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Martin Heidegger

Curatore: F. Volpi
Traduttore: P. Chiodi
Editore: Longanesi
Collana: I grandi libri
Edizione: 3
Anno edizione: 2005
Pagine: 638 p. , Brossura
  • EAN: 9788830415447

Recensioni dei clienti

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    Gianluca

    19/04/2016 18.56.09

    Sicuramente un testo capitale della filosofia contemporanea, forse IL testo capitale. E pertanto - faccio mia la tesi di Giorgio Colli - ne assomma al più altro grado tutti i difetti: dopo Nietzsche la filosofia è ridotta ad un cumulo di chiacchiere mistificanti, autoreferenziali. E dopo Heidegger la filosofia (non tutta, ovviamente, ma troppa, Cacciari compreso) sembra essere diventata una inesausta, povera e incomprensibile chiosa al maestro di questa filosofia inesistente. Voto massimo per questo: è sufficiente rivolgersi alla fonte.

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    gianpaolo

    27/05/2009 09.28.22

    libro fondamentale per capire quello che è stato il '900, a prescindere dall'opinione sulla statura morale dell'autore. leggibile da chiunque ne abbia la volontà e l'interesse.. inutili e mediocri (accademici) certi commenti precedenti che escludono tale possiblità a priori

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    Anja68

    22/07/2008 10.04.53

    Grande libro, ma il voto basso si riferisce alla traduzione, perché questa nuova edizione contiene ancora molti errori e inesattezze. La cura di Franco Volpi è inesistente, eccezion fatta per gli apparati critici aggiunti alla fine del testo, benché scritti anche quelli a quattro mani. Tanto valeva ristampare la vecchia versione di Chiodi, così si risparmiavano più soldi di quanti non sono stati guadagnati cambiando copertina e facendo finta che si tratti di una nuova traduzione. Operazione commerciale? ...Chi trova una buona copia della versione di Chiodi nel mercato dell'antiquariato farà bene ad acquistarla: poco cambierà, ma si avrà almeno in mano un libro che non perde le pagine per strada... Una "nuova" edizione all'insegna del risparmio, insomma - ma forse un pensatore come Heidegger meritava qualcosina di più.

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    Luca

    30/07/2006 19.35.39

    probabilmente uno dei miei testi filosofici preferiti, e sì ch ene ho letti! Tuttavia nessuno come Heidegger, mi perdoni il prof. Severino, ha la capacità di coniare nuovi termini su quelli vecchi fondando una vera etimologia filosofica. Un momumento della filosofia del Novecento. Leggibile solo per chi ama la filosofia e ha alle spalle una solida formazione classica.

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    giorgio

    07/06/2006 21.46.35

    Un romanzo tedesco tra le due guerre come tanti ce ne sono stati, assimilabile a Boll, Hesse e a Mann se non fosse altro che il linguaggio usato è a volte un po' troppo poetico. Forse andrebbe letto in lingua originale.

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    Jacopo

    29/10/2005 14.43.13

    Un'opera rivoluzionaria. È ormai entrata a far parte dei «classici» della filosofia; un testo non certo semplice, soprattutto per il suo lessico per lo più innovativo, ma non semplicemente nuovo: Heidegger recupera quel significato inaudito delle parole greche di cui avevamo dimenticata l'origine semantica. A-létheia (verità, cioè "il non essere nascosto", il "dis-velamento") è una di queste. Ricorderò questo capolavoro non solo per la sua enigmatica incompiutezza (termina infatti misteriosamente al paragrafo 83, cioè a circa un terzo da quella che era l'idea di partenza di Heidegger), ma soprattutto per il fatto che è stato il testo filosofico che ho portato al primo esame universitario... probabilmente il mio percorso di studi finirà proprio da qui...

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