Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 264,88 KB
  • Pagine della versione a stampa: 162 p.
    • EAN: 9788858424858

    nella classifica Bestseller di IBS eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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      alessia peragine

      16/01/2018 19:19:09

      Si dice di mamma ce n'è una sola, ma in questo romanzo abbondano.E abbandonano,lasciando al lettore come alla protagonista il dubbio su quali siano state le motivazioni di una simile scelta. L' Arminuta è una ragazzina di 13 anni, cresciuta vicino al mare con una mamma bella,elegante, perfetta, ma non sua.A un certo punto torna a vivere nel paese di montagna con la sua mamma d'origine,che ha rinunciato a lei in fasce. Si può ricostruire un rapporto interrotto dopo tanti anni e in mezzo ad una famiglia numerosa, chiassosa, raffazzonata anche nei sentimenti? L' Arminuta significa la ritornata, ma la protagonista si definisce la "restituita" sentendosi un pacco, in compagnia di tutte le sue paure che si affacciano di notte a farle compagnia.In una casa piccola e piena di vita, per quanto fuori dalle regole e senza particolari delicatezze, la compagnia non manca, ma è difficile farsi spazio negli affetti e nei luoghi. Per non parlare del contesto scolastico,la protagonista si aggira fra coetanei così diversi da lei e dal suo garbo cittadino. Eppure, in tanto trambusto, c'è una figura sempre al suo fianco:Adriana, la sorellina piccola. Questo personaggio attira simpatia a tutto tondo,a tratti goffa, a tratti quasi insolente, ma terribilmente autentica, nello stupore di una bimba che vedrà il mare per la prima volta, come nella saggezza con cui snocciola risposte,tipica di chi non ha avuto nè tempo nè occasione per essere viziata. Nel romanzo si parla di due madri: una "del mare", l'altra "del paese",ma ad un certo punto la protagonista arriverà a pensare di essere figlia solo delle sue paure, non riconoscendo nell' atteggiamento di nessuna delle due l' afflato materno. Il romanzo scorre con un linguaggio scarno ma che arriva dritto al cuore.Sembra una perfetta rappresentazione del territorio in cui è ambientata la storia:l' Abruzzo schietto e genuino.Come l'amore di una madre (di cuore prima che di pancia).

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      paolo

      15/01/2018 16:41:14

      Onestamente il mio voto sarebbe un 3 ma di fronte a questo plebiscito mi sento un po’ intimidito quindi mi adeguo. 3 stelle perché certamente in questo romanzo più volte c’è bellezza (valga il personaggio della sorellina Adriana) ma di sicuro non si raggiunge la grandezza. Lo stile, con l’alteranza di presente e imperfetto, le frasi brevi, con poche virgole, pochi incisi, mi ha ricordato Pavese. La storia è minima, lineare, filante, di poche sorprese: abbandono, ritorno, rabbia, gelosia, un po’ di morte. Non torna molto il carattere della protagonista, la sua precoce maturità, la sensibilità non le bastano a comprendere, se non in un processo che s’intuisce di diversi anni, le ragioni dell’abbandono (fin dall’inizio non definitivo ne violento) da parte della falsa madre. Sarebbe bastato dirle: ragazza, il mondo non gira solo intorno a te. Avrebbe capito subito....

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      Giacomo

      14/01/2018 18:05:09

      Bellissimo, romanzo toccante.

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      silvia

      11/01/2018 19:21:58

      "L'Arminuta" è un capolavoro inatteso in cui l'io narrante adotta quel tono solenne che talvolta hanno gli adolescenti, anche lo stile è lapidario ma impreziosito da frasi simili a versi di una poesia, il ritmo segue il naturale volgere degli eventi. Suspense sorprendente, in equilibrio su una trama densa, seppur costruita su pochi elementi insignificanti. L'argomento trattato accompagna ognuno di noi nel corso dell'esistenza: essere abbandonati, evento tanto amaro quanto ingiustificato, in contrasto con il desiderio profondo che tutto resti immutabile. Tuttavia l'autrice va ben oltre la delusione lacerante della privazione, spingendosi verso lo spiraglio di luce dato dalla possibilità di riscatto, di percorrere sentieri nuovi, proprio grazie alla maggiore resistenza acquisita tramite l'oblio.

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      Maria56

      05/01/2018 12:02:58

      Semplicemente stupendo! Letto tutto d'un fiato. A volte commovente da far venir le lacrime. Scritto magistralmente

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      Gaia M.

      29/12/2017 09:37:29

      L'ho letto tutto di un fiato. Semplicemente meraviglioso.....tanto che quando finisce ti manca. Scritto molto bene. Consigliatissimo!

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      Barbazuk

      15/12/2017 10:15:30

      Come non lasciarsi coinvolgere dalla trama agrodolce di questo romanzo? Assolutamente da leggere.

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      Simona Massara

      11/12/2017 20:44:05

      Libro meraviglioso storia che coinvolge dalle prime righe ! Un dispiacere finirlo! Complimenti alla autrice!

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      Carla

      11/12/2017 12:14:11

      Finalmente un premio meritato! Ma che bel libro. Ben scritto, dolce, amaro. Da leggere.

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      Rossano Garibotti

      10/12/2017 09:55:25

      Ogni tanto succede di incappare in un meritato Premio (Campiello,Strega) fatto inconsueto in Italia, e di riscontrare come al premio della critica corrisponda quello generale dei lettori. L'idea è originale, ma è la capacità dell'autrice a risultare vincente. Uno stile capacissimo capace di introdurre una nuova modalità di espressione nello stile, e un racconto all'altezza della situazione. È allora che l'idea risulta originale poiché ottimamente scritta e ben raccontata. Forse avrei preferito un poco più di linguaggio diretto; manca forse un elemento tipico di certe famiglie quale la religione e i suoi riti, o al contrario la politica. Ma la narrazione è completa e fa vibrare profonde corde dell'anima; il sentimento che scaturisce nel lettore è autentico come raramente accade.

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      Mauro MdA

      04/12/2017 15:32:39

      Non perché Abruzzese d' origine e per evitare elogi gratuiti ed inutili, questo libro davvero mi ha coinvolto ed affascinato. Lo stile schietto, veloce ma essenziale della scrittura, non disturbano come all' inizio, anzi. A man mano che il racconto scorre, se ne ha bisogno sempre di più perché ti travolge con la sua semplicità e pochezza armonica rispetto ad un linguaggio ricco e eccessivamente narrativo. Scrittrice da seguire perchè sensibile e coinvolgente. Le numerose descrizioni e considerazioni della sorella Adriana sono perfette.

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      n.d.

      27/11/2017 19:00:17

      Molto ben scritto, la prima metà della storia (il trasferimento dal mare alla campagna) mi è piaciuta molto. Poi, quando ho intuito il perché dell'abandono, ho perso un po' l'interesse.

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      Gabriella

      26/11/2017 20:18:05

      Bellissimo, penetrante.

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      Ciro D'Onofrio

      10/11/2017 22:59:25

      Dalla scrittura asciutta, essenziale e concreta della Di Pietrantonio nasce L’Arminuta, storia breve ed intensa che si legge velocemente ma che porta in dote una fortissima carica di temi fondamentali che ruotano attorno alla quattordicenne protagonista, l’arminuta, che in dialetto abruzzese è la “ritornata”. I dolori, le frustrazioni, le attese e le speranze di una ragazza raccontate senza indulgenza, segnata dal tradimento di due madri, che trova conforto e slancio nel ruolo di sorella, per quei fratelli che non sapeva di avere. Una storia originale,dolce ed amara, di chiari e di scuri che si rispecchia e si riconosce nella terra che fa da sfondo,l’Abruzzo, fatta di montagne aspre, fredde ed inospitali ma anche di un mare di sorprendente accoglienza.

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      Francesca

      05/11/2017 10:42:35

      Libro coinvolgente, linguaggio efficace, duro, tagliente. Ho amato Vincenzo, Adriana, Giovanni. .... e nulla è come appare....

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      mArt

      30/10/2017 18:12:46

      Il libro inizialmente non mi ha preso. Troppo duro, troppo secco il linguaggio con cui l'autrice descrive i personaggi e gli avvenimenti. Ma dopo un pò ti prende la storia di questa adolescente e del rapporto che la lega a sua sorella di qualche anno più piccola. E alla fine non tutto è come ci si aspettava che fosse . Assolutamente da leggere.

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      Teddy

      26/10/2017 13:19:43

      Un libro fresco fresco che mi ha davvero colpito. Una bambina, alle soglie dell’adolescenza, viene riportata dalla famiglia adottiva alla famiglia di nascita. Da un ambiente civile, di città di mare, la bimba si ritrova in un paesino dei monti abruzzesi, nel mezzo di una nuova famiglia che parla in dialetto e fa parte di un proletariato fine anni settanta. Ovviamente tutto a sorpresa. La prima madre sembra essere malata, forse per questo non la può più tenere, mentre la vera madre è una dura matrona di campagna, povera e severa. Nella nuova famiglia ci sono tre fratelli, due dei quali la deridono e la molestano, mentre il più grande, Vincenzo, si fa ammaliare dall’arminuta, la ritornata in dialetto locale. Poi si sono: il piccolo ultimo nato, purtroppo con un forte ritardo mentale, ma non emozionale; e Adriana, la sorellina di poco più giovane. Il racconto mi ha dato grande tristezza, perché davvero fa entrare, un poco come Inside-Out (ma anche meglio), nelle tristezze di una adolescente forte e intelligente, ma anche nel suo dolore. E come si gestisce il dolore di un figlio? È una domanda che mi pongo da un paio d’anni. Alla fine di questa triste storia, c’è ovviamente il disvelamento e si capisce che la storia ha un’interprete diversa da ciò che ci si immagina durante la lettura. E la frase finale, secondo me, è davvero un capolavoro: “Stringendo un poco le palpebre l’ho presa prigioniera tra le ciglia”.

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      giovannam

      24/10/2017 07:45:17

      Il libro è davvero un piccolo gioiello. Lo stile della scrittrice è asciutto ma ricco di figure e descrizioni cosi ben fatte che il romanzo si legge in un batter d'occhio. La trama è tutto sommato semplice ma non manca il colpo di scena finale. Per me vale la pena di leggerlo e di consigliarlo a chi non l'ha ancora letto.

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      n.d.

      19/10/2017 22:19:28

      Finalmente un romanzo originale che si legge con gusto. Una rarità in un panorama piatto di racconti costruiti, quando va bene, solo con una banale miscela di sesso, sangue e volgarità.

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      n.d.

      15/10/2017 20:07:48

      Una prosa dalle immagini poetiche, eppure scarna, mai indulgente.

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