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Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2017
Pagine: 162 p., Rilegato
  • EAN: 9788806232108

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Le prime pagine del romanzo

A tredici anni non conoscevo piú l’altra mia madre.
Salivo a fatica le scale di casa sua con una valigia scomoda e una borsa piena di scarpe confuse. Sul pianerottolo mi ha accolto l’odore di fritto recente e un’attesa. La porta non voleva aprirsi, qualcuno dall’interno la scuoteva senza parole e armeggiava con la serratura. Ho guardato un ragno dimenarsi nel vuoto, appeso all’estremità del suo filo.
Dopo lo scatto metallico è comparsa una bambina con le trecce allentate, vecchie di qualche giorno. Era mia sorella, ma non l’avevo mai vista. Ha scostato l’anta per farmi entrare, tenendomi addosso gli occhi pungenti. Ci somigliavamo allora, piú che da adulte.

La donna che mi aveva concepita non si è alzata dalla sedia. Il bambino che teneva in braccio si mordeva il pollice da un lato della bocca, dove forse voleva spuntargli un dente. Tutti e due mi guardavano e lui ha interrotto il suo verso monotono. Non sapevo di avere un fratello cosí piccolo.
– Sei arrivata, – ha detto lei. – Posala, la roba.
Ho solo abbassato gli occhi sull’odore di scarpe che usciva dalla borsa se la muovevo appena. Dalla stanza in fondo, con la porta accostata, proveniva un russare teso e sonoro. Il bambino ha ripreso la lagna e si è rivolto verso il seno, colando saliva sui fiori sudati del cotone stinto.
– Tu non chiudi? – ha chiesto secca la madre alla ragazzina che era rimasta immobile.
– Non salgono quelli che l’hanno portata? – ha obiettato lei indicandomi con il mento a punta.
Lo zio, cosí dovevo imparare a chiamarlo, è entrato proprio allora, in affanno dopo le scale. Nella calura del pomeriggio estivo teneva con due dita la gruccia di un cappotto nuovo, della mia taglia.
– Tua moglie non è venuta? – gli ha domandato la mia prima madre alzando il tono per coprire il lamento che aumentava tra le sue braccia.
– Non si muove dal letto, – ha risposto con uno scarto della testa. – Ieri sono uscito io a comprare qualcosa, anche per l’inverno, – e le ha mostrato la targhetta con la marca del mio cappotto.
Mi sono spostata verso la finestra aperta e ho deposto i bagagli a terra. In lontananza un frastuono numeroso, come sassi scaricati da un camion.
La padrona di casa ha deciso di offrire il caffè all’ospite, cosí l’odore avrebbe pure svegliato il marito, ha detto. È passata dalla sala da pranzo spoglia alla cucina, dopo aver messo il bimbo a piangere nel box. Lui ha cercato di tirarsi su aggrappandosi alla rete, in corrispondenza di un buco riparato grossolanamente con un intreccio di spago. Quando mi sono avvicinata, ha urlato di piú, stizzito. La sorella di tutti i giorni l’ha tolto con uno sforzo da lí dentro e lo ha lasciato sulle mattonelle di graniglia. Si è mosso gattoni, verso le voci in cucina. Lo sguardo scuro di lei si è spostato dal fratello a me, restando basso. Ha arroventato la fibbia dorata delle scarpe nuove, è salito lungo le pieghe blu dell’abito, ancora rigide di fabbrica. Alle sue spalle un moscone volava a mezz’aria sbattendo di tanto in tanto contro il muro, in cerca di un vuoto per uscire.
– Pure ’sto vestito te l’ha pigliato quello là? – ha chiesto piano.
– Me l’ha preso ieri proprio per tornare qui.
– Ma chi ti è? – si è incuriosita.
– Uno zio alla lontana. Sono stata con lui e sua moglie fino a oggi.
– Allora la mamma tua qual è? – ha domandato scoraggiata.
– Ne ho due. Una è tua madre.
– Qualche volta ne parlava, di una sorella piú grande, ma io non ci credo tanto a essa.
Di colpo mi ha stretto la manica del vestito tra le dita avide.
– Questo tra poco non ti entra piú. L’anno che viene lo puoi passare a me, stai attenta che non me lo rovini.
Il padre è uscito scalzo dalla camera da letto, sbadigliando. Si è presentato a torso nudo. Mi ha vista, mentre seguiva l’aroma del caffè.
– Sei arrivata, – ha detto, come sua moglie.

Recensioni dei clienti

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    Alberto

    10/05/2017 17.12.57

    Spero che Donatella Di Pietroantonio scriva altri romanzi di questo livello. Una lettura coinvolgente, che sorprende per l'architettura delle frasi, per il lessico (mi ricorda Pino Roveredo), per la poesia cruda (sic) che si legge nella storia dell'arminuta. Pochi romanzi mi hanno preso fin dalla prima pagina. L'ho letto in un fiato. Da leggere.

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    bruno segatel

    28/04/2017 13.00.15

    beh...che dire gran bel libro come pochi letti in questi ultimi tempi....oltre che alla protagonista ho amato il personaggio della sorellina minore (10 anni) cresciuta forse troppo in fretta, e in grado di gestire il quotidiano della famiglia....bellissime le pagine dove "mercanteggia" alle bancarelle del mercato per la carne e la verdura e l'interventi a difesa della sorella maggiore ..nonostante lei fosse quotidianamente picchiata....un grazie a Michela Murgia che attraverso il programma "le Storie" mi ha fatto conoscere questa autrice e... un appunto a Rosa Mina... nn capisco l'unica "stelletta" dopo una recensione alquanto positiva.. "lapsus"???

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    Sesse

    27/04/2017 21.08.28

    Tanto semplice quanto profondo, intenso ed ancestrale. Una scrittrice che spero ci regalerà altri romanzi da lettere

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    RossaMina

    26/04/2017 12.31.47

    Il libro riesce a coinvolgerci molto bene nell'ansia e nei dubbi di una ragazzina che viene trattata come un pacco dall'egoismo degli adulti. Forse un pò troppo sbrigativo il finale.

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    Giuliana

    25/04/2017 09.32.02

    Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo romanzo: una storia tragica che ha tuttavia una sorta di lieto fine e fa riflettere molto sugli egoismi degli adulti, sulla deprivazione culturale e sulla resilienza. Si intravede la vita futura dell'Arminuta, ma avrei comunque desiderato continuare a leggerla.

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    Umberto Nasuti

    24/04/2017 16.51.55

    Questo è il miglior romanzo letto da qui a qualche anno. L'arminura è il titolo: Una parola abruzzese che significa la ritornata. È la storia struggente, emozionante e ricca di parole antiche piene di vuoti d'amore. Donatella Di Pietrantonio si dimostra una scrittrice di spessore che narra storie sottili. Una pittrice di ambienti familiari. Fra le righe c'è il nostro Abruzzo, il nostro essere abruzzesi, il nostro mare e la nostra montagna. Un libro che consiglio.

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    costanza

    23/04/2017 20.55.37

    Piccolo grande libro. Scritto benissimo. Storia appassionante. Non prevedibile e buonista. Mi è piaciuto molto il finale. Lo consiglio a chi ha avuto un'infanzia difficile e un intricato rapporto con genitori e fratelli. Porta in luce gli angoli bui

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    gasalbe

    19/04/2017 17.38.09

    Libro bellissimo. Cinque meritatissime stelle.

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    paola

    14/04/2017 23.04.22

    Bellissimo. Non c è frase o parola di troppo.....arriva diretto intenso garbato. Inutile dire altro.

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    spaggio

    12/04/2017 14.26.18

    Veramente bello, delicatissimo, toccante, scritto magistralmente. Wath else?

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    angelo

    31/03/2017 09.14.01

    Ingredienti: una ragazzina rispedita senza motivo ai genitori di origine, un passaggio doloroso dalla città al paese, dalla ricchezza alla povertà, una vita da diversa nell’Abruzzo di 40 anni fa in una famiglia troppo numerosa, un vuoto affettivo che solo nel finale sarà spiegato ma non colmato. Consigliato: a chi vuol riscoprire la solidità e l’amarezza delle proprie radici, a chi ha perso i legami coi genitori ma ha ritrovato quelli coi fratelli.

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    Claudio

    22/03/2017 16.52.22

    L'Arminuta, la ritornata. E' la protagonista, bambina di tredici anni, di questo bellissimo romanzo. Nata in un paesino di montagna dell'Abruzzo, consegnata a sei mesi a una famiglia di lontani cugini senza figli -lui carabiniere, lei casalinga insegnante catechista in parrocchia. abitante in un paese sul mare. Vissuta fino ad allora amata, coccolata, brava a scuola. Improvvisamente il mondo crolla. La bambina, non capendo perché, viene ritornata alla famiglia originaria. Qui convive con la miseria, non solo fisica, ma anche morale. E solo la sua estrema volontà, accompagnata da quella della sorella minore, le permetteranno di scoprire la verità sul suo ritorno.

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    fabrizia

    22/03/2017 11.16.17

    Condivido totalmente le opinioni precedenti,il romanzo è molto bello,scritto benissimo e ti prende fin dalla prima pagina ,va diretto al cuore come pochi.Non conoscevo la scrittrice ma da ora non mi sfuggirà un suo libro.Molto brava

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    Mariagrazia

    21/03/2017 11.31.40

    Un tuffo nel passato recente. Emozioni e nostalgia insieme ad una storia bellissima ci fanno riflettere sulla potenza dei sentimenti

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    Maurizio

    06/03/2017 19.56.46

    Grandiosa Donatella, romanzo stupendo !! Nei tuoi libri si respirano profumi magici che ti trasportano a visioni d'incanto delle nostre montagne e del nostro mare: l'Abruzzo. Orgoglio abruzzese, continua così ........

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    aurora

    03/03/2017 07.43.02

    libro bellissimo, come tutti quelli della scrittrice. Non c'è una parola di troppo, la scrittura di questa autrice è perfetta

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    Rosi M

    01/03/2017 23.46.05

    Bellissimo. Intenso e vero. Letto in pochi giorni per quanto mi appassionava. Bravissima Donatella di Pietrantonio.

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