Traduttore: B. Nacci
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 6
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 giugno 2006
Pagine: XXV-121 p., Brossura
  • EAN: 9788811363927
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    12/05/2018 04:31:50

    Se il cuore capisse tutto forse le arti non avrebbero senso, presa, legislazione. Si crea in definitiva perché si avverte qualcosa ma se ne rincorre l'intero, perché uno stranissimo prurito nella mente chiama a magnifiche sfide, perché seduzioni, inganni e aperte curiosità del cuore spianano la strada, come nuovi sentieri, alle ruote del pensiero. Ceto si può anche dare il contrario, solo il genio lo sa: "Chi perde o guadagna di più fra chi, selvaggio, si civilizza e chi, civilizzato, si è fatto selvaggio?". Su questo inceppo di sensazioni e rincorse si muovono queste pagine, nelle quali due studi di carattere, due volti della stessa anima tentano di guardarsi davvero nelle pieghe più buie della loro coscienza. Nel primo attraverso l'assoluto di un voto, una promessa che nessuna rivoluzione può scardinare, fin'anche il più alto fuoco dell'amore. Nell'altro dentro un'eterna inadeguatezza al vivere che nessun viaggio, nessuna scoperta e nessun vento nuovo potrebbero smuovere mai. Da ciò che più ferocemente sanguina in ciò che siamo, sostanza inscalfibile, non si esce: "Il nostro cuore è uno strumento imperfetto, una lira dove mancano delle corde e su cui siamo costretti a rendere l'accento della gioia sulla tonalità consacrata ai sospiri". E' il poeta che, dal teatro esiliato del proprio sentire, canta la durissima pena del "dover rimpicciolire la propria vita per renderla assimilabile alla società" sapendo però anche quanto fortunati siano "quelli che hanno terminato il loro viaggio senza aver lasciato il porto". Un restare se stessi, fedeli a un giuramento che libera, come fa Atala (ma che finisce per imprigionare chi si incontra) e dall'altra un voler conoscere, capire, ma senza mai evadere da quegli spalti inquieti che sono le contraddizioni: "Il dolore non è, come il piacere, un sentimento che si esaurisce". Due laghi gonfiati dalle piogge, e una forza romantica che li increspa e li tormenta in pagine di luce e bellezza stupenda.

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    Hyeronimus52

    19/02/2017 20:57:16

    La giovanissima Atala, figlia di un capo indiano della feroce tribù dei Muscogulgi, ha votato la sua vita alla purezza e alla verginità giurandolo alla madre morente in presenza di un religioso cattolico: ma l'incontro con il giovane guerriero Chactas fa vacillare il suo giuramento e per un attimo si illude di poter realizzare il suo sogno d'amore e venir meno al patto... Questo racconto di Chateaubriand, ridondante di pessimismo e di tragedia, così come il successivo René, racconto autobiografico di un giovane europeo che approda nel Nuovo Mondo per dare un senso alla sua vita, non mi hanno molto coinvolto durante la lettura, lasciandomi piuttosto freddo anche nel giudizio

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    Riccardo

    29/04/2007 20:07:42

    Due piccoli grandi monumenti di Chateaubriand: "Atala" racconto d'intensità ragguardevole e grande bazar di topoi di carattere esotico che verranno utilizzati da tanti scrittori successivi; "René" altro monumento, ma sicuramente meno interessante per il lettore moderno.

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