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Nadia Terranova

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 144 p. , Brossura
  • EAN: 9788806217310


«Non abbiamo mai usato lo stesso dizionario. Parole uguali, significati diversi. Dicevamo famiglia: io pensavo a costruire e tu a circoscrivere; dicevamo politica: io ero entusiasta e tu diffidente. Io combattevo, tu ti rifugiavi. Se non ci fosse stata Mara ci saremmo persi subito, ma almeno non avremmo continuato a incolparci per le nostre solitudini. Quando penso agli anni trascorsi mi sembra che siano andati tutti al contrario».

Gli "anni al contrario" sono gli anni Settanta, anni in cui due ragazzi innamorati giocavano a fare i grandi senza mai diventare adulti.
Come scrive Roberto Saviano "È una storia che pone le sue radici in una Italia di battaglie inconcludenti, vittorie e sconfitte che dalla politica e dalla società si ripercuotono sui corpi delle persone." Un libro dall'impatto fortissimo che colpisce il lettore esattamente come è successo per il libro per ragazzi Bruno. Il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo, 2012), vincitore di molti premi, che Nadia Terranova ha scritto insieme all'illustratrice Ofra Amit e che descrive, con parole delicate eppure struggenti, la vita dello scrittore polacco di origine ebrea Bruno Shulz.
Con Gli anni al contrario Nadia Terranova esordisce nella narrativa per adulti, con una storia d'amore ambientata a Messina, che ha per protagonisti due giovani universitari, Aurora e Giovanni, che forse non riescono a reggere l'urto dei rivolgimenti sociali e culturali di quegli anni. Una scrittura evocativa e asciutta per un romanzo familiare che colpisce al cuore.


Un brano dell'intervista di Wuz.it

WUZ: Quale significato ha, per te, la vittoria di un premio prestigioso come il Bagutta opera prima? In generale, qual è il tuo giudizio in merito ai premi letterari in Italia oggi, servono ancora a diffondere la lettura e la cultura?

N.T.: Sono spiazzata e felice, è il premio letterario più antico d’Italia. Come ho detto anche la sera in cui l’ho ricevuto, negli anni in cui scrivevo mi chiedevo continuamente se la mia piccola storia privata avrebbe davvero potuto interessare qualcun altro oltre me. Arriva dopo altri riconoscimenti (Grotte della Gurfa, Brancati, Fiesole, nell’ordine cronologico), ed è bello e importante che resista chi ogni anno trova il tempo e la voglia di dedicarsi con competenza a studiare le nuove uscite di un mondo che troppi considerano morto. Per due volte il mio romanzo è stato votato da giurie popolari costituite da lettori o circoli di lettura, anche quella è una grande gioia.

WUZ: Nel tuo romanzo hai parlato della generazione degli anni Settanta, spesso definita come “dimenticata”. Eppure, i giovani adulti di oggi si portano ancora dietro il peso di un vuoto molto simile, di flebili ideali abortiti sul nascere. Forse il tuo libro ha tanto da dire soprattutto a noi giovani?

N.T.: Spero che abbia qualcosa di diverso da dire a tutte le generazioni, che non sono mai un blocco unico ma sono costituite da individui dalle storie contrastanti.

Recensioni dei clienti

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    cristina

    21/05/2016 09.52.38

    Il libro scorre veloce ed è fluente, ma in effetti per raccontare in profondità quegli anni e certi sentimenti ci sarebbe voluto un approfondimento maggiore che probabilmente però avrebbe reso il romanzo pesante e noioso, per me sicuramente. Di fatto i personaggi non ne escono tratteggiati bene, Giovanni poi ha anche l'ulteriore aggravante di apparire ai miei occhi irritante, viziato, quasi meritevole della sorte che gli tocca. La scrittura resta l'unica cosa buona di questo libro, insieme sicuramente al coraggio e alla lucidità di aver raccontato una storia personale (se lo è).

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    Rosanna

    28/06/2015 12.19.19

    Una storia importante non supportata da una scrittura adeguata.La prima parte del romanzo dovrebbe spiegare i motivi della ribellione del protagonista ma il ritratto che ne viene fuori non riesce a spiegare tanta rabbia.Giovanni appare come un figlio di papà annoiato alla ricerca del brivido della contestazione.La sua storia d'amore con Aurora sembra nascere per caso e per caso continuare.Troppo superficiale l'approccio della scrittrice con un periodo tanto drammatico della nostra storia.Manca del tutto il pathos,i personaggi si muovono come automi,i due giovani si amano,si sposano,hanno un figlio e tutto scorre con lo stesso distacco. Il cambio di registro si ha nella seconda parte,con l'avvento della piccola Mara e il suo spasmodico desiderio del padre.Da qui il romanzo prende quota,finalmente i sentimenti affiorano,.si soffre tanto e si partecipa al dramma di una famiglia purtroppo senza fututo. Peccato.

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    Ladymariane

    24/06/2015 14.57.59

    Sinceramente pensavo meglio dato il successo di questo libro. Non mi pare che ne emergano molto bene gli anni Settanta, con la loro mentalità , che ricordo perfettamente. Forse quello non è un periodo che si possa studiare sui libri, bisogna averli vissuti

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    stefano

    23/06/2015 22.22.56

    Superficiale, insipido, scontato. Un libro di imbarazzante pochezza.

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    Carol

    23/06/2015 09.39.11

    Una storia che manca di intensità e di emozioni. Tutto è raccontato come una cronaca spoglia, sia la pseudo storia d'amore dei due protagonisti (che secondo me non si sono mai amati e soprattutto poco sanno dell'amore) sia il contorno storico. Per non parlare dei conflitti familiari, i lutti, le separazioni, i contrasti sociali, le difficoltà sul lavoro. Tutto è solo accennato e mai approfondito, per cui non riesci ad appassionarti alla storia, a immedesimarti nei personaggi, a provare empatia. Salvo qualche pagina "illuminata", il resto è noia.

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    CoughSyrup

    22/06/2015 23.58.26

    Davvero non capisco cosa ci sia di interessante o dove siano le grandi scoperte nascoste in questo libro. Ogni tematica è trattata con superficialità e nel modo più banale possibile, chi si aspetta una storia alla Romeo & Giulietta dove lui è figlio di un comunista e lei è figlia del "fascistissimo" rimarrà deluso, i due dopo neanche venti pagine sono sposati e hanno già un figlio. Certo possiamo parlare di come negli anni raccontati la vita corresse veloce, i giovani affrettassero i tempi parlando di princìpi ed ideali, tuttavia la spiegazione che il protagonista riesce a dare del motivo per il quale egli voglia lasciare moglie e figlio e partire per fare la rivoluzione è: perchè il mondo fa schifo. Il romanzo si propone quindi di raccontare il lato nascosto di quegli anni, fatto di promesse, sogni e speranze che spesso sono rimaste sotto una coperta o hanno avuto esiti non sperati, ma la scrittura della Terranova non convince per niente, ad un certo punto, per 40 pagine circa, i due si mollano e si riprendono senza un motivo, senza una vera spiegazione fino a quando lui non cade in tossicodipendenza. Un libro che senza problemi ho abbandonato e che si prefigura l'obiettivo di raccontare qualcosa senza averne le capacità per farlo.

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    Dona

    21/05/2015 15.23.28

    Un libro che ripercorre la storia dagli anni 70 prendendo in esame molti temi (politica, terrorismo, lotte di classe, droga, HIV. ecc) ma senza approfondirli. La storia di Aurora e Giovanni rimane come sospesa e in alcuni tratti descritta troppo brevemente.

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    annaro

    27/04/2015 12.17.28

    Mi aspettavo un maggior approfondimento del vissuto emotivo e della vicende che riguardano i protagonisti. Più che una storia d'amore, la definirei una doppia dipendenza: lei da lui e lui dalle sostanze in una reciproca impossibilità di ricongiungimento tra i due.

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    Antonella

    12/04/2015 10.31.17

    Quanta amarezza! Una storia vissuta in ogni pagina, un senso di sconfitta che non ti lascia neanche quando chiudi il libro. Un racconto ben scritto senza inutili sentimentalismi.

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    Maria sole

    12/04/2015 05.14.09

    Un amore giovane e la storia. Un libro che ti riporta indietro e ti svela meccanismi che non sempre sono stati superati, e di come l'amore che sembra più forte di tutto si trasformi un essere fragile e insicuro. Buon libro!

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    LucaMilano

    26/03/2015 14.57.02

    Romanzo breve sulla "meglio gioventù" degli anni '70 in quel di Messina (ma potrebbe svolgersi ovunque), scritto in uno stile fluido e immediato, eppure ricco, nel bene e nel male, di tutti i clichè sulla generazione oggetto del racconto: il gap generazionale con i genitori, la politica, il terrorismo la droga ecc.. Nadia Terranova prova ad analizzare, o più semplicemente a raccontarci la vita di coppia, dolente e dolorosa, di Aurora e Giovanni, ma i personaggi e il contesto sono debolmente approfonditi, e sebbene vengano toccate tutte le corde della tragedia umana, il racconto rimane in superficie, addirittura scontato nel suo evolversi, ancorchè nobilitato da alcune pagine pregevoli e poetiche. L'autrice, cimentandosi con il romanzo breve, per scelta o perchè limitata ad un format ridotto nelle pagine - ipotizzo - da esigenze editoriali, sferra il maggior numero di cazzotti possibili - in relazione ai round disponibili - ma è priva del colpo del KO purtroppo.

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    feis_buk

    21/03/2015 12.25.33

    Romanzo molto dolente che ben restituisce il senso di illusione e sconfitta di una generazione. Il linguaggio e alcuni passaggi della trama sono però troppo scarni per sostenere l'intensità del conflitto e dell'amarezza dei protagonisti

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    angelo

    14/03/2015 22.14.53

    Ingredienti: una ragazza introversa nata in una famiglia fascista, un figlio ribelle di un avvocato comunista, due solitudini che si incontrano-accarezzano-feriscono, la vita negli anni '70 carichi di inquietudini e sensi di colpa. Consigliato: a chi vuole una fusione intensa ed essenziale tra storia e sentimenti, a chi conosce quanto sia difficile tradurre in realtà i propri sogni e quanto sia facile tradirli.

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    Marta

    25/02/2015 18.52.13

    Libro bellissimo e struggente, scritto con un linguaggio che ti cattura. Letto in due giorni, lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di confrontarsi con gli anni Settanta e Ottanta da una prospettiva sia politica che umana e in definitiva, di vita.

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    Ciro D'Onofrio

    25/02/2015 14.33.00

    Una storia breve, amara ed intensa che racconta il fallimento di una generazione nella parabola del trionfo ideologico ed una personale discesa all'inferno. Un libro che evoca con precisione e grande suggestione il fascino maledetto e coraggioso degli anni settanta del secolo scorso, declinando nella storia dei due protagonisti, drammatica senza mai diventare melodrammatica.Una lettura bella e malinconica,assolutamente da consigliare

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    Mel

    19/02/2015 11.48.33

    Libro emozionante. Il racconto di un amore vissuto negli anni settanta in un intrecciarsi di ambizioni e frustrazioni, dolori e aspirazioni. La prosa scarna e asciutta rivela una scrittura di qualità. Assolutamente da leggere.

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    Carlo

    15/02/2015 19.53.33

    Bellissimo, letto in un pomeriggio. Dolce e amaro, nostalgico come pochi. Brava la Terranova, un esordio veramente convincente nella narrativa per "grandi/piccoli" adulti.

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    Simone

    28/01/2015 06.36.29

    La storia è molto amara ma anche molto vera. E' brava la Terranova a non cadere mai nei cliché, un insidia sempre presente quando si ambienta un racconto negli anni di piompo. Citando Keats "la bellezza è verità" e credo sia calzante per questo romanzo.

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