L' amore che mi resta

Michela Marzano

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 4 aprile 2017
Pagine: 235 p., Brossura
  • EAN: 9788806234386
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Recensioni dei clienti

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    Silvia

    20/09/2018 14:19:45

    Non conoscevo Michela Marzano. Ma la copertina di questo libro ha catturato immediatamente la mia attenzione. Sarà che da poco avevo perso un caro amico e quell’immagina riassumeva in modo efficace ciò che a parole non riuscivo ad esprimere e non riesco ad esprimere nemmeno oggi. Ci ho messo poi un anno per affrontarne la lettura, perché la paura di ritrovare il senso di vuoto che ho vissuto in quel periodo e spargere sale sulle ferite ancora aperte era tanta. Può il tempo lenire il dolore per la perdita? No, non può. Può solo aiutare ad elaborare il lutto e a selezionare cosa ricordare e cosa no. Ed io ho deciso di ricordare solo gli episodi felici. Certo, il dolore per la perdita di una figlia sicuramente è ad un livello di strazio superiore. E lo descrive molto bene l’autrice nelle pagine del romanzo. Con continui flashback ci aiuta ad entrare nella storia di questa famiglia, all’apparenza perfetta. Con frase brevi, concise, efficaci ci fa vivere il dolore di questa madre che crede di avere tutte le colpe per il gesto estremo della figlia. Mantenendo centrale la figura di Daria, tuttavia, la Marzano riesce anche a descrivere molto bene il diverso modo di confrontarsi con il dolore ed elaborare il lutto degli altri due membri della famiglia, Andrea e Giacomo. E nella parte finale del libro scrive una interessante analisi sullo stato d’animo delle persone adottate, che molto spesso sono disorientate dalla loro mancanza di radici e lottano per capire il perché non sono state amate e cresciute da chi le ha messe al mondo. Non un libro da ombrellone, insomma. Ma sicuramente molto bello

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    Luca

    20/09/2018 13:27:19

    Non mi ha convinto la fine del libro, un po' troppo facile. Il tema delle adozioni è importante però l'istanza politica che attraversa il libro (peraltro sensata) copre la storia che invece dovrebbe vivere per se stessa. Insomma più che letteratura sembra un saggio filosofico in edizione divulgativa.

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    Ombretta

    24/10/2017 14:25:06

    Non mi ha appassionato particolarmente. Forse voler capire perchè qualcuno decide di uccidersi è al di sopra delle capacità della scrittrice come di tutti noi.

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    slvn95

    12/09/2017 14:08:35

    Mi accingo a scrivere la recensione dopo tre mesi dalla lettura, eppure lo ricordo ancora molto vivamente, perché è un libro che lascia il segno. E' un romanzo scritto davvero molto bene, scrittura scorrevole, piena di vivissimi flashback che ti fanno capire la psicologia dei personaggi, che sono ben caratterizzati. Ho amato e compreso Daria, e tutta la sua famiglia, il dolore che si prova in questi casi è davvero indescrivibile, posso solo immaginare. L'autrice Michela Marzano penetra in profondità nel dolore con le parole in questo romanzo, e ti lascia quel senso di nostalgia e di angoscia che si prova quando si perde una persona amata, portandoci sul finale a "superare" senza mai dimenticare. L'unico punto a sfavore è la rarissima descrizione di luoghi, ambienti e personaggi (fisicamente), ci da molta libera immaginazione; suppongo però che ciò sia fatto proprio per dare più spazio al dolore, alle emozioni, ai sentimenti ed ai ricordi. Consigliato a lettori a cui piace molto il genere drammatico, perché questo romanzo è struggente ma bellissimo, ci lascia senza fiato per l'amore che ci fa ricordare.

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    Leonardo de Chanaz

    15/07/2017 09:44:28

    Leggi la prima parte con un gran magone, poi elabori, assieme a Daria, il dolore. Durante la lettura vai a esplorare la vita di Michela Marzano, per cercare se c'è qualcosa di autobiografico. Un libro molto bello, avvincente. L'autore è straordinaria nel sentire la lenta e faticosa elaborazione di Daria, ma anche l nostra, che la seguiamo, sopratutto noi che abbiamo figli. La morte di un figlio è prima di tutto contro natura, e poi è un dolore inguaribile. Molto interessante la parte ultima che riguarda l'impatto dell'adozione, sia per il genitore che per il figlio, che trova delle radici vuote. Consiglio!

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    angelo

    05/05/2017 13:15:30

    Ingredienti: un desiderio di maternità soddisfatto attraverso l’adozione, una voragine incolmabile lasciata da un suicidio, un vuoto doloroso causato dalle proprie radici "amputate", un eccesso di amore per coprire buchi, perdite e crepe. Consigliato: a chi ha subito l’incantesimo della maternità, a chi si immerge negli abissi dei sentimenti.

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    Mirko

    28/04/2017 16:56:29

    "L'amore non ha confini, per questo è perfetto", queste le parole che chiudono questo romanzo della sapiente autrice. La storia, strutturata su un rapporto tra madre e figlia ricostruito attraverso il vero protagonista ossia il vuoto, quello lasciato dalla improvvisa morte violenta della figlia Giada. Il dolore straziante è sordo provato da Daria, protagonista del libro, madre adottiva di Giada che, non riuscendo a ricucire la sua esistenza oltre i ricordi primari, decide di togliersi la vita. Straordinario il modo in cui l'autrice fa venir fuori la vera anima di Giada attraverso i documenti consegnati da Paolo, suo fidanzato, alla famiglia della ragazza. Mi ha colpito l'intreccio sottile tra il rapporto che Daria ha avuto con sua madre è quello che lei, in veste di madre, ha avuto con la figlia adottata. Dalle pagine di questo libro emerge trionfante l'urlo della verità che ci ricorda che amare non vuol dire salvare e proteggere ciò che amiamo. Da leggere.

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    Enza

    11/04/2017 15:47:42

    Brava la Marzano lo è senza dubbio. Intelligente, altrettanto. Una donna in gamba, ma che non conosce forse fino in fondo il rapporto tra madre e figlia visto dal punto di vista della madre. In alcuni passaggi questo libro, pur sempre ottimo, non mi ha convinta fino in fondo. Consigliato con riserva.

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