Recensioni Almarina

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    28/11/2020 21:55:41

    Breve, ma intenso. Lo stile di Valeria Parrella è diretto e inconfondibile. Forse mi aspettavo più qualcosa di più su Almarina, ma sicuramente lo consiglio. In più, si legge in poche ore.

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    27/11/2020 20:24:41

    Grandissimo potenziale ma sfruttato male. Il libro avrebbe potuto trattare di argomenti interessanti e abbastanza inediti x il panorama italiano ma forse a causa della brevità del racconto alla fine a mio avviso la storia risulta come abbozzata, accennata.

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    25/11/2020 09:53:50

    Un romanzo breve ma intenso, una ricerca di affetti perduti e di lotte contro la solitudine che uccide. Triste la descrizione del carcere minorile di Nisida, triste i pensieri che hai guardando questi ragazzi dal futuro incerto. Bello il rapporto tra insegnanti di Nisida ed i loro piccoli carcerati. Bello il rapporto che nasce tra un insegnante e Almarina una delle tante prigioniere, una insegnante sola, vedova, ed una ragazza straniera sfuggita dal proprio paese, rapporto che diventa affetto, quel sentimento che hanno perso entrambe. Un romanzo interessante, pieno di sentimenti, ma l'ho trovato difficile nella prosa talvolta difficile da comprendere, poco fluida e non immediata.

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    14/11/2020 12:15:27

    Scrivo da fan della prima ora arrivata a una certezza: i primi libri della Parrella, "Mosca piú balena" e "Per grazia ricevuta" restano ancora insuperati. Lo stile di "Almarina" mi risulta a tratti troppo forzato, con metafore eccessivamente ardite che talvolta non si capiscono e potevano essere "sciolte". Tuttavia è sempre apprezzabile lo sforzo linguistico dell'autrice, mai disposta a concedere una lettura facile e scacciapensieri come molti vorrebbero; risultano infatti incomprensibili certi pareri secondo cui il libro sia poco riuscito a causa della "complessità della sintassi" o dell' "originalità della punteggiatura"e, infine, della mancanza di dettagli nella trama: a meno che non si pretenda, sempre e comunque, il classico tomo da 400 pagine cucito con frasi paratattiche mordi e fuggi in stile post da social...

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    05/11/2020 15:48:08

    Le aspettative erano molto alte vista la carriera editoriale di quest'opera, arrivata ad un passo dal vincere lo Strega ma purtroppo sono qui a scrivere di un amore mai sbocciato con questo libro di Valeria Parrella. Lo stile volutamente ricercato ed una punteggiatura fuori dagli schemi sono a parer mio un malus in quanto la consequenzialità della narrazione ne esce malconcia. Mi dispiace perché dal background in particolare del personaggio di Almarina se ne sarebbe potuta trarre un'ottima storia ma non è stato questo il caso. Lascio 2 stelle, ma insomma...

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    27/10/2020 19:53:47

    Lo si legge in un paio d'ore e rimane in testa per giorni e giorni. Profondo e scritto benissimo. Pieno dell'umanità e del buon senso di cui abbiamo bisogno ora più che mai. Consigliatissimo.

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    13/09/2020 22:31:03

    Per quanto la storia possa essere coinvolgente, avere parecchi spunti di riflessione e qualche frase ad effetto, la narrazione è così particolare, densa, contratta, spesso contorta, macchinosa, con una punteggiatura inconsueta e irritante, da risultare fastidiosa. Sicuramente tutto questo costituisce la cifra stilistica della scrittrice, ma a mio avviso ne rappresenta anche il suo limite principale. In questo modo, la storia non arriva al lettore come dovrebbe. Peccato.

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    MAr
    11/09/2020 17:27:29

    Candidata al premio Strega, l'opera narra l'intreccio di due storie...Scritta in maniera impeccabile, lascia a chi legge molti insegnamenti e valori

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    R
    07/09/2020 10:29:28

    La storia in sé è molto bella ma il metodo di scrittura rende difficile il pieno coinvolgimento. Ho apprezzato l'eccesso di intimismo, l'accurata ricerca e cura del senso delle parole. Tuttavia, non mi è piaciuto lo stile, il quadro narrativo non preciso, i periodi tronchi. Ho la sensazione di aver letto qualcosa di incompleto. Avrei approfondito di più. Ma forse la volontà dell'autrice era proprio quella di essere profonda ma essenziale, senza dettagliare, lasciare alcuni aspetti alla libera immaginazione del lettore. In ogni caso, è una lettura che consiglio, magari aspettando la versione economica.

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    30/08/2020 17:49:35

    La protagonista di questo romanzo è la professoressa Maiorano, insegnante di matematica presso un penitenziario minorile della Campania. Leggendo il breve testo viene fuori un suo ritratto abbastanza completo: è una donna che ha trovato l'amore in età adulta, che ha desiderato fortemente che la felicità coniugale fosse suggellata da un figlio, ma ormai è vedova da tre anni e l'unica cosa che le resta è il proprio lavoro. Ed è proprio all'interno del penitenziario che incontra Almarina, ragazzina romena fuggita dal proprio paese, e dal padre violento, insieme al fratello più piccolo. Almarina colpisce e conquista la professoressa e questo incontro aiuta quest'ultima a risalire la china. In realtà "Almarina" non è il tipico romanzo che ci si aspetta di leggere e lo si capisce fin dalle prime pagine; si tratta di una sorta di monologo intimistico in cui i pensieri seguono il proprio corso con poca linearità ed è costellato da frasi brevi e pochi dialoghi. Lo stile è particolarmente ostile al lettore in alcuni punti e, subito dopo aver letto le prime pagine, il primo pensiero che mi è passato per la mente è: "questo è un libro di nicchia". È innegabile che si debba avere una preferenza per questo tipo di scrittura per amare pienamente il libro, ma, nonostante ciò, forse mi sono man mano abituata, è un libro che ho apprezzato. La sua forza è rappresentata dalla scelta di rappresentare e comunicare sentimenti potenti, penso che la trama, in fin dei conti, sia del tutto secondaria.

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    27/08/2020 16:20:04

    Libro da 10 e lode. A mio avviso meritava di vincere il primo posto del Premio Strega. La scrittura è sempre impeccabile, anche in alcuni passaggi dove lo slang campano penetra nel testo. Avendo esperienza lavorativa nel mondo delle carceri, mi sono ritrovata perfettamente nelle descrizioni dei luoghi, delle sensazioni e dei rapporti che, in un'istituzione del genere, inevitabilmente si instaurano. Il libro, per come è scritto, è una perfetta sceneggiatura per la trasposizione cinematografica.

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    27/08/2020 07:20:17

    Romanzo e scrittura molto interessanti. In particolare la storia è dominata dai pensieri della protagonista, pensieri concitati così come nascono nella mente di ognuno di noi. Mi è piaciuto molto questo aspetto, permette di conoscere il personaggio nella sua essenza, con i suoi punti di forza e le sue fragilità. Consiglio la lettura.

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    22/08/2020 15:49:25

    Romanzo che non presenta un quadro narrativo preciso e consequenziale, dominato dai pensieri della protagonista, la professoressa Elisabetta, che non trovano uno sfogo ed una suggestiva descrizione. Il rapporto tra Elisabetta e la giovane Almarina è del tutto trascurato nella sua essenzialità. Il lettore può solo immaginare in che modo queste due anime si sono trovate o ritrovate, può solo intuire il dolore e la successiva liberazione dal male che affligge queste due donne, da un lato la morte di un marito dall'altro la violenza di un padre ed il dramma della fuga e la perdita di un fratello. Il punto di vista dell'autrice si annulla e si appiattisce sul disagio di Elisabetta la quale però appare incompiuta e del tutto sganciata dal tempo in cui vive. Inoltre, a parere mio, non viene fuori il desiderio di Elisabetta di salvare Almarina, non viene fuori lo strazio vissuto dalla ragazza. Una trama narrativa piatta e non incline a suggestionare il lettore. Libro poco interessante.

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    19/08/2020 13:51:33

    Mi aspettavo qualcosa di molto più coinvolgente. La storia è molto bella ma il metodo di scrittura mi ha fatto perdere spesso il filo del discorso.

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    04/08/2020 08:46:12

    A Nisida, piccola isola di fronte Napoli, i turisti non sono ammessi. Perché? Perché non c’è niente di bello da vedere, forse. L’Isola ospita l’Istituto Penale Minorile. Bisognerebbe capirli quei ragazzi, che se conoscono così da subito il disprezzo è perché sono stati da subito disprezzati. La rieducazione, in questo posto bellissimo, dovrebbe essere l’unico motivo di vita. L’insegnante di matematica Elisabetta Maiorano ci prova: non riesce a smettere mai di sperare. Solo che per sperare ci vuole tanto coraggio e per fortuna c’è Almarina che la paura se la mette sotto le scarpe sfondate. Il direttore pensa sempre che ce la possono fare tutti. Il marito dell’insegnante era un uomo vero, cioè un uomo che si fa guidare solo dalla libertà e dell’amore. Tra i ragazzi che si trovano in carcere e tutto il resto del mondo, il confine non esiste. Se nuoti fino al limite del mare, ti accorgi che il confine non esiste mai.

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    01/08/2020 21:28:05

    La scrittura non è scorrevole, la crudezza e la veridicità delle immagini evocate si perde in un linguaggio manierista. La storia però è splendida e i personaggi molto ben tratteggiati. Un romanzo breve al quale si perdona qualche pecca. Consigliato.

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    22/07/2020 09:03:06

    Storia bella che dà emozioni ma scritta con un ritmo pesante e contorto e conseguentemente trovo la lettura poco scorrevole ed avvincente. Il libro non mi è piaciuto.

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    19/07/2020 11:13:08

    Lo stream of consciousness della prof è spesso pesante, non tanto per il ritmo della narrazione ma perché restituisce un'interiorita' opprimente, triste, priva di qualsiasi bagliore. Tanti personaggi dei libri non sono allegri, ma questa, non so perché, l'ho trovata meno digeribile della media. Nel finale si riscatta un po', cominciano a emergere il desiderio, la speranza, la possibilità. Lo stile mi è piaciuto, personale senza essere eccessivo.

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    16/07/2020 12:23:59

    Il romanzo è scritto in modo impeccabile, commovente, saggio. Almarina è un mezzo che permette a Elisabetta di riappropriarsi della sua vita, di dare a questa una seconda possibilità; l'amore che lenisce e guarisce. Ciononostante, è come se il libro fosse una bozza, come se non fosse stato sviluppato del tutto. Manca la parte più pratica, più quotidiana di questo rapporto, mentre abbondano i flussi di coscienza di Elisabetta, che alla lunga mi hanno stancata.

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    15/07/2020 17:43:34

    Prima di scrivere la mia recensione che è negativa, ho letto diverse recensioni meravigliandomi degli elogi. A me il libro non è proprio piaciuto. Trovo la storia bella ed emozionante, ma raccontata in una forma "barbara". Gruppi di bellissime parole accostate a grappoli, molto spesso senza una connessione logica. Sono rimasto molto deluso. La scrittrice sarà anche brava, ma non gode del mio modestissimo apprezzamento. Forse ho sbagliato a leggerlo dopo aver letto l'ultimo romanzo di Carofiglio, ovviamente Gianrico.

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    15/07/2020 13:36:53

    Mi sarebbe piaciuto sostare molto più a lungo sulla vita di Almarina con i suoi profumi, che sulla vita confusa della sua prof. Bella la scrittura un pò torrentizia. Non meritava lo Strega, non è ancora al livello.

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    07/07/2020 16:52:20

    Il romanzo che tutti dovremmo leggere per crescere e capire la letteratura e la vita.

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    03/07/2020 20:59:45

    Un meraviglioso romanzo scritto divinamente. Non necessitano altre parole x recensirlo. Penna sublime.

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    10/06/2020 15:40:44

    Nisida è un’isola ma anche un carcere minorile e come tutte le isole e le carceri è luogo di salvezza e perdizione. È facile sentirsi senza via di fuga in un lembo di terra circondato dal mare e, al tempo stesso, l’isolamento in un luogo ad altri inaccessibile può risultare rassicurante per chi deve scontare e raddrizzare qualche stortura della sua vita. Ma Nisida è un’isola collegata alla terraferma e chi vi giunge per lavoro lo fa senza soluzione di continuità: si porta dentro il suo mondo, cerca di trasformare forse e di rendere vivibile quest’altro, ma soprattutto ne esce trasformato. Come Elisabetta Maiorano, insegnante di matematica di alunni che oggi ci sono e domani chissà, con un programma ministeriale che poco ha a che fare con la realtà e che deve piegare alla vita della giovane Almarina e di tutti i suoi compagni in questo “vascello ormeggiato sul mare.” A dispetto del titolo le protagoniste sono due, entrambe con un passato che le imprigiona e da cui cercano scampo per ritrovarsi affrancata, nuove. Scrittura limpida e ricercata che scava nei moti del cuore senza scadere mai nel già detto. Personaggi e situazioni ben delineati e strutturati che evolvono in modo coerente alla vicenda.

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    08/06/2020 21:15:26

    A Nisida, carcere minorile di Napoli, possono nascere anche amicizie speciali. Come quella tra Elisabetta e Almarina. Una fa l’insegnante e da poco è rimasta vedova, l’altra è una giovanissima detenuta con alle spalle una brutta storia di violenza familiare. Tra le due donne nasce istantaneamente un legame talmente forte che col tempo diventa praticamente indissolubile. Adesso non sono più sole e così la vita che prima faceva tanta paura adesso ne fa un po’ meno. Insieme si può dimenticare e ricominciare a vivere, abbandonare il grigiore del penitenziario e perdersi nell’azzurro mare di Posillipo. Un romanzo apprezzabile nella sua semplicità. In poche pagine l’autrice riesce a far emergere un gran senso di fiducia nel prossimo e nel futuro, cosa di cui abbiamo tutti un gran bisogno in questi ultimi tempi. COPERTINA 4, STILE 3, STORIA 3

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    08/06/2020 20:59:29

    Un libro che indaga sentimenti di amore e affetto in un ambiente unico e poco usuale. La trama porta a riflettere sui concetti di crescita, riscatto e speranza. Copertina 5 Storia 4 Stile 4

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    08/06/2020 20:15:12

    “Almarina” è un romanzo intenso e doloroso, di grande introspezione psicologica ma anche di critica sociale. E’ l’incontro di due solitudini; quella di Elisabetta Maiorano, professoressa di matematica cinquantenne e quella di Almarina adolescente rumena con un passato difficile che l’ha portata al carcere minorile di Nisidra. Da questo incontro nasce per entrambe la voglia di lottare e di andare avanti, di superare quello scoglio su cui la loro vita si è incagliata. Il lettore ogni giorno sale con Elisabetta al carcere minorile di Nisidra che come un vascello si erge sul mare e si lascia alle spalle la città di Napoli con i vicoli chiassosi. In questa struttura che è fatta per imprigionare, per la prima volta forse questi adolescenti sono liberi; liberi di essere fanciulli, liberi di giocare, liberi di studiare e di capire che ci può essere anche un’altra vita, diversa da quella che hanno condotto fino a quel momento. Con Elisabetta il lettore vive il senso di impotenza , vive la solitudine e l’amarezza della vita agra che l’ha portata fino a lì, vive le sue emozioni, i suoi dubbi, i suoi rimpianti e la sua rinascita. È un romanzo che tocca le corde delle anime più sensibili. Assolutamente da leggere. Copertina 5 Storia 5 Stile 5 e lode

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    08/06/2020 13:32:57

    La scrittrice, ha messo in risalto, in questo bellissimo libro, temi :dell'amore, del dolore, la morte, la solitudine, la frustrazione per una maternità negata. La lettura di questo libro arricchirà la vostra anima, lasciandovi colmi di valori etici e morali. Un piccolo grande libro. Copertina:5 storia :5 stile:5.

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    08/06/2020 12:32:55

    Accattivante già dal titolo. Un libro che si legge volentieri sotto l'ombrellone.

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    08/06/2020 10:04:04

    La storia e i fatti che accadono o che sono accaduti, passano sotto la lente d'ingrandimento della protagonista, Elisabetta Maiorano, che li racconta minuziosamente facendo molta attenzione alle sensazioni e alle emozioni. Per tutta la durata del libro, Nisida diventa la casa di ognuno di noi, non solo per Almarina e vorresti andare lì, da quelle ragazze e da quei ragazzi, a farti raccontare la loro vita. È stato un libro che mi ha fatto riflettere su molte cose, tra le più importanti l'insegnamento in un ambiente dove ad insegnare sono in realtà i ragazzi e l'adozione di una persona che, sebbene i suoi anni siano molto meno dei tuoi, è molto più adulta di te. COPERTINA: 4, STORIA: 4, STILE: 5.

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