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Editore: Mondadori
Anno edizione: 1989
Formato: Tascabile
Pagine: 280 p.
  • EAN: 9788804325772
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Recensioni dei clienti

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    pietro c

    27/04/2016 06.48.48

    Un libro perfetto pur con le sue imperfezioni, e che invita a rileggerlo appena si è terminato.

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    jane

    16/04/2016 19.00.40

    Storia magica, in tutti i sensi, che poteva essere ambientata solo a Venezia, scritta con ironia e raffinatezza, storia di un amore talmente straordinario che supera ogni concetto di tempo.

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    zombie49

    26/11/2015 18.18.52

    Una ricca signora romana, esperta d'arte x una casa d'aste londinese, si reca a Venezia x esaminare dei quadri. Sull'aereo nota l'affascinante e misterioso David Silvera, accompagnatore di un multietnico gruppo di turisti. S'incontrano nuovamente, per caso, il giorno dopo in un caffè veneziano, e fra loro scocca la scintilla di un'irresistibile attrazione reciproca. Tra cocktail e raffinate cene VIP, passeggiate romantiche, visite a musei e opere d'arte, dotte disquisizioni storiche e letterarie, si dipana in tre giorni una travolgente storia d'amore. Fruttero e Lucentini amano prendere gli argomenti alla lontana, descrivendo personaggi coloriti e disegnando bozzetti folkloristici prima di arrivare al nocciolo del racconto, ma qui il nucleo centrale non esiste proprio. Il romanzo è un insieme esasperante e barocco di parole per dire nulla, quasi gli autori si siano divertiti a prendere in giro il lettore. E' un nulla dotto, però: Fruttero e Lucentini esibiscono continuamente in modo irritante la loro cultura artistica, impartendo poliglotte e pedanti lezioni di storia, dalle pinacoteche alle antiche tradizioni veneziane. I due personaggi sono odiosi: lei è una dama snob, acida, annoiata e vogliosa, caricatura della protagonista de "La donna della domenica", ma priva di qualsiasi fascino; lui camuffa sotto un'aria di mistero e un'esibizione di conoscenze enciclopediche il proprio vuoto interiore. Lo sfuggente David potrebbe essere un agente segreto israeliano, un trafficante di armi o di oggetti preziosi, un desolante personaggio che vive di espedienti. Il mistero è affascinante solo, forse, per la stranita protagonista. La fantasiosa conclusione non sorprende, ma suscita un sospiro liberatorio. Unica teoria condivisibile: l'amore è una moneta falsa. E' questo uno dei gialli rosa più noiosi che abbia letto, terminato a fatica, e mi ha indotto ad abbandonare le opere di Fruttero e Lucentini, che pure in altre occasioni avevo apprezzato.

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    Adriana

    25/06/2013 09.15.23

    Una scrittura così è unica, c'è poco da aggiungere. Erano due maghi.

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    maresa th. paoli

    28/01/2012 23.41.58

    non e' il loro migliore romanzo, ma e' sempre un bel libro, che si legge con piacere per il linguaggio, le atmosfere, la psicologia dei personaggi tutti (protagonisti e comparse). molte riflessioni esistenziali e filosofiche, molta arte. manca tuttavia un po' di tensione, il mistero si scioglie perche' deve farlo nell'ultimo terzo del libro, il finale e' consequenzialmente struggente. comunque da leggere.

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    maurizio

    01/10/2011 12.03.03

    IL romanzo comincia con l'incontro,fugace, dei due protagonisti; poi con il tipico chiacchericcio sui pettegolezzi,banali,tanto cari ai 2 autori,per poi immergersi nella storia d'amore,tratteggiata con molto garbo.Torino,Grosseto,Siena o Venezia,i due autori pongono sempre in prima linea i dialoghi della gente,borghese o meno,ma in modo tale da metterne in risalto la banalità degli stessi e di chi li fà.Dopo tante prove,tastando sempre lo stesso tasto, sembra proprio che ai due scrittori questa borghesia non piaccia, che sia vuota di contenuti e di spessore.Detto questo,nel romanzo ci sono continui richiami alla pittura manierista,veneta e non,poi ai tanti bei angoli della città lagunare; poi c'è - come nel Palio - il mistero,che serve a dare un pizzico di sale al racconto.Il libro non è un giallo,almeno non in senso classico, potrebbe essere un mix di mistery e love story,condito sempre con la solita borghesia che agli autori deve apparire molto scialba a qualsiasi latitudine.Tuttavia,malgrado le buone intenzioni, e la cultura che si sente nelle pagine,la " novel ",non mi ha affascinato più di tanto e pecca sia nella trasposizione delle scene d'amore,prive di profondità, sia nel mistero.Per quanto riguarda l'amore tra i due,credo che gli autori volessero descrivere un amore leggero,fugace,passeggero e precario.Mentre per il mistero,rispolverano la leggenda dello " ebreo errante " condendola di un alone di mistero, funzionale ai loro scopi narrativi.Per concludere, se siete proprio degli " aficionados " del duo di colti scrittori, allora non perdetevi questo mistery, altrimenti a chi vuole love story, consiglio "l'uomo che sussurrava ai cavalli" ed a chi voule un buon giallo dei due autori, consiglio " A che punto e la notte " - il loro capolavoro, o l'ottimo " Donna della domenica". Restano - di buono - le belle descrizioni di Venezia,della pittura e dell'arte in genere.

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    roberto

    24/08/2011 20.35.22

    Incredibile,incredibile come gli autori siano riusciti a pensare di scrivere un romanzo in cui si intreccia una vicenda (leggenda?) iniziata parecchi secoli fa,unendola,avvolgendola, intrecciandola in modo così coinvolgente alla vita dei nostri giorni. La vicenda amorosa è meravigliosamente descritta, i personaggi (anche secondari, come O.Nava,Luigi,Cosima...)sono descritti in maniera tale che ti sembra di conoscerli da sempre; e poi c'è Venezia... Ovviamente il massimo del voto.

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    maurizio

    11/07/2010 20.24.50

    Non mi unirò al coro di detrattori che abbandonarono F&L perchè tradirono Torino. E' una storia d'amore, nostalgica, malinconica, la cui cornice non poteva che essere Venezia!

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    simone

    18/12/2009 17.43.14

    Veramente un buon libro; in parte "inedito" per F&L in quanto la storia d'amore raccontata ha la prevalenza- netta- sugli aspetti "gialli" della vicenda....e menomale! Ci troviamo catapultati in una Venezia ammaliante e malinconica, seguendo i passi dei protagonisti...finale assolutamente indimenticabile, molto poetico e essenziale. Da leggere.

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    LAURA

    02/09/2009 14.53.19

    Una storia d'amore, un noir dell'anima, un ritratto di Venezia e dei personaggi che la "vivono" raccontati con la bravura da Fruttero e Lucentini. Tutta la storia, un mistero avvincente, serrato, pieno di delicate passioni e di colte citazioni, Da leggere.

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    Giorgio Chiarot

    21/01/2009 18.52.24

    Più che un romanzo è una guida di Venezia (ancorchè precisa e corretta) e un "saggio" sulla pittura del '500. La storia è "debole". Il tono narrativo leggero, frivolo. Si percepisce, da parte degli autori, una buona dose di autocompiacimento e di esibizionismo linguistico che da alquanto fastidio.Insomma, a metà racconto ho chiuso il libro e non l'ho più ripreso. Peccato perchè di Fruttero e Lucentini ricordo argute e simpatiche prefazioni a romanzi di fantascienza e, più recentemente, una bella intervista televisiva in cui Carlo Fruttero si è guadagnato la mia personale simpatia. P.S. - Può essere che il romanzo non mi abbia preso più di tanto per il fatto che sono veneziano di nascita e che abbia trascorso colà ben 43 anni. Di Venezia ho ben altri ricordi, altro che romantiche e nebbiose atmosfere.

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    MAURO

    15/01/2009 15.26.51

    “ Una donna incontra un uomo , misterioso e impenetrabile. In una Venezia in”ombra “ misteriosa e seducente . Angoli nascosti, dimenticati . Intimi e sorprendenti. : Le calli ed i campi fanno da cornice ed insieme sono protagonisti di questa storia d’amore e di gelosia “deglutita”. Questo incontro sospeso come questa città (ma forse il termine è riduttivo . ( Venezia non può essere solo..città. Venezia è una nuvola di sensazioni ) . La storia si mescola con un “giallo” altrettanto impalpabile su di un traffico di opere d’arte . Pittori “sconosciuti “ ed insieme amore per l’arte e ingordigia umana . Lui ha una “stanchezza” infinita ; una malinconia che viene da lontano. Una fatica di vivere che addolcisce allo sguardo. Lei ha un furore nella passione che si scontra /incontra con la consapevolezza della fine . Vuole tutto e capisce con sofferenza che nulla è proprio ..... mai. Accetta scampoli di felicità . Si batte , urla , ma poi capisce che tutto è fragile . Ogni piccolo anfratto di Venezia nascosto a è stanza dei due amanti. La nebbia ,i ponti i campi deserti ci regalano le stesse sensazioni che leggiamo. Difficile resistere al desiderio di andarci. Con la speranza di assaporare attimi di sperdimento . Una bella storia d’amore per ...l’amore e per lo stupore di qualcosa che a volte si nasconde e può essere scoperta da chi la cerca : La Voglia di innamorasi . Di.tutto.

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    Francesca

    10/07/2008 15.14.21

    Bello..ti ritrovi dentro all'atmosfera rarefatta, umida e misteriosa di Venezia, dove la passione e il sentimento si intreccia al mistero. Quasi doloroso alla fine nell'inevitabilità della sua conclusione...

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    pina

    26/04/2008 10.14.27

    una delle storie d'amore più belle che siano mai state scritte. Mr Silvera ti entra dentro e ti rimane nel cuore, ti rammarichi di non averlo conosciuto e ti chiedi, chissà, se ti è mai capitato di averlo incontato. I personaggi femminili, i dialoghi, l'ironia, il fascino di un mistero che si rivela all'improvviso al lettore: tutto ti tiene incollato al libro. chi pensa che venezia è stata raccontata in tutte le lingue, legga questo romanzo per scoprire una venezia mai vista. grazie di nuovo ai mitici F&L

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    David

    18/12/2007 22.34.52

    Un buon esperimento. Fruttero e Lucentini ci raccontano in modo suggestivo una Venezia autunnale malinconica e sospesa, non senza graffiare con ironia nella descrizione dei bizzarri personaggi di contorno.

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    Davide

    05/10/2007 22.30.41

    La narrazione può in alcuni tratti risultare appesantita dalle tante citazioni colte, ma la storia d'amore raccontata è di quelle che non si dimenticano facilmente. Gli autori, con la loro abilità evocativa, riescono a far scorrere le pagine come se fossero immagini di un film, e i protagonisti si fanno ricordare come se fossero persone reali che hanno condiviso con il lettore le loro emozioni. In definitiva è uno dei romanzi più intensi e commoventi della letteratura italiana, terminato il quale si avrebbe voglia di non leggere più nient'altro.

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    roberta

    14/05/2007 18.06.48

    Il più bel romanzo d'amore mai scritto. Fruttero e Lucentini non mancano mai di deliziare il lettore.

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    Manuela di Trieste

    18/03/2007 11.07.14

    Una storia apparentemente banale assume poco a poco i contorni di una vicenda surreale in una Venezia che, benchè marcescente, mantiene intatto tutto il suo fascino. Un sapiente mix di suspence e romanticismo che tiene avvinto il lettore fino all'ultima pagina.Semplicemente fantastico.

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    Clutcher

    28/01/2007 11.06.47

    Romanticissimo, l'amore femminile descritto come non mai

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    Sibilla

    21/11/2006 19.58.02

    Ben fatto, ben costruito, utlilizzo di parole ricercate. Tantissime descrizioni su Venezia, che a volte possono annoiare il lettore che vuol andare avanti con la storia. In linea di massima comunque giudizio buono.

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