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Carl Gustav Jung

Anno edizione: 1978
Pagine: 94 p.
  • EAN: 9788833902364

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    andrea

    25/02/2011 13.34.55

    Un buon libro e molto interessante. Consigliato.

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    Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)

    01/07/2006 21.18.56

    Sulla scia di Lovejoy, persino Jung pose il concetto di anima in quell'insieme di elementi (definiti da Lovejoy „primitive energetics“) che comprende l'idea di anima, spirito, Dio, salute, fertilità, influsso, potenza, natura, prestigio...e che rappresenta nella storia millenaria della specie umana, un'immagine ben definita di come in tempi antichi e remoti l'uomo, concepiva l'esistenza di tutte le cose e il modo in cui queste interagivano con l'ambiente ad esse circostante. Potremmo inoltre azzardare l'ipotesi che egli vide nel concetto di anima quella forza vitale individuale partecipe delle forze psichiche universali (da cui creò il concetto di inconscio collettivo, dominio degli archetipi della psiche arcaica) che ravvisò nel concetto freudiano della libido.Secondo Jung: „L'idea dell'energia e della sua conservazione deve essere un'immagine originaria che era latente nell'inconscio assoluto (...) Le religioni più primitive nelle più diverse zone del mondo sono fondate su questa immagine“. Nella concezione buddhista e primitiva della metempsicosi (trasmigrazione dell'anima), troviamo l'idea di un'illimitata capacità dell'anima di trasformarsi rimanendo „costante“.

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    Fausto Intilla

    30/06/2006 20.33.43

    Secondo i teologi, ogni essere umano, a differenza di tutte le altre specie animali, possiede un'anima; quest'ultima secondo costoro, è paragonabile ad una sorta di "energia" inosservabile, inquantificabile e soprattutto inestinguibile che ogni essere umano possiede durante la propria vita terrena e, essendo inestinguibile, anche dopo la morte. Essa è quindi considerata, sempre secondo i teologi, come una sorta di energia che pervade il nostro corpo (taluni invece credono che essa sia concentrata unicamente nel cervello) capace, nel momento in cui muoriamo (ossia quando il nostro elettroencefalogramma si presenta piatto e quindi non vi è più alcuna attività neuronale) di dissociarsi dal corpo e di continuare ad esistere eternamente in un mondo che rappresenta il lato oscuro della medaglia: quello della Non Esistenza. Tale forma di energia viene inoltre considerata, secondo la religione cristiana e moltre altre religioni, colei che consente alla vita di manifestarsi come tale, in parole povere: Essa è la Vita. Ogni essere umano quindi, viene considerato come una specie di macchina il cui carburante in questo caso prende il nome di: "anima"; senza la quale essa (la macchina) non potrebbe muoversi, non potrebbe interagire con l'ambiente in cui vive e quindi, per dirla in termini un po' più umani, non potrebbe vivere. Quando si arriva al concetto di anima, la visione meccanicistica della vita (in questo caso riferita al singolo essere umano), è riscontrabile in quasi tutte le religioni (quasi a voler testimoniare che l'uomo, sin dalla notte dei tempi, non ha mai voluto accettare l'idea di dover prima o poi, con la morte, scomparire definitivamente nel nulla); anche se alcune di esse, come il Buddhismo, lo Zen, il Tao e in genere tutte le religioni orientali, sembre-rebbero divergere nel modo più assoluto dalla visione meccanicistica della vita, del Mondo e dell' intero Universo.

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