La Banda della Magliana fu un'organizzazione criminale romana attiva tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Novanta, responsabile di omicidi, traffico di droga e rapporti documentati con ambienti della politica, della massoneria e dei servizi segreti italiani.
I libri sulla Banda della Magliana interessano a chi vuole ricostruire uno dei capitoli più oscuri della storia criminale italiana, ma anche a chi studia il rapporto tra criminalità organizzata e potere nell'Italia repubblicana. La struttura del sodalizio — nato nei quartieri periferici di Roma tra il 1977 e il 1978 — è al centro di studi che ne ricostruiscono la gerarchia interna, le divisioni territoriali e i meccanismi di controllo del mercato della droga nella capitale.
Alcuni titoli affrontano i legami con la Loggia P2 di Licio Gelli e con esponenti dei servizi segreti deviati, un filone che attraversa anche le inchieste sul sequestro e l'omicidio di Aldo Moro del 1978. Una parte dei volumi si concentra sulle figure chiave: Renatino De Pedis, Franco Giuseppucci detto “er Negro”, Maurizio Abbatino detto “Crispino”, i cui percorsi biografici ricostruiscono l'intera parabola del gruppo. Sono presenti anche analisi che esaminano i rapporti con Cosa Nostra e con la Camorra, e il ruolo della banda nei misteri italiani degli anni Ottanta, incluso il caso Emanuela Orlandi.
La Banda della Magliana operò per oltre un decennio senza una struttura verticistica rigida, distinguendosi dalle mafie tradizionali per un modello organizzativo più fluido e per la capacità di stringere alleanze trasversali. Il processo istruito dalla Procura di Roma negli anni Novanta portò a oltre quaranta condanne definitive. Le deposizioni di Maurizio Abbatino, diventato collaboratore di giustizia nel 1992, costituirono la fonte principale per la ricostruzione giudiziaria dell'organizzazione. Il giornalista Giovanni Bianconi ha ricostruito le vicende del gruppo in volumi diventati riferimento per il giornalismo d'inchiesta italiano. La serie televisiva Romanzo Criminale (2008–2010), tratta dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, ha moltiplicato l'interesse editoriale sul tema, generando un filone tra saggistica e narrativa che continua ad aggiornare la letteratura disponibile.
Un secondo livello di lettura riguarda il contesto politico-istituzionale in cui la banda operò. Alcuni studi esaminano i rapporti con il Banco Ambrosiano e con ambienti vaticani, tema che si intreccia con la morte di Roberto Calvi nel 1982 e con l'inchiesta sul caso Orlandi, riaperta dalla Commissione parlamentare d'inchiesta nel 2023. La questione della sepoltura di Enrico De Pedis nella basilica di Sant'Apollinare a Roma — emersa pubblicamente nel 2005 — ha aperto un filone autonomo di indagine giornalistica e giudiziaria.