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Gli anni al contrario
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Gli anni al contrario - Nadia Terranova - copertina
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Descrizione


Vincitore Premio Bagutta opera prima 2016

«Un racconto senza fondo, che stringe la schizofrenica storia italiana al pulsare dei sentimenti. Un racconto che mi ha legato a sé.»Roberto Saviano

Messina, 1977. Aurora, figlia del fascistissimo Silini, ha sin da piccola l'abitudine di rifugiarsi in bagno a studiare, per prendere tutti nove immaginando di emanciparsi dalla sua famiglia, che le sta stretta. Giovanni è sempre stato lo scavezzacollo dei Santatorre, ce l'ha con il padre e il suo "comunismo che odora di sconfitta", e vuole fare la rivoluzione. I due si incontrano all'università, e pochi mesi dopo aspettano già una bambina. La vita insieme però si rivela diversa da come l'avevano fantasticata. Perché la frustrazione e la paura del fallimento possono offendere anche il legame più appassionato. Perché persino l'amore più forte può essere tradito dalla Storia.
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2015
13 gennaio 2015
144 p., Brossura
9788806217310
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Indice


Un brano dell'intervista di Wuz.it

WUZ: Quale significato ha, per te, la vittoria di un premio prestigioso come il Bagutta opera prima? In generale, qual è il tuo giudizio in merito ai premi letterari in Italia oggi, servono ancora a diffondere la lettura e la cultura?

N.T.: Sono spiazzata e felice, è il premio letterario più antico d’Italia. Come ho detto anche la sera in cui l’ho ricevuto, negli anni in cui scrivevo mi chiedevo continuamente se la mia piccola storia privata avrebbe davvero potuto interessare qualcun altro oltre me. Arriva dopo altri riconoscimenti (Grotte della Gurfa, Brancati, Fiesole, nell’ordine cronologico), ed è bello e importante che resista chi ogni anno trova il tempo e la voglia di dedicarsi con competenza a studiare le nuove uscite di un mondo che troppi considerano morto. Per due volte il mio romanzo è stato votato da giurie popolari costituite da lettori o circoli di lettura, anche quella è una grande gioia.

WUZ: Nel tuo romanzo hai parlato della generazione degli anni Settanta, spesso definita come “dimenticata”. Eppure, i giovani adulti di oggi si portano ancora dietro il peso di un vuoto molto simile, di flebili ideali abortiti sul nascere. Forse il tuo libro ha tanto da dire soprattutto a noi giovani?

N.T.: Spero che abbia qualcosa di diverso da dire a tutte le generazioni, che non sono mai un blocco unico ma sono costituite da individui dalle storie contrastanti.

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GiadinaQ
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Una scrittura amara ed intensa: quest'autrice mi piace moltissimo. La storia d'amore tra i protagonisti fa quasi da sfondo alla loro crescita personale e al corso degli eventi che determinerà il loro destino.

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Valentina
Recensioni: 5/5

Non ci si riprende da libri così, non ci si riprende da storie come quella di Aurora e Giovanni, dal dolore, dalla separazione, dai lutti, dalla malattia, da un'Italia sbagliata e da una Storia capace di tradire anche gli amori più forti. Appena ho finito di leggere Gli anni al contrario mi sono chiesta come ho fatto a stare senza, finora? È un romanzo imperdibile.

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cristina
Recensioni: 3/5

Il libro scorre veloce ed è fluente, ma in effetti per raccontare in profondità quegli anni e certi sentimenti ci sarebbe voluto un approfondimento maggiore che probabilmente però avrebbe reso il romanzo pesante e noioso, per me sicuramente. Di fatto i personaggi non ne escono tratteggiati bene, Giovanni poi ha anche l'ulteriore aggravante di apparire ai miei occhi irritante, viziato, quasi meritevole della sorte che gli tocca. La scrittura resta l'unica cosa buona di questo libro, insieme sicuramente al coraggio e alla lucidità di aver raccontato una storia personale (se lo è).

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La recensione di IBS


«Non abbiamo mai usato lo stesso dizionario. Parole uguali, significati diversi. Dicevamo famiglia: io pensavo a costruire e tu a circoscrivere; dicevamo politica: io ero entusiasta e tu diffidente. Io combattevo, tu ti rifugiavi. Se non ci fosse stata Mara ci saremmo persi subito, ma almeno non avremmo continuato a incolparci per le nostre solitudini. Quando penso agli anni trascorsi mi sembra che siano andati tutti al contrario».

Gli "anni al contrario" sono gli anni Settanta, anni in cui due ragazzi innamorati giocavano a fare i grandi senza mai diventare adulti.
Come scrive Roberto Saviano "È una storia che pone le sue radici in una Italia di battaglie inconcludenti, vittorie e sconfitte che dalla politica e dalla società si ripercuotono sui corpi delle persone." Un libro dall'impatto fortissimo che colpisce il lettore esattamente come è successo per il libro per ragazzi Bruno. Il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo, 2012), vincitore di molti premi, che Nadia Terranova ha scritto insieme all'illustratrice Ofra Amit e che descrive, con parole delicate eppure struggenti, la vita dello scrittore polacco di origine ebrea Bruno Shulz.
Con Gli anni al contrario Nadia Terranova esordisce nella narrativa per adulti, con una storia d'amore ambientata a Messina, che ha per protagonisti due giovani universitari, Aurora e Giovanni, che forse non riescono a reggere l'urto dei rivolgimenti sociali e culturali di quegli anni. Una scrittura evocativa e asciutta per un romanzo familiare che colpisce al cuore.

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Conosci l'autore

Nadia Terranova

1978, Messina

Nadia Terranova (Messina, 1978), si è laureata in filosofia e si è dottorata in storia moderna. Per Einaudi ha scritto i romanzi "Gli anni al contrario" (2015, vincitore di numerosi premi tra cui il Bagutta Opera Prima, il Brancati e l'americano The Bridge Book Award) e "Addio fantasmi" (2018, finalista al Premio Strega, vincitore del premio Subiaco Città del libro, del premio Alassio Centolibri, del premio Nino Martoglio e del premio Mario La Cava). Ha scritto anche diversi libri per ragazzi, tra cui "Bruno il bambino che imparò a volare" (Orecchio Acerbo 2012), "Casca il mondo" (Mondadori 2016) e "Omero è stato qui" (Bompiani 2019, selezionato nella dozzina del Premio Strega Ragazzi), e un saggio sulla letteratura per ragazzi, "Un'idea di infanzia" (ItaloSvevo...

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