Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Edizione: 1
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 14/02/2017
Pagine: 162 p., Rilegato
  • EAN: 9788806232108

14° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 14,88

€ 17,50

Risparmi € 2,62 (15%)

Venduto e spedito da IBS

15 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Emanuele

    10/05/2018 16:17:58

    Devo essere sincero. Questo romanzo non mi ha entusiasmato, per quantone abbia apprezzato la scrittura scarna e a tratti molto incisiva. A mio avviso molti personaggi sono appena abbozzati e tutto sommato piuttosto statici. In alcune parti del romanzo mi è sembrato di leggere alcuni tecnicismi di scrittura poco funzionali alle situazioni narrate. In ogni caso, una lettura piacevole e coinvolgente. Non un capolavoro.

  • User Icon

    n.d.

    05/05/2018 06:35:44

    Una lettura che consiglio a tutti: una storia semplice eppure potente, la scrittura coinvolgente, immediatamente ci si sente parte della vita delle due piccole protagoniste.

  • User Icon

    Lorena

    02/05/2018 11:45:12

    Un romanzo difficile da dimenticare. Leggetelo.

  • User Icon

    Maria Vittoria

    16/04/2018 09:16:26

    Madre-figlia, sorella-sorella, sorella-fratello. Sono tanti i rapporti descritti in quello bellissimo romanzo. Rapporti che inevitabilmente hanno alti e bassi ma sono profondi e nutriti da sentimenti sinceri. Dopo Bella Mia ho voluto leggere qualcos'altro di questa scrittrice e sono di nuovo rimasta piacevolmente colpita.

  • User Icon

    alius

    10/04/2018 08:38:25

    Una bellissima scrittura, una storia che senti molto mentre leggi. Però mi aspettavo molto di più da questo libro: è troppo corto, non sviluppa abbastanza i personaggi, alla protagonista succedono sempre le stesse cose, l'ho trovato un po' ripetitivo

  • User Icon

    Francesca

    15/03/2018 09:31:53

    Bellissimo. Ero scettica, visto il tanto parlare. Mi sono piacevolmente ricreduta. Divorato in un giorno.

  • User Icon

    Rosanna

    12/03/2018 15:12:31

    Bellissimo. Una famiglia segnata dalla povertà che fa una scelta inaccettabile di cui pagherà le spese una bambina. La protagonista è lei, l'arminuta, la ritornata, colei che viene restituita dai genitori adottivi a quelli naturali senza una spiegazione, un perché. E la ragazza, piena di rabbia e dolore, deve adattarsi ad una situazione di disagio e povertà con cui lei, vissuta nel benessere, non aveva alcuna familiarità. Eppure, grazie soprattutto alla sorella Adriana, personaggio splendido carico di umanità e genuino buon senso, la figlia restituita troverà un suo equilibrio e riuscirà a realizzare nel suo cuore che, nonostante tutto, quella famiglia che l'aveva allontanata l'ha amata senza mai dimenticarla. E la madre, quella adottiva, rivela una natura fragile e inconsistente come il suo amore per l'arminuta. Dolore e riscatto. Abbandono e ritorno. Splendido.

  • User Icon

    chicca

    12/03/2018 14:24:08

    Un libro magnifico e terribile, come raramente mi è capitato di leggere. Un premio Campiello meritatissimo. Una scrittura potente, scarna, tagliente al pari della storia. C'è qualcosa di intimamente pudico nel racconto, un voler prendere le distanze emotive per lasciare al lettore il ruolo di giudice: assolutaemtne straordinario. Mervigliosa anche lo foto in copertina. In poche parole un capolavoro. Dovrebbe essere letto nelle scuole.

  • User Icon

    Loris

    08/03/2018 09:51:37

    Mi sono accostato alla lettura con qualche timore legato ad un presunto eccesso di sentimentalismo. La scrittura controllata ed essenziale dell’autrice riesce a mantenere salda la narrazione, costruisce personaggi vividi e tratteggia in modo efficace gli ambienti sociali, giocando sul contrasto tra la provincia segnata dalla povertà e la città di mare dagli agi borghesi. Due madri personificano l’eterno conflitto tra origine biologica e contesto culturale, pronto a deflagrare alle soglie dell’adolescenza. L’identità si smarrisce, cerca appigli e nuovi legami nell’attrazione sessuale, trova conforto in una sorella che si presenta come guida, ma al contempo chiede cura ed affetto. La vita progredisce tra lutti e rivelazioni, gli aspetti pratici dell’esistenza si ‘aggiustano’, ma il vuoto resta, come testimoniano i brevi salti temporali in avanti che inframmezzano la narrazione.

  • User Icon

    LIA

    27/02/2018 11:03:01

    Un romanzo che scava nella psiche della protagonista, veramente molto bello ed appassionante. L'unico piccolo neo è che il personaggio della madre adottiva l'ho trovato forse un po' improbabile. Comunque merita di essere letto.

  • User Icon

    AntonellaM.

    23/02/2018 15:37:05

    Che tristezza! Bellissimo.

  • User Icon

    Gian Luca

    06/02/2018 12:13:09

    Semplicemente delizioso, mai banale. Il libro ha solo un difetto: finisce. E questo è il destino che accomuna tutte le cose della vita.

  • User Icon

    Clara

    04/02/2018 16:27:42

    Bel libro, senz'altro consigliato. Lo stato d'animo della protagonista è descritto benissimo, come si è sentita quando è stata strappata dal suo ambiente e scaraventata in una realtà completamente diversa, gli sforzi per adeguarsi alla nuova situazione, il non riuscire a capire perché tutto ciò stesse succedendo... Buona anche la prosa, in generale il ritmo della storia resta sempre "alto". Brava all'autrice!

  • User Icon

    evandro

    31/01/2018 10:32:09

    scritto bene, incisivo, a volte profondo. consigliato

  • User Icon

    B63

    26/01/2018 12:19:02

    Romanzo bello,coinvolgente e toccante. Buona scrittura scorrevole. Complimenti all'autrice. Consigliato.

  • User Icon

    Angela

    23/01/2018 16:36:35

    Delicato e allo stesso tempo sconquassante. Racconta dell'unione che dovrebbe essere quella più naturale e dolce, quella tra madre e figlia. La trama scorrevole e diretta nasconde segreti e situazioni inaspettate che provocano in chi legge un'istinto di tenerezza per l'Arminuta, per il suo impegno a dare un senso al dramma dell'abbandono.

  • User Icon

    alessia peragine

    16/01/2018 19:19:09

    Si dice di mamma ce n'è una sola, ma in questo romanzo abbondano.E abbandonano,lasciando al lettore come alla protagonista il dubbio su quali siano state le motivazioni di una simile scelta. L' Arminuta è una ragazzina di 13 anni, cresciuta vicino al mare con una mamma bella,elegante, perfetta, ma non sua.A un certo punto torna a vivere nel paese di montagna con la sua mamma d'origine,che ha rinunciato a lei in fasce. Si può ricostruire un rapporto interrotto dopo tanti anni e in mezzo ad una famiglia numerosa, chiassosa, raffazzonata anche nei sentimenti? L' Arminuta significa la ritornata, ma la protagonista si definisce la "restituita" sentendosi un pacco, in compagnia di tutte le sue paure che si affacciano di notte a farle compagnia.In una casa piccola e piena di vita, per quanto fuori dalle regole e senza particolari delicatezze, la compagnia non manca, ma è difficile farsi spazio negli affetti e nei luoghi. Per non parlare del contesto scolastico,la protagonista si aggira fra coetanei così diversi da lei e dal suo garbo cittadino. Eppure, in tanto trambusto, c'è una figura sempre al suo fianco:Adriana, la sorellina piccola. Questo personaggio attira simpatia a tutto tondo,a tratti goffa, a tratti quasi insolente, ma terribilmente autentica, nello stupore di una bimba che vedrà il mare per la prima volta, come nella saggezza con cui snocciola risposte,tipica di chi non ha avuto nè tempo nè occasione per essere viziata. Nel romanzo si parla di due madri: una "del mare", l'altra "del paese",ma ad un certo punto la protagonista arriverà a pensare di essere figlia solo delle sue paure, non riconoscendo nell' atteggiamento di nessuna delle due l' afflato materno. Il romanzo scorre con un linguaggio scarno ma che arriva dritto al cuore.Sembra una perfetta rappresentazione del territorio in cui è ambientata la storia:l' Abruzzo schietto e genuino.Come l'amore di una madre (di cuore prima che di pancia).

  • User Icon

    paolo

    15/01/2018 16:41:14

    Onestamente il mio voto sarebbe un 3 ma di fronte a questo plebiscito mi sento un po’ intimidito quindi mi adeguo. 3 stelle perché certamente in questo romanzo più volte c’è bellezza (valga il personaggio della sorellina Adriana) ma di sicuro non si raggiunge la grandezza. Lo stile, con l’alteranza di presente e imperfetto, le frasi brevi, con poche virgole, pochi incisi, mi ha ricordato Pavese. La storia è minima, lineare, filante, di poche sorprese: abbandono, ritorno, rabbia, gelosia, un po’ di morte. Non torna molto il carattere della protagonista, la sua precoce maturità, la sensibilità non le bastano a comprendere, se non in un processo che s’intuisce di diversi anni, le ragioni dell’abbandono (fin dall’inizio non definitivo ne violento) da parte della falsa madre. Sarebbe bastato dirle: ragazza, il mondo non gira solo intorno a te. Avrebbe capito subito....

  • User Icon

    Giacomo

    14/01/2018 18:05:09

    Bellissimo, romanzo toccante.

  • User Icon

    silvia

    11/01/2018 19:21:58

    "L'Arminuta" è un capolavoro inatteso in cui l'io narrante adotta quel tono solenne che talvolta hanno gli adolescenti, anche lo stile è lapidario ma impreziosito da frasi simili a versi di una poesia, il ritmo segue il naturale volgere degli eventi. Suspense sorprendente, in equilibrio su una trama densa, seppur costruita su pochi elementi insignificanti. L'argomento trattato accompagna ognuno di noi nel corso dell'esistenza: essere abbandonati, evento tanto amaro quanto ingiustificato, in contrasto con il desiderio profondo che tutto resti immutabile. Tuttavia l'autrice va ben oltre la delusione lacerante della privazione, spingendosi verso lo spiraglio di luce dato dalla possibilità di riscatto, di percorrere sentieri nuovi, proprio grazie alla maggiore resistenza acquisita tramite l'oblio.

Vedi tutte le 77 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Le prime pagine del romanzo

A tredici anni non conoscevo piú l’altra mia madre.
Salivo a fatica le scale di casa sua con una valigia scomoda e una borsa piena di scarpe confuse. Sul pianerottolo mi ha accolto l’odore di fritto recente e un’attesa. La porta non voleva aprirsi, qualcuno dall’interno la scuoteva senza parole e armeggiava con la serratura. Ho guardato un ragno dimenarsi nel vuoto, appeso all’estremità del suo filo.
Dopo lo scatto metallico è comparsa una bambina con le trecce allentate, vecchie di qualche giorno. Era mia sorella, ma non l’avevo mai vista. Ha scostato l’anta per farmi entrare, tenendomi addosso gli occhi pungenti. Ci somigliavamo allora, piú che da adulte.

La donna che mi aveva concepita non si è alzata dalla sedia. Il bambino che teneva in braccio si mordeva il pollice da un lato della bocca, dove forse voleva spuntargli un dente. Tutti e due mi guardavano e lui ha interrotto il suo verso monotono. Non sapevo di avere un fratello cosí piccolo.
– Sei arrivata, – ha detto lei. – Posala, la roba.
Ho solo abbassato gli occhi sull’odore di scarpe che usciva dalla borsa se la muovevo appena. Dalla stanza in fondo, con la porta accostata, proveniva un russare teso e sonoro. Il bambino ha ripreso la lagna e si è rivolto verso il seno, colando saliva sui fiori sudati del cotone stinto.
– Tu non chiudi? – ha chiesto secca la madre alla ragazzina che era rimasta immobile.
– Non salgono quelli che l’hanno portata? – ha obiettato lei indicandomi con il mento a punta.
Lo zio, cosí dovevo imparare a chiamarlo, è entrato proprio allora, in affanno dopo le scale. Nella calura del pomeriggio estivo teneva con due dita la gruccia di un cappotto nuovo, della mia taglia.
– Tua moglie non è venuta? – gli ha domandato la mia prima madre alzando il tono per coprire il lamento che aumentava tra le sue braccia.
– Non si muove dal letto, – ha risposto con uno scarto della testa. – Ieri sono uscito io a comprare qualcosa, anche per l’inverno, – e le ha mostrato la targhetta con la marca del mio cappotto.
Mi sono spostata verso la finestra aperta e ho deposto i bagagli a terra. In lontananza un frastuono numeroso, come sassi scaricati da un camion.
La padrona di casa ha deciso di offrire il caffè all’ospite, cosí l’odore avrebbe pure svegliato il marito, ha detto. È passata dalla sala da pranzo spoglia alla cucina, dopo aver messo il bimbo a piangere nel box. Lui ha cercato di tirarsi su aggrappandosi alla rete, in corrispondenza di un buco riparato grossolanamente con un intreccio di spago. Quando mi sono avvicinata, ha urlato di piú, stizzito. La sorella di tutti i giorni l’ha tolto con uno sforzo da lí dentro e lo ha lasciato sulle mattonelle di graniglia. Si è mosso gattoni, verso le voci in cucina. Lo sguardo scuro di lei si è spostato dal fratello a me, restando basso. Ha arroventato la fibbia dorata delle scarpe nuove, è salito lungo le pieghe blu dell’abito, ancora rigide di fabbrica. Alle sue spalle un moscone volava a mezz’aria sbattendo di tanto in tanto contro il muro, in cerca di un vuoto per uscire.
– Pure ’sto vestito te l’ha pigliato quello là? – ha chiesto piano.
– Me l’ha preso ieri proprio per tornare qui.
– Ma chi ti è? – si è incuriosita.
– Uno zio alla lontana. Sono stata con lui e sua moglie fino a oggi.
– Allora la mamma tua qual è? – ha domandato scoraggiata.
– Ne ho due. Una è tua madre.
– Qualche volta ne parlava, di una sorella piú grande, ma io non ci credo tanto a essa.
Di colpo mi ha stretto la manica del vestito tra le dita avide.
– Questo tra poco non ti entra piú. L’anno che viene lo puoi passare a me, stai attenta che non me lo rovini.
Il padre è uscito scalzo dalla camera da letto, sbadigliando. Si è presentato a torso nudo. Mi ha vista, mentre seguiva l’aroma del caffè.
– Sei arrivata, – ha detto, come sua moglie.