L' amore e gli stracci del tempo

Anilda Ibrahimi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 28 maggio 2015
  • EAN: 9788806227814
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Descrizione
La prima volta che Zlatan vede Ajkuna è rapito dal dondolio delle sue trecce che "si allungano quasi a toccare terra". Non sa ancora che quella bambina diventerà così centrale nella sua vita. Crescono insieme a Pristina, nella stessa casa, anche se lui è serbo e lei kosovara di etnia albanese. I loro padri, Milos e Besor, condividono la passione per la medicina e per le poesie di Charles Simic. Le loro madri, Slavica e Donika, litigano su come fare le conserve di peperoni e sui particolari di certe ballate, patrimonio comune dei popoli dei Balcani. Ma il Kosovo, in cui per secoli questi popoli hanno convissuto, alla fine degli anni Novanta sanguina. Ed è l'ennesima ferita al cuore dell'Europa balcanica. Tra i botti di Capodanno e gli spari della guerriglia, Ajkuna e Zlatan si promettono amore eterno "come solo due ragazzi possono promettersi". La storia però li separa: militare di leva lui, profuga lei. Ajkuna si ritrova in Svizzera, dove partorisce Sarah. Zlatan finisce in Italia, dove incontra Ines. Una ragazza minuta, con i capelli lisci che le cadono sulle spalle. Proprio come Ajkuna. In un montaggio alternato, il romanzo segue le vite dei due protagonisti, il loro rincorrersi e sfiorarsi, e forse perdersi. Lungo il cammino, in una babele arruffata di lingue, Zlatan e Ajkuna incroceranno una piccola folla di personaggi intensi, veri, col loro bagaglio di storie al seguito.

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Recensioni dei clienti

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    Linda

    20/09/2018 07:10:46

    Il romanzo ha vari aspetti positivi ed in un certo senso inediti. La Guerra nei Balcani viene mostrata da più punti di vista: il primo è quello pre-guerra, in una Jugoslavia ancora unita, ma nella quale si iniziano a sentire gli sguardi di diffidenza tra persone di diverse etnie (nel caso di specie, una famiglia di origine albanese ed una serba, il tutto ambientato a Pristina, capitale di quello che sarà il Kosovo). Poi c'è il "dopo", con lo scoppiare delle ostilità e la guerra che travolge tutto. Le famiglie dei due protagonisti, Zlatan e Ajkuna, vengono entrambe colpite duramente dalla guerra e l'amore tra i due ragazzi viene interrotto, da un giorno all'altro. Un rapporto che nella loro testa e nel loro cuore rimarrà sospeso per tutti gli anni a venire, mettendo una gravosa ipoteca sulla loro vita futura e sulla loro felicità. Si affronta anche la questione dei rifugiati, in quanto entrambi i ragazzi verranno poi accolti all'estero come rifugiati di guerra, con pro e contro. Da un punto di vista dello stile, la storia viene raccontata con un linguaggio diretto, diversamente da ciò che accade in altri romani della Ibrahimi (in cui tende allo svolazzo inutile), e la trama è ben articolata. Avrebbe potuto scrivere molto di più, la storia si sarebbe prestata ad un'indagine più approfondita, anche legata ai personaggi secondari, come i genitori. Un bel romanzo, non a mio avviso eccezionale, che ha il grande pregio di permettere al lettore di conoscere questi fatti recenti da un punto di vista nuovo, e di capire meglio non solo quale può essere stato il trauma subito in guerra, ma anche tutto quello che può derivare dopo, dallo sradicamento dalla propria terra alla ricerca di una nuova identità, dal trovarsi su due fronti diversi nel giro di poco tempo alla devastante potenza del pensiero di quello che avrebbe potuto essere e che non è stato.

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    angelo

    16/08/2017 14:02:13

    Ingredienti: due famiglie divise dalle diverse origini (serbi e albanesi) ma unite da una solida amicizia, due ragazzi innamorati separati da una guerra civile, dieci anni di distacco e spostamenti tra Serbia, Kosovo, Italia e Svizzera, uno scontro non violento ma doloroso tra passioni del passato e del presente. Consigliato: a chi vive e ama “come se l’anno non avesse altri giorni”, a chi sopravvive a guerre e perdite con la forza dei sentimenti e dei legami di sangue.

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    aledifra

    20/10/2016 16:17:15

    Un racconto sulla vita, sull'amore e sugli effetti del trascorrere del tempo sui sentimenti.

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    Nico

    30/11/2012 23:16:58

    Bello, Bello, Bello!!! Un bellissimo romanzo su una guerra a due passi da noi.. Consigliatissimo!

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    Nico

    09/10/2012 15:21:43

    Era da tempo che non restavo tanto ammaliato da una lettura.. Entra a pieni voti nella lista dei libri da leggere "assolutamente" nella vita..

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    barbara

    18/09/2012 16:03:26

    Sempre straordinaria la prosa di Ibrahimi Anilda: le parole si posano sul cuore e qui rimangono incise. La guerra dei Balcani è la protagonista che divide e lascia tutti perdenti; ma anche per i due protagonisti il tempo trascorre e trasforma i sentimenti congelati in nuovi amori lasciando la speranza a nuove vite senza guerre e atroci pulizie etniche. ...Si legge ed è inevitabile ripetersi:" Tutto questo è accaduto sotto lo stesso nostro cielo, in una terra divisa dalla nostra solo da una striscia di mare!"

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    Terry

    14/09/2010 14:00:03

    E pensare che tutto si svolgeva di fronte alle nostre spiagge, mentre eravamo beatamente al sole e vedevamo passare quegli elicotteri neri che si dirigevano verso est… Mi ricordo quel rumore che turbava le nostre vacanze, poche parole di circostanza mentre si consumavano genocidi e tragedie a poche miglia di mare. Bellissimo, senza sbavature, asciutto, perfetto come sempre.

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    Mary

    05/09/2010 08:44:40

    Un bel libro, un libro che ti commuove e ti riempie il cuore...una storia d'amore struggente ed emozionante sullo sfondo di una guerra che appartiene ad un passato non troppo lontano...io, personalmente, lo consiglio vivamente...

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    Giovanni B.

    30/07/2010 09:11:50

    Libro splendido, uno dei più belli che ho letto in questi anni. Storia d'amore (nel senso ampio del termine), storia sulle etnìe e sulle guerre. Non è un libro con storia d'amore nel senso classico, né sulla guerra ecc. E' un po' un insieme di tutto. Scritto benissimo, a volte quasi poetico, mi è piaciuto molto fin dalle primissime pagine. In più, con una narrazione degli eventi molto ben intrecciata, che pian piano prende il lettore anche per sapere come va avanti la storia, e non solo per apprezzare le sensazioni e le riflessioni che trasmette. In un'intervista online l'autrice spiega uno dei messaggi del libro, a proposito delle differenze etniche e delle crudeltà ecc.: "Non dobbiamo far agli altri quello che viene fatto a noi".

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    Umberto75

    21/07/2010 17:54:41

    La prima vittima della guerra è l'innocenza. Questo sta scritto a caratteri cubitali sul poster di un meraviglioso film contro la guerra. Ogni scrittore che scrive su di essa tratta perciò questo argomento ma lo può fare banalmente infarcendo il libro di frasi fatte o, come in questo caso, scrivendo pagine che trasudano emozioni e riflessioni che solo il tempo aiuta a compredente meglio. Decisamente da leggere!

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    paola

    16/03/2010 19:30:37

    bel libro anche se triste alla fine trionfano sempre i piu' fortunati

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    Gabrio

    10/01/2010 10:07:55

    Molto bello, per come è scritto, per quello che racconta e per come lo fa. L'autrice ha la forza e la capacità di condurre il lettore attraverso una storia dura ma romantica, triste ma piena di speranza. Commovente, struggente in alcuni punti, ma anche pieno di ironia e di leggerezza. Sicuramente uno dei migliori libri che abbia mai letto.

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    Isabella

    07/01/2010 16:43:41

    Una bella storia, narrata benissimo! Il tema è "esotico" quanto basta ma ci racconta senza velleità da saggio storico gli orrori di una guerra tremenda e vicina, in tutti i sensi. La scrittrice è bravissima come lo era stata in "Rosso come una sposa"! Bravissima anche nel toccare quelle leve che impediscono al lettore di fermarsi nella lettura. Un po' ruffiana però, lo è :-)

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    federica

    15/12/2009 21:03:59

    Condivido pienamente il giudizio degli altri lettori: un libro splendido, poetico e crudo allo stesso tempo. Privo di retorica e sentimentalismi. Leggendolo, pensavo: deve essere una storia vera, è troppo bella per stata inventata di sana pianta. Mi sbaglio? Chissà... Comunque, complimenti a questa scrittrice, della quale ho già apprezzato il primo libro.

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    Alessandro

    01/12/2009 21:07:32

    Essendo abituati ala retorica femminile, con fiumi di lacrime e uomini immancabilmente miserabili, rappresenta una sorpresa vedere nel panorama editoriale italiano un libro che rappresente un vero inno alla paternità: a maggior ragione che - udite udite - è stato scritto proprio da una donna. Una sorpresa, si diceva, gradevolissima, ma anche per altri motivi, più squisitamente letterari. La prosa è forte ma scorrevole, il ritmo serrato, le scene che si susseguono restituiscono il suono di un poema omerico. la Ibrahimi sa scrivere, senza dubbio, e sa colpire. Con toni, argomenti, situazioni che ci testmoniano la sua grande sensibilità ed una cultura che, un volta tanto, non è soltanto mera erudizione: cosa che, purtroppo, spesso i letterati di casa nostra non capiscono, come ci testimonia la quantità di letteratura pseudointellettuale (ma vero trash) che infesta le nostre librerie. Complimenti alla Ibrahimi, quindi, e avanti così. libro assolutamente consigliabile, da tenere gelosamente in biblioteca.

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    Sandra

    30/11/2009 19:13:08

    Toni asciutti ma anche tanta poesia, nelle pagine di questo meraviglioso romanzo l'autrice ci conduce in mezzo a quella guerra vicina a noi ma già rimossa, in una maniera insolita. Con toni soavi ci indica la strada ma non ci abbandona sotto le bombe, non ci lascia soli nel silenzio assassino dei sotterranei dove avvenivano gli stupri di massa, lei sta lì, ci stringe la mano, ci abbraccia, e ci dice :è successo anche questo e non abbiamo potuto fare nulla...è la vita. Struggente (ma lontano da inutili sentimentalismi) la storia d'amore dei due ragazzi, mi ha ricordato "Cime tempestose"... Un libro generoso e pieno di umanità, un libro come pochi.

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    Giovanni

    15/11/2009 11:46:08

    Splendido romanzo di questa giovane scrittrice alla sua seconda opera che ci porta al di là dell'Adriatico, nel Kossovo, con una storia d'amore tra un serbo e un'albanese. Una storia struggente nella quale il tempo alla fine diventa il vincitore. Il tempo che cambia le persone e che alla fine dovrebbe cambiare definitivamente anche le tensioni,gli odi e le rivalità tra gruppi etnici. Una storia che ci porta anche a comprendere meglio cosa è successo in un Paese alle porte di casa e che forse non abbiamo ben compreso quando i fatti accadevano, ieri. Per chi ha già letto "La sposa in rosso" direi che è quasi un obbligo di continuare a leggere anche questo romanzo. Lettura veramente consigliata

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    Gesine

    13/11/2009 16:00:51

    Un bellissimo libro! Rende appieno il senso di perdita irrevocabile del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza che è presente in tutti noi, ma che nei protagonisti viene inasprito da guerra, distruzione, esilio, morte. Eppure: “I vivi andranno avanti, i morti pure.” E così la vita continua a scorrere per questa coppia senza speranza; arrivano momenti belli, esperienze nuove, nuovi affetti laddove all’inizio sembravano essere solo il vuoto, la disperazione, l’impossibilità di vivere senza l’altro e lontani dalla patria, dai famigliari. Il grande merito di questo libro è di essere libero di sentimentalismi, con il suo stile secco, ma poetico, e di non cedere alla tentazione di un lieto fine, ma di preservare fino alla fine il suo realismo disilluso che paradossalmente diventa fonte di forza per andare avanti nonostante tutto, per continuare a credere nella vita, nell’amore, nella capacità delle persone di rimarginare anche le ferite più atroci.

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    Liliana

    27/10/2009 17:48:40

    Evviva il racconto della guerra senza retorica! Evviva il racconto dell'amore senza sentimentalismo! Evviva la penna meravigliosa, cruda, poetica e senza sbavature della Ibrahimi. Veramente un bel libro, si riconferma il suo talento mostrato in "Rosso come una sposa".

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    Laura

    25/10/2009 20:39:39

    Ho letto "l'amore e gli stracci del tempo"(e non "L'amore e gli Stracci";piena di voglia ed entusiasmo.Passando così,due intere notti,presa dalla storia,di cui forse mi sentivo anche un pò protagonista! Anilda Ibrahimi,scrittrice non più esordiente ormai, mi stupisce ancora. Forse anche di più,rispetto a "Rosso come una sposa", che avevo amato tantissimo. Mi stupisce per la sua poesia e a volte anche per la violenza se vogliamo, non è cosi forse la vita? La amo per i temi delicati che affronta,e il pizzico di ironia che la distingue dalla drammaticità retorica di altri scrittori. Le pagine di quest'amore diviso dal tempo,e dagli stracci che si è portato dietro, mi è arrivato dentro come un pugno.Consigliato a tutti!

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