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Carl Gustav Jung

Traduttore: E. Schanzer, A. Vitolo
Anno edizione: 1977
Pagine: 92 p.

13 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Psicologia - Sociale, di gruppo o collettiva

  • EAN: 9788833902302

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    Francesco

    11/01/2007 16.06.55

    L’archetipo rappresenta una chiave di lettura per una gran quantità di fenomeni inconsci. Anzi, come arriva ad ipotizzare Jung stesso, l’archetipo è l’immagine inconscia degli istinti e, come tale, aspetto fondamentale della sua psiche. Da queste premesse, il breve scritto ricostruisce l’esperienza mistica, dall’uomo primitivo alla religiosità moderna, passando per l’iconoclastia luterana (si pensi all’assurdo contrasto tra consustanziazione e transustanziazione!) e per l’avvento del nazismo (con il ritorno dell’“uomo arcaico”). In conclusione Jung ritiene che l’uomo vive un processo di evoluzione psicologica (sembra addirittura anticipare le tesi di Julian Jaynes) in virtù del quale, liberandoci di dogmi e simboli invecchiati, approderemo a stati di coscienza superiori.

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    Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)

    23/07/2006 20.10.08

    L'opera di Jung si presenta come un complesso intreccio di esperienze analitiche concrete e di una cultura profonda ed estesissima. Per Jung l'osservazione dei meccanismi psichici individuali consente di analizzare i segreti della creazione artistica o la dinamica dei fenomeni storici; d'altronde, per orientarsi nel labirinto degli accadimenti individuali occorre studiare i fenomeni e i comportamenti collettivi. I testi raccolti in questo primo tomo del nono volume sono stati pubblicati tra il 1934 e il 5955, e appartengono dunque alla piena maturità del loro autore. E noto come i concetti di «archetipo» e di «inconscio collettivo» occupino un posto centrale nella riflessione di Jung, che ha esercitato su di essi un continuo sforzo di approfondimento, anche per rispondere a incomprensioni e fraintendimenti. Associando come sempre l'esperienza clinica alle ricerche scientifiche e umanistiche, Jung opera qui un vero rovesciamento della dimensione psichica, vista non più come l'appendice personale dell'organizzazione biologica, ma come l'aspetto significante degli istinti, la possibilità di rappresentarne il dinamismo.

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