Ave Mary. E la chiesa inventò la donna

Michela Murgia

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 166 p., Brossura
  • EAN: 9788806214586

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Problemi e processi sociali - Discriminazione sociale

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Recensioni dei clienti

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    furetto60

    14/06/2017 08:20:15

    Quando una penna letteraria come quella della Murgia viene prestata alla saggistica, ecco che scaturisce un piccolo gioiello come questo libro al femminile in cui la critica agli atteggiamenti della Chiesa, e della Società civile nei secoli, non viene dall’esterno (cioè non si tratta di un punto di vista “femminista” nell’accezione più “a sinistra” del termine), quanto dall’interno, nella speranza che la Chiesa stessa abbia le risorse, la capacità e la sensibilità di correggere alcuni propri atteggiamenti che hanno tentato di ridurre la figura femminile a figura di contorno, se non a mera manovalanza a bassissimo costo.

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    DANIELA MAERO

    10/07/2015 12:54:02

    Letto Accabadora, che mi è piaciuto tantissimo, sono volata con il sorriso sulle labbra a comprare Ave Mary, subito, quando è uscito e, corsa a casa per iniziare a leggerlo... il sorriso si è spento.

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    ciccio

    11/02/2013 20:57:23

    Acquisto sbagliato, da addebbitare al nome della Murgia. Non che sia scritto male, tutt'altro, ma non è il mio genere. Finito di leggere per rispetto alla grandezza dell'auitrice. Non mi è rimasto dentro niente

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    Dj

    18/12/2012 11:18:14

    Davvero interessante e pieno di buoni spunti di analisi e riflessione. Certo, moltissimo andrebbe approfondito e indagato più accuratamente, ma non ci sono dubbi che il tema sia davvero di grande attualità e sia stato trattato con grande competenza e intelligenza. Lascia la voglia di sapere di più, di andare oltre. Davvero buono e cattivo al punto giusto!

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    Subo75

    15/11/2012 14:32:48

    Si legge in un baleno, si impara molto, si riflette sul nostro quotidiano guardandolo da una prospettiva utile e non d'abitudine. Questo libricino fa riscoprire piccole nozioni perdute e punta da un'angolatura diversa una luce che per troppo tempo è rimasta fissa. Ave Mary è scritto bene, in un italiano ormai raro, senza perdere di scorrevolezza. Nulla è meno innocente di una scelta lessicale o di immagine. Consiglio di leggere questo libro e di regalarlo alle donne che non lo hanno ancora. Mi auguro un Atto II che raduni i fili dei tanti ragionamenti espressi e li sviluppi.

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    Fabrizio

    11/06/2012 21:58:54

    Finito in un giorno, scorrevole, bello. Michela Murgia non tradisce le aspettative, da leggere e rileggere..

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    cristina

    09/05/2012 09:43:47

    Sicuramente non è un trattato teologico sistematico e sicuramente ricalca alcune riflessioni "femministe", o pseudo tali, fatte spesso in questi ultimi tempi. Ma a me è piaciuto, e mi ha fatto riflettere. Non fa mai male riflettere su alcuni temi, seppure con un sorriso come questa lettura mi ha suscitato. Mi piace poter guardare poi la realtà con occhi diversi, più attenti alle rappresentazioni che ci circondano e ai riti che insceniamo ogni giorno. Mi è piaciuta particolarmente la narrazione delle esperienze personali dell'autrice, i suoi ricordi giovanili. Mi piace la sua scrittura e spero presto di poter leggere il suo primo romanzo.

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    beppe ciocca

    07/10/2011 11:48:03

    So che la questione femminile all'interno della chiesa cattolica non può essere affrontata in 159 pagine. Leggendo le recensioni ero quasi tentato di non leggerlo ma poi l'ho iniziato e l'ho finito d'un fiato. Fra il femminismo esasperato e le cose che vengono normalmente insegnate in un corso di teologia c'è un abisso. Quindi anche queste differenze di impressioni mi ha fatto decidere di leggere questo libro. Ho apprezzato soprattutto il coraggio di affrontare quei temi che danno così fastidio a molti. Carlo Maria Martini ripete spesso che la differenza non sta fra credenti e non credenti ma fra pensanti e non pensanti. Michela è certemente una persona che pensa. Bisognerebbe dimostrarlo che le sue tesi sono campate in aria. A me sono sembrate molto radicate nella realtà della chiesa di oggi e nella società in genere. Ciò che traspare e mi convince più di tutto è la conoscenza del testo biblico da cui, anche se non in modo esplicito, parte il suo ragionamento e scaturiscono le sue convinzioni. Oggi, in molti casi, fra i gerarchi della chiesa (dato che si insiste sulla sacra gerarchia anziché pastori sono da intendersi come gerarchi) la fede è più dottrinale che biblica e la Dei Verbum e altri documenti simili sono stati dimenticati. Ragionare con la dottrina o con la Bibbia non è la stessa cosa, le prospettive cambiano di molto. Io preferisco la prospettiva biblica. Comunque grazie Michela.

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    icario

    16/09/2011 11:55:08

    L'autrice scrive bene, chiaro, accattivante. Si capisce che i lettori a cui si rivolge sono immaginate come persone qualunque. E fa bene. Credo però che i lettori di un libro così non siano quelli che la Murgia ha immaginato. I giudizi molto negativi credo siano di lettori che si sentono traditi dalla prosa e dai temi per loro troppo semplici e scontati.

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    Cristina'77

    15/09/2011 17:26:32

    Nozionistico come un testo scolastico. Prosa molto strutturata, talvolta faticosa. Manca di pathos. Terminato a fatica

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    pier luigi

    05/09/2011 12:20:40

    Mi è piaciuto. Perchè è un saggio anomalo e non per iniziati, perchè riporta vicende personali ancora oggi vissute in molte realtà parrocchiali accanto a visioni più ampie in tema di etica, estetica, storia della chiesa, spesso condivisibili. A mio avviso sono questi i libri che possono far avvicinare semplici credenti o atei curiosi alla lettura e al pensiero critico su temi troppo spesso demandati a specialisti ecclesiastici o finti devoti.

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    Paola

    29/08/2011 11:17:14

    A me è piaciuto molto. Spaventata dal fatto che si trattasse di un saggio e dall'avere scoperto che la Murgia ha fatto parte dell'Azione Cattolica mi aspettavo un mattone religioso. Invece no. Del resto Michela Murgia non puo' scrivere polpettoni banali, è una donna troppo intelligente e scrive troppo bene. E' un libro che apre la testa, che fa riflettere su tanti stereotipi, che dovrebbe essere letto da tanti cattolici per farsi qualche domanda, farsi venire qualche dubbio. Che dovrebbe essere letto dalle donne perché si sveglino, perché non si facciano imbrogliare.

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    Guido Guidi

    24/08/2011 22:56:50

    Parte da dei presupposti opinabili per arrivare a conclusioni scontate. Libro ben scritto formalmente, ma che non mi ha trasmesso niente di nuovo, né di particolarmente profondo.

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    sergio oliveri

    31/07/2011 14:30:09

    Tanto mi aveva entusiasmato la lettura di "Accabadora", opera nella quale l'Autrice aveva meravigliosamente trattato un tema di straordinaria concretezza usando abilmente tutte le corde della sensibilità, della discrezione, del mistero, del dolore, del rapporto tra esseri umani diversi, così mi ha deluso questo "Ave Mary", un'opera che non è narrativa ma neanche compiutamente un saggio: un'analisi della collocazione della donna all'interno della dottrina, della liturgia e della morale cattolica condotta in esasperata chiave femminista, con la pretesa di interpretare in modo razionale temi del "creazionismo" come se non appartenessero totalmente ad una leggenda confezionata quando in effetti la donna non aveva maggiore considerazione che quella di fattrice e malamente difesa e consolidata dal potere religioso. In questo tentativo stucchevole, che dà l'idea di un lavoro su commissione, la Murgia riempie ben più di cento pagine, delle 156 totali, di spericolate masturbazioni cerebrali, con una prolissità al cui confronto Richard Dawkins sembra Hemingway, senza peraltro apportare alcun elemento nuovo ad un tema già ampiamente, e meglio, trattato anche da autori "femministi". Peccato perché nelle poche pagine in cui lascia la penna libera di narrare si ritrovano i connotati di una validissima scrittrice.

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    B139

    28/07/2011 23:41:10

    Concordo con quanti di voi non hanno apprezzato il libro, perchè anche io non l'ho apprezzato, come non ho apprezzato Accabadora. Per mia fortuna, non li ho comprati, ma me li hanno prestati solo perchè volevo leggerli per curiosità. Ho mollato il primo dopo qualche capitolo e il secondo lo stesso e anche peggio, perchè vi ho trovato idee che ci venivano insegnate nei corsi di Teologia. Ergo: niente di nuovo e originale, ma solo uno strano miscuglio che ancora non capisco come è riuscita a unire! Continuo a pensare che ognuno deve fare il proprio mestiere e il fatto che uno scrittore abbia un minimo di notorietà, non sinifica che deve scrivere continuamente e tutto quello che gli passa per la testa o che gli capita. Se già con Accabadora trovavo gli scritti della Murgia privi di emozioni, con questo mi ha dato conferma che forse le case editrici dovrebbero rivalutare le loro scelte (io non sono sarda, ma ci vivo e, a parer mio, Accabadora ha dato un'idea distorta della cultura isolana, viste le domande di certi turisti che pensano che i sardi credano ancora a questi strani riti!). Da donna a donna, ho provato a darle un'altra piccola possibilità, ma è inutile...tutto quello che scrive si dimentica subito. E' sempre più una delusione! Voto meno di zero spaccato.

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    Alessandra

    28/07/2011 12:39:39

    Anch'io, come altri che mi hanno preceduto, non riesco a dare un voto alto a questo libro nonostante stimi molto la Murgia (anche per questioni campanilistiche...).Tenendo conto che si tratta di un saggio e non di un romanzo e quindi è impossibile un confronto con Accabadora (che a me è piaciuto moltissimo)resta il fatto che questa lettura non mi ha lasciato nulla anzi,era come leggere qualcosa che avevo già letto,facendo fatica a giungere alla fine.Peccato!!Ma se Michela dovesse scrivere un altro libro,e spero proprio di si, lo leggerei senz'altro.

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    claudia

    20/07/2011 17:11:02

    Anch'io ho faticato a leggere tutto il libro. E' una visione "femminista" personale che parte da una angolazione molto stretta e non tiene conto di prerogative e valori della "DONNA" in quanto tale. Madre Teresa è DONNA alla luce del Vangelo e prescinde dalle libere e fantasiose interpretazioni di chi si qualifica teologo. Non vedo cosa hanno a che vedere varie notizie per esempio i riferimenti alla pubblicità, agli spettacoli, ecc. con la Chiesa. E' un miscuglio di argomenti piuttosto confuso non destinato a lasciare traccia nel lettore.

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    Stefano

    08/07/2011 19:02:38

    Rispondo io a silvia: semplicistico e frettoloso compendio. Ho faticato a finirlo e non mi ha portato nulla di nuovo dentro. L'editoria italiana è in profonda crisi, e il mondo culturale ancora di più, perché dobbiamo smetterla di affidarci ad "eroi di carta" e valutare un po' più criticamente gli scritti e le idee. Non è possibile che ogni volta che un autore ha successo e/o è di tendenza può pontificare su qualunque argomento.

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    silvia

    17/06/2011 17:03:50

    I temi trattati sono sacrosanti, ma leggendo non si può evitare di trovarsi di fronte ad una serie di binomi che costituiscono altrettanti bivi: semplice o semplicistico, divulgare o banalizzare, sintesi o frettoloso compendio?

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    Roger

    08/06/2011 14:42:03

    Un bellissimo libro. Da leggere, rileggere e regalare (meglio a preti, vescovi e cardinali, ma non dimentichiamo le suore e le pie cattoliche). Una lucida, intelligente, documentata analisi dell'universo femminile. Infine, finalmente, Maria, ragazza di Nazareth, è restituita alla verità (forse scomoda per qualcuno) del racconto evangelico. Grazie all'autrice per questo libro davvero prezioso, specialmente per i cattolici, ma non solo... (Il voto per me sarebbe almeno 6 su un massimo di 5)

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