Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 264,88 KB
  • Pagine della versione a stampa: 162 p.
    • EAN: 9788858424858

    10° nella classifica Bestseller di IBS eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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    Recensioni dei clienti

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      Valentina

      14/10/2017 11:05:15

      Una storia e una scrittura straordinarie. A me la penna dell'autrice ha ricordato quella della Ferrante. Difficilmente si dimentica un libro così, doloroso ma allo stesso tempo di speranza. Un premio Campiello davvero meritato.

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      LEOPOLDO ROMAN

      05/10/2017 16:36:02

      Il dramma di una ritornata, una bambina di pochi anni, che è affidata a una lontana cugina della sua vera mamma e che poi, dopo qualche anno in cui l’affetto da quest’ultima dimostratole aveva in sostanza sostituito quello materno, il ritorno a casa per un motivo che resterà per lei misterioso fin quasi al termine del romanzo. Un racconto intenso, scorrevole, coinvolgente e a volte anche commovente, che si sviluppa proprio nella ricerca di quel perché, fra supposizioni, ammiccamenti, mezze ammissioni e segreti, pian piano svelati. L’arminuta però non ritroverà mai se stessa. Un bambino non potrà mai trasformarsi in un pacco e né l’affetto, né i legami di sangue potranno mai sostituirsi all’amore. Un testo ben scritto, consigliabile a tutti, che ti lascia qualcosa dentro.

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      daniele di giacomo

      22/09/2017 14:04:29

      L’arminuta è un termine dialettale abruzzese, qui italianizzata dall’autrice per renderla comprensibile a tutti e vuol dire pressappoco “la persona che è tornata”. Potrebbe essere tradotta anche come “la ritornante”, termine utilizzabile in una storia horror o di fantascienza. Ma la storia va ben oltre i generi citati e coinvolge l’ignaro lettore in una racconto emotivamente forte, e parla di una verità oggi lontana, ma che nel dopoguerra ha coinvolto zone povere di tutta Italia, ma soprattutto del centro sud. Qui si parla di miseria, di povertà, di ignoranza, di speranza, di menzogna, di segreti. Questo romanzo andrebbe letto per due ragioni sostanziali: l’autrice sa scrivere. Potrebbe sembrare un’affermazione banale, ma oggi si fa fatica nella moltitudine di romanzi pubblicati a trovare scrittori contemporanei che sappiano coinvolgere a fondo nella lettura l’ignaro lettore, attraverso una scrittura elegante. La scrittura infatti è coinvolgente, a tratti sconvolgente nel rappresentare l’emotività della giovane protagonista. La seconda ragione è da ricercare nel tema trattato, la miseria nell’Abruzzo degli anni sessanta, un territorio devastato dalla povertà, dall’ignoranza, chiuso in se stesso, in cui famiglie numerose facevano fatica a sfamarsi. E’ qui che “ritorna” la protagonista della storia, riconsegnata alla sua famiglia d’origine, dopo che era stata affidata in tenera età a degli zii benestanti che di figli non potevano averne. E lei, la protagonista, di colpo si trova catapultata in un mondo che non le appartiene, anche se è il mondo in cui sarebbe cresciuta se non fosse stata data in affidamento. E se per un giovane lettore questo potrebbe essere quasi un romanzo di fantascienza per il tema trattato, dovrà invece ricredersi nello scoprire che quella dell’affidamento in un passato non troppo lontano era pratica piuttosto diffusa tra la popolazione povera. Una storia che porta alla riflessione, un romanzo che si legge tutto d’un fiato.

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      Maria Cristina Flumiani

      20/09/2017 14:32:25

      STORIA DI UN ABBANDONO Ho comprato il libro perché mi ha incuriosito il titolo e perché mi è stato consigliato da conoscenti, lettori appassionati ma critici. E' una storia ambientata in una realtà di miseria dove i sentimenti sembrano scarsi come i soldi; la protagonista è una bambina che viene adottata da una zia benestante; ma quando è adolescente, viene restituita alla famiglia d'origine senza spiegazioni. Naturalmente soffre molto del distacco da quella che reputava la sua vera madre; si convince che ci fosse un motivo grave perché non vuole dubitare dell’affetto di chi l’ha allevata fino ad allora. Ora deve chiamare mamma e papà i suoi genitori originari, due estranei poveri e ignoranti; e, da figlia unica quale era, si trova ad avere quattro fratelli rumorosi; per fortuna riesce a stabilire un rapporto di complicità con due di loro, Adriana e Vincenzo. È il diario amaro di un’arminuta* che si sente respinta, abbandonata, ignorata dalla persona di cui si fidava di più. A volte gli adulti tacciono una verità scomoda per comodità; mentre spiegando le proprie scelte potrebbero evitare sofferenze che si radicano nell'animo di chi le subisce minandone l'autostima. Ma il romanzo non si limita alla protagonista e ai suoi sentimenti ma descrive la realtà in cui viene a trovarsi, una realtà dura, grama, difficile da vivere e da accettare; c’è chi lavora duramente e chi cerca di fare soldi in altri modi per sfuggire al destino dei genitori e delle persone che lo circondano. Ma l’autrice lascia intendere che la retta via rimane la migliore. Dal testo: "Solo a pochi passi l'ho vista e mi sono fermata di colpo. Occupava una sedia alta, dallo schienale rozzamente intagliato, come un rustico trono all'aperto. Era vestita di un grembiulone abbottonato sul davanti, del colore dell'ombra che la copriva. Sono rimasta lì a guardarla, incantata dalla sua fiabesca imponenza (a pag. 112). * restituita

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      Paola

      10/09/2017 08:29:34

      Libro letto in un fiato e incontrato l'autrice (gentilissima). Consigliato sia per la storia sia per com'è narrata. Bisognerebbe farlo leggere a scuola. Complimenti a Donatella di Pietrantonio per il premio Campiello!

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      storesa81

      31/08/2017 14:56:09

      5 stelle meritatissime. Che scrittura! Consigliatissimo

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      Domenico

      20/08/2017 18:17:22

      Libro bellissimo, tratta temi sensibili( la madre, la separazione, ) nei quali è facile perdersi nel banale e nella retorica, con un linguaggio essenziale, profondo, emozionante. Un incanto, da non perdere

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      gianni

      18/08/2017 10:01:16

      ho trovato questo libro davvero molto bello, scritto benissimo, avvolgente e intenso. Racconta la storia di una bambina che cresce e che per una questione famigliare si trova catapultata in una realtà dove la povertà e la fame sono pressanti e sempre presenti. Libro assolutamente da leggere.

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      Lory

      17/08/2017 16:30:04

      Storia che mi è piaciuta molto.Tra i vari personaggi, una nota sulle madri: quella affidataria e quella naturale che hanno dimostrato di non essere all'altezza del loro compito, soprattutto la prima che non ha intuito la maturità della ragazzina, nascondendole la verità e nel finale, rivelando di non aver ancora imparato a comportarsi da mamma esperta.

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      tiziana

      08/08/2017 09:51:34

      sono abruzzese e sono stata bambina più o meno in quell'epoca, mi sono sentita catapultata in quei giorni, leggendo il libro tutto mi sembrava reale. Bellissima storia, ho adorato Adriana.

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      Jane

      06/08/2017 12:57:00

      Una storia dolorosa raccontata in prima persona con un linguaggio aspro ed essenziale; personaggi secondari delineati con pochi tratti illuminano come stelle cadenti il cielo buio di un'anima sola piena di rabbia e affamata di affetto.

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      Rossella

      06/08/2017 10:20:28

      Anche per me è un 5 meritatissimo . La scrittura scarna ed essenziale , scattante e sintetica , cattura fin dalle prime pagine e tiene incollati alla storia di questa bambina "in bilico" tra due famiglie . Davvero uno dei libri più belli che ho letto.

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      Annacarla

      31/07/2017 13:16:27

      "Un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi." Credo che la frase di Kafka si addica pienamente a questo bellissimo romanzo. Un romanzo che restituisce il gusto della lettura: sia per il linguaggio incredibilmente scarno,ma efficace e poetico, sia per l'intensità della trama. Da leggere. E da rileggere.

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      Nino Basile

      25/07/2017 19:05:49

      L'Armitura è un romanzo che fa compiere inevitabilmente un viaggio a ritroso. Il titolo già riassume, in maniera brillante, l'itinerario di "ritorno" verso il "suo" mondo, quello a cui in verità appartiene la protagonista. Un mondo reale! Un mondo privo di illusioni, quelle su cui aveva costruito, fantasticando la sua vita sino a quell'età. L'Armitura mi ha confermato quanto sia terribile scoprire che quelle persone che abbiamo idealizzato, sono invece normali, come noi, come tante altre, e quindi capaci di cedere a debolezze! Per me è stato il primo romanzo della Di Pietrantonio e devo dire che mi ha appassionato! Vorrei adesso leggere Mia madre è un fiume.

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      Renato

      21/07/2017 16:58:24

      L'Arminuta ti prende per mano e ti porta in un mondo povero, ma affascinante, non tanto lontano nel tempo, ma abbastanza da sembrare un'altra epoca e un altro mondo. Per chi come me che ho passato i cinquanta e ha vissuto quel tempo, magari in un piccolo paese, questa storia e tutte le storie che la contornano formano un viaggio nel tempo, un ricordo, tanti ricordi impressi nella mente e fatti scivolare fuori con la magia delle parole. Un racconto che è una poesia dolce e amara, ma che lascia quel sapore indimenticabile della bellezza del vivere. Personaggi indimenticabili, seppure brevi, e una rabbia dentro che sa di buono e di perdono.

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      Chiara

      17/07/2017 10:05:25

      Lascio anch'io 5 stelle meritatissime a questo magnifico romanzo che mi ha tenuta incollata fin dalla prima pagina. Non conoscevo Donatella Di Pietrantonio ma con questo libro entra di diritto nella rosa dei miei scrittori preferiti.

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      isabella70

      16/07/2017 12:53:49

      Se il libro partecipasse ad un concorso cinematografico si meriterebbe il premio per la migliore attrice non protagonista: Adriana. La sorella ritrovata, l'ancora di salvezza in una vita nuova e tempestosa e la speranza per una migliore; una bambina che all'occorenza tira fuori la maturità che la vita dura le ha insegnato, e allo stesso tempo è capace di vivere squarci di vita infantile come quando mette su il broncio per nulla. Un carattere genuino, schietto, sincero, generoso, essenziale come il linguaggio di questo bel libro forse troppo breve.

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      Dona

      13/07/2017 12:27:25

      Bellissimo libro, coinvolgente, il libro più bello che ho letto nel 2017.

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      Donatella

      09/07/2017 17:59:56

      L'autrice conferma la forza della sua scrittura: essenziale ma incisiva. La storia attraversa una miriade di tematiche, al centro delle quali si trova quella del rapporto madre-figlia, tema prediletto dalla scrittrice fina dal suo primo romanzo "Mia madre è un fiume". Il mondo contadino, smitizzato e ritratto in tutta la sua durezza, è affiancato da quello borghese, raffinato nei modi ma crudele nell'ipocrisia, di cui pagano il prezzo più alto, sempre e immancabilmente, i più deboli. Unico riscatto possibile: l'istruzione, a patto di trovare qualcuno che ti aiuti e ti sostenga, con la consapevolezza che certe ferite non le rimargina niente e nessuno. Unico limite: finale in parte deludente, forse scontato, cosa che il testo non merita.

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      virginio

      25/06/2017 15:31:08

      Breve, intenso, profondo e coinvolgente. E' uno dei più bei libri che abbia letto.

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