Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Edizione: 1
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 14 febbraio 2017
Pagine: 162 p., Rilegato
  • EAN: 9788806232108

27° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Manu

    03/08/2018 06:31:49

    Era più di un anno che avevo intenzione di acquistarlo e poi finalmente dopo una lunga attesa l'ho fatto. Non sono deluso dell'acquisto anche se mi aspettavo qualcosa di piú dal romanzo viste le recensioni positive. La storia é interessante e si percepisce la sofferenza della ragazza al cambio di vita radicale che la vita gli mette davanti. Sicuramente é una di quelle storie che fa più effetto su una donna che su un uomo.

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    Federica

    16/07/2018 17:16:33

    Libro aspro, a tratti duro ma coinvolgente. La protagonista lacerata tra le due figure materne impara a superare le sue paure con l'aiuto della sorella Adriana. Forse la conclusione poteva essere più approfondita, è un po' come se il racconto rimanesse sospeso... ma a parte questo mi è piaciuto molto.

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    Simone F

    11/07/2018 09:40:35

    Una storiella da quattro soldi, deludente. Avevo letto recensioni entusiaste che mi hanno spinto ad acquistare questo romanzo. Io che ho amato Pennacchi, Bedeschi ed altri, non l'ho apprezzato . Non lo consiglio.

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    Nadia

    04/07/2018 19:06:12

    Un breve romanzo che tocca il cuore.

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    nadia

    22/06/2018 11:37:18

    Bel libro, intenso, anche se molto breve

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    vinnyrasky

    14/06/2018 20:11:27

    Mi sono approcciato al libro con un filo di timore. Non sarà l'ennesimo libro premiato dalla critica che poi puntualmente disattende il palato del lettore? Tale interrogativo si è sciolto pian piano che il romanzo ingranava. Scrittura essenziale, priva di fronzoli, cruda e pertanto così vera. L'arminuta è a metà strada tra la famiglia di origine e quella acquisita e in questo limbo scopre il rapporto quasi incestuoso con il fratello Vincenzo e l'amore fraterno con la sorella Adriana, che talvolta con il suo parlare così maturo sottrae la scena alla protagonista. Per questa volta il premio Campiello credo sia stato egregiamente meritato!

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    serborg

    07/06/2018 20:29:17

    Un romanzo graffiante che pianta le unghie nella carne fino a far sanguinare, con durezza ma anche con dolcezza. Scava nei personaggi fino a trovare sotto le apparenze amore e voglia di vivere nonostante la tragedia e le miserie della vita. Sulla lunghezza nulla da dire, ma rispetto per l'autrice. Un libro che fa riflettere e ne abbiamo tutti bisogno in questi tempi smart. Bravissima!

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    n.d.

    06/06/2018 22:17:56

    Prima lettura dell'autrice, cui faranno seguito sicuramente altri romanzi.

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    Emanuele

    10/05/2018 16:17:58

    Devo essere sincero. Questo romanzo non mi ha entusiasmato, per quantone abbia apprezzato la scrittura scarna e a tratti molto incisiva. A mio avviso molti personaggi sono appena abbozzati e tutto sommato piuttosto statici. In alcune parti del romanzo mi è sembrato di leggere alcuni tecnicismi di scrittura poco funzionali alle situazioni narrate. In ogni caso, una lettura piacevole e coinvolgente. Non un capolavoro.

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    n.d.

    05/05/2018 06:35:44

    Una lettura che consiglio a tutti: una storia semplice eppure potente, la scrittura coinvolgente, immediatamente ci si sente parte della vita delle due piccole protagoniste.

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    Lorena

    02/05/2018 11:45:12

    Un romanzo difficile da dimenticare. Leggetelo.

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    Maria Vittoria

    16/04/2018 09:16:26

    Madre-figlia, sorella-sorella, sorella-fratello. Sono tanti i rapporti descritti in quello bellissimo romanzo. Rapporti che inevitabilmente hanno alti e bassi ma sono profondi e nutriti da sentimenti sinceri. Dopo Bella Mia ho voluto leggere qualcos'altro di questa scrittrice e sono di nuovo rimasta piacevolmente colpita.

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    alius

    10/04/2018 08:38:25

    Una bellissima scrittura, una storia che senti molto mentre leggi. Però mi aspettavo molto di più da questo libro: è troppo corto, non sviluppa abbastanza i personaggi, alla protagonista succedono sempre le stesse cose, l'ho trovato un po' ripetitivo

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    Francesca

    15/03/2018 09:31:53

    Bellissimo. Ero scettica, visto il tanto parlare. Mi sono piacevolmente ricreduta. Divorato in un giorno.

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    Rosanna

    12/03/2018 15:12:31

    Bellissimo. Una famiglia segnata dalla povertà che fa una scelta inaccettabile di cui pagherà le spese una bambina. La protagonista è lei, l'arminuta, la ritornata, colei che viene restituita dai genitori adottivi a quelli naturali senza una spiegazione, un perché. E la ragazza, piena di rabbia e dolore, deve adattarsi ad una situazione di disagio e povertà con cui lei, vissuta nel benessere, non aveva alcuna familiarità. Eppure, grazie soprattutto alla sorella Adriana, personaggio splendido carico di umanità e genuino buon senso, la figlia restituita troverà un suo equilibrio e riuscirà a realizzare nel suo cuore che, nonostante tutto, quella famiglia che l'aveva allontanata l'ha amata senza mai dimenticarla. E la madre, quella adottiva, rivela una natura fragile e inconsistente come il suo amore per l'arminuta. Dolore e riscatto. Abbandono e ritorno. Splendido.

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    chicca

    12/03/2018 14:24:08

    Un libro magnifico e terribile, come raramente mi è capitato di leggere. Un premio Campiello meritatissimo. Una scrittura potente, scarna, tagliente al pari della storia. C'è qualcosa di intimamente pudico nel racconto, un voler prendere le distanze emotive per lasciare al lettore il ruolo di giudice: assolutaemtne straordinario. Mervigliosa anche lo foto in copertina. In poche parole un capolavoro. Dovrebbe essere letto nelle scuole.

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    Loris

    08/03/2018 09:51:37

    Mi sono accostato alla lettura con qualche timore legato ad un presunto eccesso di sentimentalismo. La scrittura controllata ed essenziale dell’autrice riesce a mantenere salda la narrazione, costruisce personaggi vividi e tratteggia in modo efficace gli ambienti sociali, giocando sul contrasto tra la provincia segnata dalla povertà e la città di mare dagli agi borghesi. Due madri personificano l’eterno conflitto tra origine biologica e contesto culturale, pronto a deflagrare alle soglie dell’adolescenza. L’identità si smarrisce, cerca appigli e nuovi legami nell’attrazione sessuale, trova conforto in una sorella che si presenta come guida, ma al contempo chiede cura ed affetto. La vita progredisce tra lutti e rivelazioni, gli aspetti pratici dell’esistenza si ‘aggiustano’, ma il vuoto resta, come testimoniano i brevi salti temporali in avanti che inframmezzano la narrazione.

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    LIA

    27/02/2018 11:03:01

    Un romanzo che scava nella psiche della protagonista, veramente molto bello ed appassionante. L'unico piccolo neo è che il personaggio della madre adottiva l'ho trovato forse un po' improbabile. Comunque merita di essere letto.

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    AntonellaM.

    23/02/2018 15:37:05

    Che tristezza! Bellissimo.

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    Gian Luca

    06/02/2018 12:13:09

    Semplicemente delizioso, mai banale. Il libro ha solo un difetto: finisce. E questo è il destino che accomuna tutte le cose della vita.

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Le prime pagine del romanzo

A tredici anni non conoscevo piú l’altra mia madre.
Salivo a fatica le scale di casa sua con una valigia scomoda e una borsa piena di scarpe confuse. Sul pianerottolo mi ha accolto l’odore di fritto recente e un’attesa. La porta non voleva aprirsi, qualcuno dall’interno la scuoteva senza parole e armeggiava con la serratura. Ho guardato un ragno dimenarsi nel vuoto, appeso all’estremità del suo filo.
Dopo lo scatto metallico è comparsa una bambina con le trecce allentate, vecchie di qualche giorno. Era mia sorella, ma non l’avevo mai vista. Ha scostato l’anta per farmi entrare, tenendomi addosso gli occhi pungenti. Ci somigliavamo allora, piú che da adulte.

La donna che mi aveva concepita non si è alzata dalla sedia. Il bambino che teneva in braccio si mordeva il pollice da un lato della bocca, dove forse voleva spuntargli un dente. Tutti e due mi guardavano e lui ha interrotto il suo verso monotono. Non sapevo di avere un fratello cosí piccolo.
– Sei arrivata, – ha detto lei. – Posala, la roba.
Ho solo abbassato gli occhi sull’odore di scarpe che usciva dalla borsa se la muovevo appena. Dalla stanza in fondo, con la porta accostata, proveniva un russare teso e sonoro. Il bambino ha ripreso la lagna e si è rivolto verso il seno, colando saliva sui fiori sudati del cotone stinto.
– Tu non chiudi? – ha chiesto secca la madre alla ragazzina che era rimasta immobile.
– Non salgono quelli che l’hanno portata? – ha obiettato lei indicandomi con il mento a punta.
Lo zio, cosí dovevo imparare a chiamarlo, è entrato proprio allora, in affanno dopo le scale. Nella calura del pomeriggio estivo teneva con due dita la gruccia di un cappotto nuovo, della mia taglia.
– Tua moglie non è venuta? – gli ha domandato la mia prima madre alzando il tono per coprire il lamento che aumentava tra le sue braccia.
– Non si muove dal letto, – ha risposto con uno scarto della testa. – Ieri sono uscito io a comprare qualcosa, anche per l’inverno, – e le ha mostrato la targhetta con la marca del mio cappotto.
Mi sono spostata verso la finestra aperta e ho deposto i bagagli a terra. In lontananza un frastuono numeroso, come sassi scaricati da un camion.
La padrona di casa ha deciso di offrire il caffè all’ospite, cosí l’odore avrebbe pure svegliato il marito, ha detto. È passata dalla sala da pranzo spoglia alla cucina, dopo aver messo il bimbo a piangere nel box. Lui ha cercato di tirarsi su aggrappandosi alla rete, in corrispondenza di un buco riparato grossolanamente con un intreccio di spago. Quando mi sono avvicinata, ha urlato di piú, stizzito. La sorella di tutti i giorni l’ha tolto con uno sforzo da lí dentro e lo ha lasciato sulle mattonelle di graniglia. Si è mosso gattoni, verso le voci in cucina. Lo sguardo scuro di lei si è spostato dal fratello a me, restando basso. Ha arroventato la fibbia dorata delle scarpe nuove, è salito lungo le pieghe blu dell’abito, ancora rigide di fabbrica. Alle sue spalle un moscone volava a mezz’aria sbattendo di tanto in tanto contro il muro, in cerca di un vuoto per uscire.
– Pure ’sto vestito te l’ha pigliato quello là? – ha chiesto piano.
– Me l’ha preso ieri proprio per tornare qui.
– Ma chi ti è? – si è incuriosita.
– Uno zio alla lontana. Sono stata con lui e sua moglie fino a oggi.
– Allora la mamma tua qual è? – ha domandato scoraggiata.
– Ne ho due. Una è tua madre.
– Qualche volta ne parlava, di una sorella piú grande, ma io non ci credo tanto a essa.
Di colpo mi ha stretto la manica del vestito tra le dita avide.
– Questo tra poco non ti entra piú. L’anno che viene lo puoi passare a me, stai attenta che non me lo rovini.
Il padre è uscito scalzo dalla camera da letto, sbadigliando. Si è presentato a torso nudo. Mi ha vista, mentre seguiva l’aroma del caffè.
– Sei arrivata, – ha detto, come sua moglie.