Astrologia per intellettuali

Marco Pesatori

Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 27 novembre 2008
Pagine: 475 p., Brossura
  • EAN: 9788854503090
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Descrizione
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In "Astrologia per intellettuali" Marco Pesatori lascia la parola ai poeti, ai filosofi, ai grandi scrittori: sono direttamente loro a farci conoscere lo stile, il modo d'essere, il pensiero e il desiderio dei dodici segni dello Zodiaco. Dalla passione bollente e travolgente dell'Ariete, espressa da Baudelaire e Verlaine, da Corso e Ferlinghetti, alla lenta e rigorosa analisi taurina, tra Kant, Marx e Freud. L'essere "nel mondo" dei Gemelli, spiegato da Sartre, e le visioni interiori e intime del Cancro, raccontate da Kafka, Proust e Giacomo Leopardi. La regalità alchemica del Leone, tra Marcel Duchamp e Mick Jagger, e lo sguardo preciso della disincantata Vergine, rappresentata da Hegel e Adorno. La forma perfetta della Bilancia di Nietzsche e Montale e l'azzardo fatale dello Scorpione, con Dostoevskij e Camus. L'avventura della sperimentazione del Sagittario, tra Flaubert e Frank Zappa, il fascino e il pragmatismo del Capricorno, da Moliére a David Bowie, il genio e la libertà dell'Aquario, tra Mozart e James Joyce, fino all'emozione e al sacrificio dei Pesci, con Kerouac e Pasolini.

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Marco Pesatori ha scritto una guida astrologica originale e sui generis, legando la descrizione dei dodici segni alle vite di noti personaggi della cultura occidentale. Il saggio collega i segni tra di loro come se ci fosse un completamento nel passaggio da uno all'altro e come se tutto lo Zodiaco fosse un continuum dotato di senso. L'Ariete è il primo, simboleggia un'irruzione di luce e di calore, è il fuoco rosso che dà inizio alla ruota dei segni, è coraggio e passione. Marte, il suo pianeta, lo conduce nella battaglia. Arieti furono i poeti Lautréamont e Baudelaire, gli scrittori Verlaine, Corso e Ferlinghetti, gli psicologi dell'Es Lacan e Reich. Il Toro è più pacato dell'Ariete, con questo segno lo Zodiaco conquista un passo regolare, meno brusco, la terra gli conferisce un realismo materialista basato sui fatti. Marx e Freud sono due Tori che hanno cambiato la scrittura della storia, come Kant o Macchiavelli. Il loro segno è anche calda sensualità, natura avvolgente, attaccamento al territorio. Dalle spire di madre Gea tende a uscire il Gemelli che segue il Toro con il suo movimento senza fine: è il puer aeternus socievole e dinamico che rifiuta l'angoscia come Bob Dylan, sempre in partenza come Walt Whitman, mente fertile e matematica come quella della Yourcenar. Lo segue il Cancro, un Gemelli stufo di pensare e che segna il ritorno prepotente del materno: lo ritroviamo negli scritti di Proust, nell'ombra minacciosa del padre di Kafka, nell'intensità del Leopardi. L'essere un Io non più leopardianamente ricurvo su se stesso si realizza, invece, con il Leone, un segno regale, solare, indipendente, vanitoso. Leoni celebri come Jung, Mick Jagger, Sibilla Aleramo, Andy Warhol, Madonna abbagliano con la propria luce e dimostrano una carica vitale trascinante. Settembre è il mese della Vergine, che rappresenta l'erudizione, come in Borges, la perfezione, in Goethe, e la logica pura dell'intelletto secondo Hegel e Adorno.
Chiuso il semicerchio inferiore, è la Bilancia a inaugurare una nuova fase dell'Io: è il segno della bellezza, della forma e dell'equilibrio. Le poesie di Montale e i romanzi di Calvino esprimono questo spirito, presente anche nella ricerca dell'amore universale di due Bilance come John Lennon e Gandhi. Ma l'equilibrio della Bilancia viene rotto dallo Scorpione, segno tormentato, acqua dell'inconscio underground, guerriero oltre ogni limite. Erano Scorpioni Dostoevskij, Voltaire, Lutero, Sant'Agostino, Sylvia Plath e Albert Camus. Poi arriva il Sagittario, uno Scorpione che è uscito dal sottosuolo: esce fuori e non si fa confondere dall'Altro. è il Centauro Chirone, cavallo nella parte inferiore e uomo saggio nella metà superiore: Frank Zappa, William Blake, Flaubert, Jane Austen, Swift e Conrad ben rappresentano l'acume e il desiderio di avventura del segno. Il libro si chiude con il Capricorno (Newton, Keplero, Deleuze, David Bowie, Cassius Clay), che rappresenta la freccia sagittariana conficcatasi nel bersaglio. La sua lenta competitività si trasforma nell'Acquario (Lewis Carroll, Virginia Woolf, Joyce, Galileo, Mozart) in relativismo e prospettiva di ampie vedute. La spinta verso la libertà assoluta dell'Acquario diventa nei Pesci conquista reale di un luogo senza limiti. Il Pesci è l'ultimo segno dello Zodiaco ed è personificato dalle opere di Kerouac, Manzoni, Houellebecq, Pasolini, D'Annunzio e Schopenauer.