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Vitaliano Ravagli, Wu Ming

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Pagine: VII-462 p., Brossura
  • EAN: 9788806176075
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Recensioni dei clienti

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    Michele Lucivero

    15/09/2015 18.08.08

    Quella del collettivo Wu Ming non è una narrativa da leggere sotto l'ombrellone o sul letto, cinque minuti prima di addormentarsi, ma una modalità di narrare fatti ed eventi che meritano un'attenzione, da parte del lettore, pari ad almeno un decimo del lavoro che ha condotto gli autori a cimentarsi in quella iniziativa romanzata. Asce di guerra apre ferite nella storia contemporanea ancora non rimarginate, soprattutto in quelle zone del nostro Paese direttamente coinvolte nelle vicende della Resistenza. Bastano pochi capitoli, letti con la perizia che il testo si merita, per comprendere che non si tratta affatto di storie singole, ma di un unico racconto inerente le conseguenze di una Resistenza soffocata dal ritorno al potere della solita classe dirigente. Il romanzo dà voce a storie di uomini e donne che risultano perdenti, solo perché non trovano spazio per i propri ideali e così si aprono vie di fuga che diventano vite allo sbando, miserabili, malinconiche, ma condotte con estrema dignità: tali sono le esistenze di Vitaliano Ravagli, Budrio, Kadisha, Said e anche di Daniele Zani. Sullo sfondo si stagliano una serie di prese di posizione su avvenimenti storici italiani e internazionali di cui, in ogni caso, i nostri giovani sono poco informati, impegnati a studiare una storia avalutativa, fatta di date importanti, giorni da celebrare e battaglie epocali, la cui interpretazione viene spesso affidata a imprenditori mediatici e salotti televisivi. Ne risulta un «oggetto narrativo» impegnativo, ma coinvolgente e al tempo stesso arricchente: chi cerca tutto questo non viene mai deluso da Wu Ming!

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    Massimo

    12/09/2015 18.31.10

    Una storia divisa in tre parti mischiate: una contemporanea, con un avvocato ovviamente "de sinistra" che cerca un ex partigiano che ha combattuto in Indocina; una seconda parte in cui si racconta la storia delle guerre indocinesi; infine, la terza parte è il racconto della vita di Vitaliano Ravagli, dalla gioventù fino al fronte sud-est asiatico, per finire col ritorno a casa. In pratica, una noia mortale. La narrazione è intrisa del più eccitato partigianesimo, senza dare spazio nemmeno all'ombra di un dubbio storico. "La realtà è questa!". Troppo fazioso, al punto da esaltare le "gesta eroiche" dei Khmer Rossi, dimenticando volutamente di raccontare il genocidio cambogiano e tutti i crimini da loro commessi. Insomma, un libro solo per alcuni.

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    amarelli

    30/01/2013 19.12.48

    Originale, bello, coinvolgente (e sconvolgente). Una seria analisi - pulita dalle incrostazioni retoriche lasciate dalla cinematografia "occidentale" - sulla guerra d'Indocina. Estremamente interessante anche lo spaccato dell'Italia nell'immediato secondo dopoguerra, visto dagli occhi di un ragazzo con l'infanzia devastata dalla guerra.

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    fabio Marchioni

    06/07/2009 09.00.54

    bello e scritto bene. intrigante e coinvolgente.Bella l'idea di associare la resistenza alla guerra d'indocina. Un limite? Il libro è Intriso di un punto di vista " extraparlamentare di sinistra", che considera un tragico errore politico la riconciliazione voluta dal PCI nell'immediato dopo guerra.Nonostante ne veda i limiti, proprio non riesco proprio a essere d' accordo. un libro da leggere.

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    Daniele Sgaravatti

    20/03/2009 12.34.49

    Ideologico come un catechismo maoista, pretenzioso all'eccesso, noioso come pochi altri libri che ho letto in vita mia. Assolutamente da evitare.

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    mauro

    06/03/2007 11.27.44

    Un libro che mi ha commosso per la sua potenza narrativa e l'onestà che sprizza da tutti i protagonisti della storia. Il ricordo e la rievocazione di partigiani famosi per il loro coraggio durante la guerra e poi volutamente usciti di scena per una questione di coerenza personale è veramente notevole. E' proprio vero che el storie sono asce di guerra che vanno disotterrate per capirle e conoscerle meglio. Eccellente!!!

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    -SK-

    07/09/2006 18.48.52

    Da leggere ASSOLUTAMENTE. Mi e' piaciuto al pari di 'Q'.

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    Gaetano

    22/07/2006 21.56.17

    Asce di guerra sta alla letteratura come apocalypse now sta al cinema....libro che mi ha aperto la vista su fatti e storie che credevo di sapere per sommi capi...e invece non era vero!

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    A.C.

    16/03/2006 15.51.21

    Il libro non viene affatto presentato come "romanzo d'avventura", anche perché la primissima cosa che viene detta è proprio che NON è un romanzo, ma un "oggetto narrativo", e la frase precisa che apre la premessa è: "Asce di guerra non è un romanzo. E' il primo dei nostri libri per cui abbiamo usato l'espressione "oggetto narrativo" (a volte aggiungendo: "non identificato"). E' anche il primo in cui abbiamo inserito i "Titoli di coda". Asce di guerra è per un terzo l'autobiografia di Vitaliano Ravagli, per un terzo una miscela di fiction e non-fiction (un personaggio immaginario in cerca di un personaggio reale s'imbatte in storie vere) e per un terzo saggio (ancorché "disinvolto") sulle guerre d'Indocina, sorta di reportage epico che rimbalza continuamente tra Laos e Vietnam. Non vi è alcun equilibrio fra queste tre parti, né vi è lo sforzo di produrre una sintesi. Gli accostamenti sono eccessivi, "strillati", il libro corre sempre il rischio di sfaldarsi e sfarinarsi. Asce di guerra contiene alcune delle pagine peggiori che abbiamo mai scritto. Asce di guerra contiene alcune delle pagine migliori che abbiamo mai scritto. Aliter non fit liber, direbbe Marziale. Non è altro che questo, un libro. Contiene tesori e schifezze."

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    Antonella

    09/03/2006 12.30.16

    Io l'ho trovato di una noia mortale... e l'ho piantato lì a metà!!! Sembra un libro di testo, che fregatura, lo presentano come un romanzo di avventura...

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    stefano

    07/09/2005 14.03.05

    lo consiglio vivamente, è uno dei più bei libri che abbia mai letto. L'intreccio tra lotta partigiana, guerre sporche segrete lontane e la vicenda di un avvocato che ripesca dal passato avvenimenti sepolti. E' una lettura che non lascia assolutamente indifferenti.

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    K.

    08/06/2005 22.58.10

    Un "oggetto narrativo", come lo definiscono i suoi autori, e non un semplice romanzo è questo libro-documento scritto insieme a Vitaliano Ravagli. Il racconto, col pretesto di una ricerca storica eseguita da un avvocato curioso di conoscere più a fondo alcuni tratti del nonno partigiano, conduce attraverso pagine dimenticate della nostra storia fino a portarci alla guerra d'indocina, vissuta sulla pelle dallo stesso Ravagli. Testimonianze di vecchi partigiani, ex combattenti, riempiono queste pagine di storia cruda e vera che fanno riflettere ma che soprattutto fanno conoscere realtà per molti di noi ignote. Un documento da leggere, se non altro per capire meglio il dramma della guerra.

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