Traduttore: G. Marchianò
Editore: Marsilio
Edizione: 4
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 9 giugno 1994
Pagine: 158 p.
  • EAN: 9788831760188
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Descrizione
"Almeno due volte al giorno" - scrive Zolla - "ognuno di noi conosce l'esperienza metafisica: al momento del risveglio e quando ci si assopisce. L'esperienza metafisica è il momento di comunione col tutto, quando l'individuo dimentica la propria biografia, le illusioni della storia, della propria stessa identità, della propria decadenza, e partecipa del respiro universale". "Rintracciare l'archetipo significa impadronirsi dei ritmi che sottintendono l'esperienza umana, la politica, la poesia... svelare il rapporto tra soggetto e oggetto, tra conoscente e conosciuto."

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Cristiano Cant

    13/01/2018 08:44:26

    Chiunque provasse a espellerla o persino a negarla dal suo mondo di dentro sarebbe anche meno di un povero illuso. Siamo inzuppati di metafisica anche senza rincorrerla, è lei che ci attraversa e ci bagna coi suoi mirabili segreti, negli attimi più inconsueti e involontari il suo sibilo è l'eterna impronta del meraviglioso, dell'oscuro, dell'enigma. L'archetipo è dappertutto, la psiche è una stazione troppo affollata perché mezzo vagone non vada a sbatterci dentro coi suoi mille quesiti, le sue paure contorte, i suoi spartiti illeggibili, e una mente che sappia attraccare ai tranquilli porti della calma è appena uno sbandato refolo di illusione. Si dorme e si spalanca un teatro, si è svegli e abbiamo scarsi controlli su tutto. La domanda è presente sempre. Zolla scrive: "Le comunicazioni oniriche ci dicono come sia relativa la distinzione fra sogno e veglia". Libro densissimo, ricchissimo di suggestioni, di una complessità più che attraente; si va dalle estasi di Teresa d'Avila mentre cuoceva un uovo agli archetipi dei sinonimi, attraversando i Veda, l'Apocalisse, e sulla scia di Agostino l'autore aggiunge: "Diremo dunque che gli archetipi sono immagini immaginanti, sogni sognanti". Riflessione sul tempo, su sincronismi e coincidenze, mi piace però trascrivere questo frammento come una specie di verità politica finalmente svelata: "E' un rettile vischioso la psiche, scivola via dalle panie; perfino la generazione assatanata che alla fine degli anni 60 attuò le regole dell'avanguardia nella vita quotidiana, che fu persuasa di abbrutirsi e drogarsi, proprio essa, almeno in parte, strisciò fuori dalla bolgia dove si contorceva per dedicarsi alla ricerca spirituale, e tutta quella sua trascorsa abiezione potè perfino sembrare il gioco di una Provvidenza". Le tratte dello spirito, le confuse deviazioni di un perché, i mille scenari di un labirinto magnifico creato ad arte da una frotta di dei forse annoiati. Ma quanta bellezza, che ingorgo di indescrivibile gioia.

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    Caroll Gisselle

    09/02/2015 19:56:56

    L'esperienza metafisica di Elémire Zolla affiora negli Archetipi in tutto il loro indicibile splendore.

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    s/z

    31/10/2008 13:45:19

    questo libro è bellissimo e lo consiglio ai perplessi, agli scontrosi e ai selvatici

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    fABERfABER

    10/03/2006 21:37:45

    sTRAORDINARIO, FORSE UNICO (ANCHE DELL'AUTORE STESSO)

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione


(scheda pubblicata per l'edizione del 1988)
scheda di Costa, G., L'Indice 1988, n. 5

"Archetipi", scritto originariamente in inglese e ora tradotto in italiano a sette anni dalla sua pubblicazione in Inghilterra e negli Stati Uniti, è senza dubbio una delle opere più interessanti e ambiziose di Elémire Zolla, in bilico tra filosofia, analisi comparata dei miti e critica letteraria. Proseguendo il discorso già affrontato in Aure (pubblicato lo scorso anno sempre da Marsilio), sorretto come al solito da un'erudizione non comune e da un uso sapiente della parola, Zolla propone un nuovo esempio di argomentazione "tradizionale", radicalmente speculativa e metafisica. L'esperienza metafisica è - ribadisce Zolla - il filo conduttore dell'intero patrimonio culturale dell'umanità dall'India dei Veda all'Europa contemporanea; è l'unica chiave capace di aprirci all'enigma dell'essere e alla visione dell'Archetipo, luogo in cui l'Essere si cristallizza in significato, assumendo valore esemplare e normativo. Rintracciare l'Archetipo significa per Zolla impadronirsi dei ritmi che sottendono l'esperienza umana, la politica, la poesia o, in termini metafisici, svelare il rapporto di soggetto e oggetto, di conoscente e conosciuto.
Di conseguenza, accostarsi agli Archetipi è innanzitutto "farne esperienza", sottomettersi a una rigorosa educazione spirituale, a un itinerario nel senso della "trasmutazione" e del "risanamento": occorre "diventare la cosa stessa" ovvero - afferma l'autore nella prefazione all'edizione giapponese, posta a epilogo dell'opera: "assorbire aure... errando in traccia dei pochissimi luoghi indenni, dove templi o ieratiche costumanze o soltanto un'incontaminata natura preservino un delicato alone visibile all'occhio del cuore".