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Sobrio, lucido, senza contratture il film racconta l'idiozia della guerra con le sue assurde regole e i suoi deliranti perimetri di orrore

Trama
L'adattamento cinematografico del libro autobiografico "American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History". Il film racconta la storia del Navy SEAL Chris Kyle (Cooper), nato in Texas, che registrò il più alto numero di uccisioni come cecchino americano. Fu così temuto dagli insurrezionalisti iracheni da ricevere il soprannome al-Shaitan ("il diavolo"). Nei primi mesi del 2013, Kyle è stato tragicamente ucciso in un poligono di tiro, da un altro veterano.

Recensioni dei clienti

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    ILSanto

    10/10/2015 18.27.02

    La trama del film, possiede l'unico merito di raccontare la storia del cecchino più letale d'America. Purtroppo il grande Clint Eastwood, questa volta risulta scadente in regia (in tutti i sensi) non riuscendo a dare ritmo ad un lungometraggio abulico e senza anima. Bradley Cooper ottimo attore, è il protagonista nel ruolo di Chris Kyle (il leggendario cecchino), ma nel film in questione la sua interpretazione risulta essere mono corda e insignificante. L'unica a salvarsi con una performance recitativa di grande impatto è Sienna Miller (nella parte della moglie di Chris Kyle)

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    Eros

    14/09/2015 16.32.22

    Forse tradito dalle altissime aspettative, dettate dall'eccessivo clamore mediatico, ho trovato questo film piuttosto piatto, con molti concetti importanti (patriottismo, scontro tra dovere morale e coscienza) solo accennati e non approfonditi. Rimane un buon film, ma non memorabile o indimenticabile. Ottima interpretazione per Bradley Cooper.

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    Oblomov71

    15/07/2015 16.57.04

    Per una volta il coro di elogi al vecchio Clint non è unanime. Il film ha diviso critica e pubblico a causa della sua evidente (e voluta?) schizofrenia. L'amore per la bandiera rappresenta da sempre un importante strumento emotivo dei film di Eastwood, fattore spesso intelligentemente attenuato da riflessioni sulla tragedia e insensatezza della guerra. In American Sniper la denuncia sullo straniamento dei veterani e sul loro difficoltoso reinserimento nella società, finisce per sfilacciarsi, intriso di un patriottismo che a tratti furoreggia nel malcelato ma innegabile compiacimento sulle prodezze balistiche del vero "patriota" Kyle/Cooper e sui suoi tristi record di bersagli abbattuti. Con lo strazio del primo centro del cecchino americano, Eastwood in realtà cerca con grande maestria di privare di ogni facile "onore" l'uccisione bellica in sé, che non può e non deve ridursi a feticcio sportivo. Ma il cerchiobottismo ritorna spesso alla carica, anche per un tersitismo del nemico magari giustificato ma spesso esasperato. Il finale, perfetto asciutto e struggente in puro stile Eastwood, appare sì come un assurdo e crudele scherzo del Destino, ma anche come una "provvidenziale" quanto tragica catarsi. Splendido Bradley Cooper.

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    Mr Gaglia

    11/06/2015 15.08.39

    American Sniper sale sui tetti col suo cecchino e trova il punto di osservazione migliore per raccontare l'idiozia della guerra con le sue assurde regole e i suoi deliranti perimetri di orrore. Ma Eastwood fa qualcosa di più che denunciare, si prende il rischio di riferire quell'incoerenza attraverso un personaggio che in quella guerra credeva davvero, che nel suo mestiere, quello delle armi, confidava. Armato di fucile e bibbia, il Seal di Bradley Cooper inchioda i cattivi al destino che meritano, guardando le spalle ai marines che casa per casa cercano il male o il delirio paranoico. Appesantito dal peso dei colpi che mette a tiro e dalle scelte che compie il suo personaggio dietro al mirino, Cooper infila la bolla allucinatoria che la guerra soffia sui soldati. Se Chris Kyle, quello vero, non fosse morto assassinato da un reduce impazzito lo scorso febbraio, con ogni probabilità American Sniper lo avrebbe girato un altro regista, ricettivo alla manifestazione dell'eroismo americano. Perché è proprio quel tragico epilogo a emergere tutto il nonsense; ad affrancarlo dal particolare e a convincere l'autore americano a farne una storia universale. A Clint non piacciono le chiacchiere ed è pronto a rinunciarci pur di far capire le cose visivamente penetrando il nucleo stesso del reale con l'aiuto della sensibilità. Contro l'effimero senza malinconia, il regista mette in scena la parabola di un reduce, che come tutti i reduci, non è ancora morto ma sta morendo, ucciso dal fuoco amico, ucciso dal proprio paese. Fantasma che vagola, che non vive ma sopravvive. Sobrio, lucido, senza contratture, il film basato sull'autobiografia di Chris Kyle, squaderna un paese che seguita a duellare con la morte in nome della 'vita'. Un paese che congeda con 3 spari e col silenzio un altro soldato scomparso fuori campo e nascosto in un posto "tra il nulla e l'addio". Pellicola fantastica.

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    chiara

    24/05/2015 13.20.19

    Bellissimo ma triste, e poi Bradley Cooper mi piace molto..

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    Cristiana

    22/05/2015 19.23.17

    Io Ho adorato alcuni dei film di Clint Eastwood ed è anche per questo che American Sniper non mi è piaciuto: così piatto e banale nella descrizione dei personaggi e dei loro sentimenti. Di film così sulla guerra e sui veterani ne sono stati fatti di molto migliori(anche da Clint) e quindi anche se il film ha indubbiamente qualche merito "tecnico", non mi sembra proprio il caso di esaltarlo.

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    ac

    18/05/2015 07.44.34

    CAPOLAVORO che non ha bisogno di essere commentat,infatti le immagini e le emozioni che ci regala clint (ancora una volta) parlano da sole!

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    Robertissimo

    03/04/2015 13.53.09

    Film notevole! Quello che mi diverte è vedere come alcuni anni fa buona parte della critica e del pubblico italiano, che non aveva mai capito nulla di Eastwood e infatti aveva passato decenni a irriderlo scioccamente ripetendo "col cappello o senza", di colpo si era formata una sbagliatissima immagine di lui a propria immagine e somiglianza. In queste riviste e in questo pubblico Clint era stato adattato al punto di vista sempre penosamente ideologico dei commentatori italiani. Eastwood non era così, non lo è mai stato. E adesso che se ne accorgono, coloro che non hanno mai capito Eastwood e non hanno mai compreso nulla del cinema americano restano spiazzati. I film di Clint non sono e grazie al cielo non saranno mai film ideologici, militaristi o antimilitaristi, pro guerra o contro guerra e altre stupidaggini analoghe, che hanno valore solo per chi a un film chiede mediocri ed inutili stereotipi. I film di Eastwood sono film di un grande narratore, che prende un personaggio, lo analizza, lo racconta e cerca di darci un racconto problematico, non propagandistico. Tutto questo è difficile da capire per chi è stato da sempre abituato a chiedere a un film formulette e slogan facili da seconda elementare. Mi sembrano i tempi in cui si discuteva se i grandi western hollywoodiani, capolavori assoluti della storia del cinema, erano pro o contro gli indiani... Sono passati decenni ma l'analfabetismo resta sempre quello.

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2015 - Oscar [Academy Awards] - Miglior montaggio sonoro

  • Produzione: Warner Home Video, 2015
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 134 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1);Francese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Francese; Greco; Inglese per non udenti; Italiano per non udenti; Olandese
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Contenuti: speciale: One Soldier's Story: The Journey of American Sniper