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Claudio Piersanti

Editore: Feltrinelli
Edizione: 3
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 175 p. , Brossura
  • EAN: 9788807814860

scheda di Valletti, C., L'Indice 1998, n. 6

La raccolta di Claudio Piersanti era già stata pubblicata nel 1989, prima del successo ottenuto con il romanzo "Luisa e il silenzio", e adesso rìesce, ancora in edizione economica, con qualche piccola variante che non sembra, però, decisiva. I dodici racconti si assomigliano tutti.I diversi protagonisti potrebbero essere riassunti in un unico personaggio che ne sintetizza i tratti e le appartenenze: timidezza, mansuetudine, abitudinarietà, mediacultura, mediaborghesia e buon senso. La scrittura di Piersanti, pulita e marcatamente descrittiva, li segue, li spia, e infine li svela: ognuno di loro cova, infatti, un segreto desiderio. Sia esso un progressivo innamoramento, un mai sopito risentimento, una persistente voglia di morire, una confessione già invalidata dai fatti.Nelle brevi parabole qualcosa di molto serio succede e si svita per sempre.Le vite non saranno più le stesse. Piersanti non occhieggia certe mode minimaliste, l'ironia è bandita, il sarcasmo non serve. Piuttosto sono suoi certi echi alla Robert Walser, certi riferimenti a un'estetica dell'ombra.Un racconto, su tutti, sembra esemplare. S'intitola Il muro verde, ed è la storia della relazione mai esplicitata tra due vicini di casa e tra i loro giardini confinanti.In poche pagine ci viene restituito il senso di una amicizia fatta di discrezione e di curiosità segnata "dai rumori di sempre, la periferia delle vite altrui che si mescola alla nostra".

Recensioni dei clienti

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    andy

    28/04/2007 18.49.06

    C'è tutto lo stupore semplice per la vita comune, nei migliori racconti di questa raccolta, che sono commoventi non perché raccontino chissà quali destini e avventure, ma perché sembrano aderire alla vita, con un amore per il dettaglio (che però dice anni) e un'umanità profondissima. Personalmente trovo sconvolgente questa capacità di dire vite intere con un'estrema povertà di mezzi (e i soli racconti in cui ci si annoia sono quelli un po' pirandelliani, in cui l'idea narrativa prende il sopravvento). Indubbiamente un grande scrittore.

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    baton

    13/09/2006 20.34.07

    Nella scheda viene scomodato Walser: direi che non è il caso. C'è in entrambi attenzione e cura per il dettaglio in funzione dell'insieme, ci sono cose non dette che ne suggeriscono molte altre. In Piersanti, però, a rappresentare persone ci sono pur sempre persone; Walser, è uno che fa parlare anche i muri e te li fa sembrare intelligenti. C'è una bella differenza, direi.

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    valentina

    29/06/2006 14.58.11

    Dopo un po' annoia, ma lascia dentro la certezza della quotidianità e la sensazione di aver presente diò di cui parla, luoghi, situazioni....l'Italia di un po' di tempo fa ma anche di oggi, con un po' di nostalgia. Ho letto una presentazione che diceva più o meno che l'autore descrive la magia di una pasta al pomodoro...è azzeccato.

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