Apriti cielo

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Universal
Data di pubblicazione: 13 gennaio 2017
  • EAN: 0602557297232
Salvato in 43 liste dei desideri

€ 13,50

€ 22,90
(-41%)

Punti Premium: 14

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
CD

Altri venditori

Mostra tutti (3 offerte da 16,60 €)

MANNARINO ritorna con la sua scrittura evocativa e quel sound trascinante che lo ha reso uno dei cantautori più amati della scena. A due anni e mezzo dalla pubblicazione di “Al Monte”, Alessandro Mannarino è pronto a tornare sulla scena musicale con il suo quarto album in studio: “Apriti Cielo”.
Il singolo omonimo è un time-lapse sull’umanità in fuga. Su chi fugge fisicamente e su chi prende altre strade pur rimanendo dov’è. Questo brano racconta l’esigenza umana di salvarsi la vita, in tutti i sensi. Un album sicuro protagonista della prossima stagione discografica.
Disco 1
1
Roma
2
Apriti cielo
3
Arca di Noè
4
Vivo
5
Gandhi
6
Babalù
7
Le rane
8
La Frontiera
9
Un’estate
5
di 5
Totale 2
5
2
4
0
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    alv

    25/09/2019 18:10:54

    Adoro questo CD. Mannarino mi travolge con la sua musica e riesce a toccarmi l'anima. Lo consiglio assolutamente.

  • User Icon

    andreapi57

    08/05/2018 09:42:45

    Non conoscevo Mannarino e dopo aver ascoltato il CD do un voto alto. Interessanti i testi. Nel complesso buone le melodie. Consigliato.

In un antro critico magico senza pregiudizi di sorta, Mannarino avrebbe uno spazio che va ben oltre quello di uno zoccolo duro di fan che da anni ne sostengono il percorso, le gesta poetiche, teatrali e performative. Dico questo per una ragione: Mannarino, semplicemente, è uno bravo, con radici solidissime e un solidissimo modo di scrivere, che afferisce a un immaginario ben delineato, caposseliano, di vino, color bordeaux e velluti da un lato, certo, ma visceralmente popolare e post-folk dall’altro.

Ascoltare un disco di Mannarino significa ascoltare un’opera di musica pop che incontra il popolare stretto con una sapienza di suoni e scrittura non consuete. L’album che ascoltiamo oggi non è da meno, nel mix linguistico in cui romano e italiano si incontrano, in cui la parola si muove su melodie classiche dell’immaginario folk-pop, sound á la Ardecore e il consueto mood tra preghiera e rabbia che incontrano la dolcezza (Le rane). La scrittura è spesso grezza (quando parla di radici, di vita vera di sudore non cerca mezze misure liriche), ma sa muoversi su linee intime rare. Se allora, in una nazione che ha perso il piacere delle connessioni tra il folk più terreno e la musica indipendente che tenta di elevarsi a cosa colta, obliqua, sperimentale, anche questo nuovo lavoro faticherà ad arrivare a tutti, resterà un ottimo invito a immaginare le musiche del mondo compresse nel pop italiano senza per questo doversi rappresentare come oscure ma, anzi, rivendicando la propria anima calda e godereccia.

Voto 3/5

Recensione di Giulia Cavaliere

Note legali