13/10/2008 01:10:28

    Un piccolo capolavoro di raffinata ironia che colpisce nel segno. Scritto da un illustre studioso che sa come approfondire un argomento appassionando e divertendo. Non può mancare in alcuna biblioteca. Gli intelligenti ne saranno entusiasti, gli stupidi non lo capiranno.

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    Paolo Pizzi

    03/10/2008 09:51:38

    Troppo serio per essere considerato comico, troppo comico per essere preso sul serio. Leggendo questo brevissimo saggio è inevitabile porsi delle domande: quale era l'intento dell'autore, cosa voleva dire con queste due brevi arringhe? Ma davvero bisognava comprendere le formule matematiche che descrivevano la stupidità umana? Davvero l'autore riteneva di poter ascrivere a qualche formula ogni comportamento irrazionale umano e davvero pensava che elaborandolo con le suddette formule, attraverso le leggi della matematica, si poteva esemplificare ogni sfumatura della mentalità umana con quattro o cinque fenotipi base? Che necessità c'era di quantificare la demenzialità in un doppio saggio che più che allegro è perplimente? Un libro di questo tipo se non è arricchito da numerosi aneddoti e buffi esempi, a corredo esplicativo della parte teorica, è amorfo e straniante. Invece di essere "allegro ma non troppo" il saggio, privo di sfumature comiche, diventa un delirio di pura teoria. Un delirio che si basa sulla soggettività e l'unilateralità di interpretazione con cui l'autore si arroga il dovere di farci comprendere la società umana. Leggermete meglio la parte relativa alla storia sociale ed economica del medioevo ma assolutamente troppo priva di mordente per definirla parodistica. In sostanza anche se l'autore di per sè è un abile scrittore dallo stile letterario scorrevole e talvolta accattivante, il libro risulta malgrado l'originalità di certi contenuti, oltremodo tedioso per l'eccessiva cruda schematicità della narrazione e per il forzato intellettualismo di cui tutta la narrazione è permeata.

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    Paolo

    01/07/2008 17:59:23

    Ho letto questo libro molti anni fa, e ne ho regalato più copie alle persone che mi stavano a cuore! Ho letto anche altri libri di C.M. Cipolla e li consiglio agli appassionati di storia. Era, e rimane, un mito!

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    Raffaele

    06/05/2008 11:13:17

    questo libro ha un'ironia sottile. Un libro molto intelligente. Peccato che è composto solo da un'ottantina di pagine.

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    Richebourg

    12/03/2008 01:43:42

    Un capolavoro bello oltre le più rosse aspettative. Regala sorrisi (e non risate come usa di questi tempi...)prima dandoci una visione scanzonata del medioevo poi dimostrandoci la scientificità della stupidità (meravigliosi i grafici!) Troppo vera la prima legge fondamentale della stupidità. Grazie mille. leggetelo!

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    fonterumini

    18/01/2008 18:56:37

    Ho trascorso il precedente weekend in compagnia di questo agile e irriverente volumetto assieme a un altrettanto irriverente (che fa rima con tagliente) volumetto "La nobile arte dell'insulto" del cinese Liang Shiqiu. Un'accoppiata straordinaria all'insegna di un brillante divertissement.

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    Sara

    28/10/2007 15:21:59

    Me lo avevano consigliato...ed ha superato ogni mia aspettativa! STUPENDO!!

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    Lara

    28/09/2007 14:06:57

    Me lo hanno regalato: ottima scelta!Un "divertissment" d'acuta intelligenza, un grande volumetto.

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    Carlo Caleffi

    15/09/2007 10:43:29

    Un grazie al Mulino per aver ripubblicato questo splendido libretto, ormai introvabile nelle librerie nella precedente edizione. Un libro la leggere e da regalare!

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    Stefano Bonazzi

    12/06/2007 08:28:54

    Piacevolissimo libro diviso in due parti: la prima è una scanzonata tesi sulla caduta dell'impero romano, mentre la seconda è una geniale dimostrazione delle 5 leggi della stupidità (il cuore del libro) con tanto di esempi pratici e grafici statistici. La scrittura e fluida, semplice ma al tempo stesso irriverente e vi strapperà più di una volta il sorriso. Un piccolo ironico capolavoro consigliati a tutti.

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