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Alberto Angela

Editore: Mondadori
Collana: Ingrandimenti
Anno edizione: 2012
Pagine: 316 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804613923

Dopo aver indagato sulle abitudini quotidiane dei cittadini nello scandire delle ventiquattro ore e aver percorso un viaggio immaginario a documentare la vita nelle diverse regioni dell’Impero, in questo libro Alberto Angela approfondisce le proprie ricerche e offre il suo personale tributo a Venere. Terzo capitolo di una collana dedicata alla storia romana, Amore e sesso nell’antica Roma ha infatti lo scopo di fugare ogni dubbio sull’amore al tempo dei Romani e spiegare ai lettori la vera natura delle relazioni fra gli abitanti dell’Impero, compresi i segreti più intimi. Come amavano i Romani? Quali erano i canoni estetici dell’epoca, quali le regole del corteggiamento? Come lo facevano? Con fare investigativo e guidato dalla curiosità Angela si spinge nei meandri più nascosti dell’universo erotico dei nostri avi e risponde a ciascuna di queste domande, talvolta rivelandoci anche verità inimmaginabili.
Così, è facile immaginare che per i Romani il matrimonio era esclusivamente un vincolo sociale e civile il cui unico scopo era la procreazione: l’amore fra i coniugi non era affatto contemplato, al contrario era percepito come una colpa, mentre la passione era una prerogativa riservata ai rapporti con le concubine, le schiave e le prostitute. Ancora, era impensabile per due innamorati scambiarsi effusioni in pubblico, regalare fiori alla propria donna o corteggiarla sfacciatamente. A tale proposito, la Lex de adtemptata del 200 a. C. tutelava l’integrità fisica e morale delle donne sposate, delle vedove e le vergini, e dei fanciulli, punendo pecuniariamente chiunque osasse toccarli con intenzioni moleste o anche solo indirizzare loro commenti volgari e ingiuriosi. La storia dimostra che lo stolking esisteva già all’epoca e che i Romani erano molto meno indulgenti di noi con chi contravveniva alle regole della morale.
Se è vero che “l’amore è il grande assente nel matrimonio romano” e che fra moglie e marito non c’erano né intimità né erotismo, è certo che entrambi ricercavano il piacere in relazioni extraconiugali. Nonostante ciò la moglie era costretta per legge (ius osculi) a baciare ogni giorno il marito sulla bocca (osculum) per provare di non aver bevuto e dunque di non essere incline all’adulterio, mentre il savium, il bacio passionale vero e proprio, era una prerogativa riservata agli amanti. La stessa differenza era riscontrabile nei rapporti sessuali: dagli scritti di Marziale veniamo a sapere che spesso marito e moglie facevano l’amore vestiti, al buio e in silenzio, nelle posizioni che più favorivano il concepimento, ma senza passione. Quando invece ad essere coinvolto nell’amplesso era un altro uomo la donna poteva tranquillamente trasformarsi in un’amante discinta, sensibile ai piaceri della carne e propensa a dominare l’uomo nella posizione della mulier equitans. Altrettanto diffuso era l’utilizzo di antesignani sex toys.
Tirando le fila del discorso dunque, i Romani amavano come noi o erano più inclini alla perversione? Si può parlare di modernità in riferimento ad un’epoca antica o piuttosto di un atteggiamento più “retrogrado” e maschilista? A conclusione del suo lungo discorso in compagnia degli abitanti della Roma del 115 a.C. e sottolineando le dovute differenze, Alberto Angela ha provato a dare una risposta.
A vegliare sul suo lavoro come sugli amanti, il bellissimo volto di Venere (incorniciato da lunghi capelli bruni e labbra carnose) che, invocato all’inizio dell’opera, ora, alla fine, sembra accennare velato un sorriso in segno di approvazione per averci svelato, insieme all’autore, i segreti dell’amore e guidato nel lungo viaggio nell’impero dei sensi.

Recensioni dei clienti

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    M. Laura

    24/01/2014 16.35.18

    Amo quest'uomo c'è poco da fare. Letto con gusto e senza fretta. Me lo so assaporato pagina dopo pagina. Anche quì, quando l'ho finito, avrei voluto continuasse all'infinito. Non so se prenderò quello sulla Cappella Sistina. Ho già visto il documentario fatto da lui nella sua trasmissione (FAVOLOSO!).

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    paola

    15/05/2013 15.33.06

    Questo libro è veramente bello! Affascinante dalla prima all'ultima pagina. Quando inizi a leggerlo è come se entrassi in un modo privato, è come se stessi guardano da un porta socchiusa le immagini che si susseguono all'interno di una stanza. E' una lettura che mi ha davvero soddisfatta. Complimenti Alberto!!!!

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    henry il grigio

    15/04/2013 15.37.58

    Libro molto interessante,ben scritto e mai noioso. Ti fà comprendere quante analogie abbiano la nostra vita moderna con quella dei romani, e come con l'avvento della religione, certi temi siano diventati tabù nella nostra società. Gli antichi, sapevano godersi la vita e il sesso molto meglio di noi. Consigliatissimo !

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    Stefano

    14/03/2013 23.01.35

    Un lungo (forse troppo, concordo con chi dice che qualche pagina in meno non avrebbe guastato) racconto su come veniva vissuto l'amore in tutte le sue sfaccettature al tempo degli antichi romani. Con leggerezza -non superficialità, sia chiaro- Alberto Angela riesce a coinvolgere il lettore su un tema accattivante ma non facile. Scorrevole, preciso, interessante.

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    Michele

    27/02/2013 00.55.36

    Alberto Angela in questo libro si è superato, un manoscritto che tutti dovrebbero leggere per l'argomento trattato. A scuola ci hanno insegnato le date delle guerre, le grandi opere d'ingegneria e letterarie, i numeri,etc...ma mai come vivevano veramente i romani,Una lettura piacevole per nulla volgare, interessante il paragone che fà con il mondo di oggi con quello di allora. Grande Alberto alla prossima!

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    fiorella

    21/02/2013 09.42.37

    In genere compro i libri di Alberto Angela a scatola chiusa, ma questa volta sono rimasta in parte delusa. L'argomento è interessante e trattato nel solito accattivante linguaggio divulgativo-romanzesco al quale ci ha abituati, però in questo caso ho avuto l'impressione che l'autore si sia dilungato e abbia ripetuto gli stessi concetti nel corso dei capitoli. In pratica per quello che ci ha raccontato sarebbero bastati un paio di capitoli e non 316 pagine. Quindi molto lontano da Impero ma sempre gradevole.

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    Carlo

    03/02/2013 22.17.20

    Magnifico libro! come quelli precedenti, che ho comprato tutti. Un libro che si legge senza tema di annoiarsi, ma che stimola ad andare avanti finendolo senza accorgersene. Lo stile inconfondibile di Alberto Angela rende leggero un libro storico che, altrimenti, sarebbe un poco pesantino.Per un amante dell'antichita' e in particolare dell'antica Roma, come me,questo libro e' stato una miniera di informazioni, non solo storiche ma anche etimologiche e sociali che mi hanno arricchito. Bravo Alberto, aspetto il prossimo.

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    Golosadilibri

    07/01/2013 17.38.44

    Splendido! La voce narrante è inconfondibile, lo stile è quello della famiglia Angela! E' incredibile, la scrittura, le descrizioni sono talmente ben fatte che quando si legge il mondo intorno non esiste più, si viene letteralmente catapultati al tempo dei romani e ne si vivono le emozioni e le sensazioni in presa diretta. Il sesso è raccontato in modo esplicito e tocca ogni argomento, dalla masturbazione alle posizioni, dai riti matrimoniali ai luoghi di rimorchio, cose che Alberto descrive in modo davvero sublime, con l'occhio esperto di uno storico ma anche con ironia e senza falsi pudori. E' proprio il caso di dirlo, chi trova un libro così trova un vero tesoro.

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    Ottavio

    05/01/2013 18.14.57

    Bellissimo libro, interessante e raffinato. Coraggioso nell'affrontare da un punto di vista storico temi ancor oggi considerati "tabù" da una società provinciale e in larga parte retrograda come quella italiana, e che a scuola solitamente non si studiano ma che in questo libro vengono svelati in modo sorprendente.

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    Andrea

    02/01/2013 09.48.34

    Questo libro me lo sono fatto regalare per Natale. A giudicare dalla copertina un potrebbe dire a primo impatto «Che noia devo leggere questo mattone». Diciamo che in un certo senso è così. C'è da dire Alberto Angela non lo fa proprio pesare il libro. Scrive in modo così fluente che io dal 24 al 27 ho finito di leggerlo. Se facciamo una media ho letto circa 100 pagine al giorno. Onestamente ne avrei lette anche di più ma ho avuto da fare con le festività natalizie. Altrimenti non dico in un giorno ma in due sicuramente me lo sarei mangiato. Ho letto anche il primo sull' Antica Roma, e all'inizio ero scettico. Poi dopo aver finito di leggere quello, appena è uscito il nuovo libro in edicola non ho esitato a comprarlo. Come racconta la storia Alberto Angela non la racconta nessuno. Secondo me a mio avviso, sarebbe un ottimo professore sia di liceo che di università. Grazie a questo libro ho imparato cose sorprendenti. Cose che non avrei mai imparato sui libri scolastici. No perchè non ci sta scritto ma perchè dicono le stesse cose in maniera monotona e noiosa. Invece l'autore rende la storia più attraente e meno noiosa di quello che in realtà è. «Addolcisce la pillola». Lo consiglio a tutti quanti grandi e piccoli. Dai 12 ai 99 anni insomma. Anzi se magari pubblica un libro sull'antica Grecia, e usa lo stesso modus operandi, lo vado a comprare subito in libreria.

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