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Zygmunt Bauman

Traduttore: M. Cupellaro
Editore: Laterza
Edizione: 7
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 178 p. , Brossura

2 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Sociologia e antropologia - Sociologia - Teoria sociale

  • EAN: 9788842094814

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    Cinzia Cavallo

    12/10/2016 08.46.43

    Il sociologo Bauman si domanda nel saggio se l'arte della vita s'esprima nella ricerca della felicità. Se prima il sentirsi felici dipendeva dal godere della propria ingegnosità, dall'orgoglio per il proprio lavoro e dalla stima verso i risultati della personale operosità, ora in una società liquida senza momenti di socialità aperti alla condivisione, all'ascolto reciproco e all'altruismo, la felicità assomiglia ad un inseguimento nevrotico di beni di consumo dove il vero piacere risiede nell'anticipazione dell'acquisto. I mezzi sono diventati fini cui chiedere riconoscimento, identità ed abilità ottenute grazie a congegni elettronici dove l'automatismo tende ad annullare il pensiero creativo. Il passato non è più fonte di esperienza, ma diventa intralcio per chi debba continuamente riciclare la propria identità. E qui, sostiene Bauman, si crea il vero iato tra le generazioni. Quelle precedenti si muovevano tra passato e futuro, ponendosi continuamente domande e cercando soluzioni che le rendessero artefici della loro vita. Si pensavano formate da artisti capaci di creare il proprio mondo attraverso la volontà e la libertà di scegliere, in un confronto aperto, tra le condizioni esterne definite realtà ed i progetti con cui cercavano di rimodellare il reale. Ora "per i nuovi giovani esiste solo il presente". Le ultime generazioni, in stato di riciclo affannoso, ricercano modelli in linea con la velocità che li rende in fretta superati ed inservibili. Essere artisti della propria vita per i giovani, disorientati dalla volatilità delle promesse di vita o dalla fallibilità delle decisioni, è impresa complessa. In mancanza di ancoraggi certi, la stabilizzazione si trasforma in un miraggio. In questa corsa sfrenata non esiste per loro la possibilità di sedimentare le acquisizioni culturali così come i rapporti affettivi perché non sono percepiti confini certi tra il diritto alla felicità personale e l'egoismo esasperato capace di mandare in frantumi ogni situazione.

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