Recensioni Avevano spento anche la luna

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    06/03/2019 06:11:40

    ...finisci di leggere il libro e per qualche secondo stai in silenzio...e ti chiedi ...perché succedeva tutto questo?...da leggere per capire quanto dolore , sofferenza può sopportare una persona...innocente!

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    13/09/2015 06:50:10

    Questo e' un altro libro importante da divulgare e far conoscere alla gente. Pochi sanno di cosa e' realmente accaduto alle popolazioni baltiche durante la seconda guerra mondiale e nei decenni a seguire. Le deportazioni nei gulag siberiani e gli stermini di massa di milioni di innocenti. Un vero e proprio olocausto di proporzione ben superiori rispetto a quelle tedesche. Merito del regime russo che ha tenuto in segreto la cosa fino a pochi anni fa... anche se a mio parere gli americani, il vaticano e i grandi potenti politici lo hanno sempre saputo e hanno sempre taciuto per paura. Un libro toccante, che scuote l'anima e che insegna moltissime cose importantissime dal punto di vista storico che umane. Complimenti a Ruta Septys e a tutti gli altri lettori recensori che mi hanno invogliato a leggere e scoprire questo libro.

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    ely
    03/09/2015 08:20:19

    "avevano spento anche luna" l'ho letto su vostro suggerimento: un libro commuovente, toccante e sconvolgente. sono un'appassionata della storia della seconda guerra mondiale, ma questa parte mi mancava proprio.. sono rimasta sconvolta. ogni volta finisco per chiedermi come fa una mente umana ad arrivare a commettere certe azioni, e ancora non ho trovato risposta.. da leggere e diffondere. ottima stesura, scorrevole e coinvolgente

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    03/07/2015 20:44:32

    Storia molto toccante e narrata con grande realismo. Tratta un argomento spesso trascurato dai libri di storia, che merita invece di essere conosciuto e approfondito.

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    24/01/2015 10:24:22

    Romanzo veramente toccante. Sicuramente fa riflettere, perché racconta una pagina di storia ancora poco conosciuta. Lettura scorrevole e mai pesante. Dovrebbero leggerlo tutti, soprattutto nelle scuole. Complimenti all'autrice.

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    22/06/2014 15:15:50

    Un libro che tutti dovremmo leggere. Punto.

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    22/01/2014 13:03:13

    Libro importante per conoscere una pagina della storia a me quasi del tutto sconosciuta.Dell'eccidio degli ebrei sappiamo tutto,o quasi,ma della barbarie comunista si sa ben poco e non ci sono celebrazioni o giornate della memoria.Iniziando il romanzo è stato necessario quindi andare a studiare la storia della Lituania e ,come una catena,di tutte quelle nazioni che il caro Stalin decise di assoggettare con il beneplacito prima di un certo Hitler e poi con il silenzio e l'indifferenza di tutto l'occidente.Sono pagine strazianti perché scritte con uno stile piano,mai ad effetto,la fame,la privazione di ogni forma di dignità,la paura,gli orrori e la bestialità degli uomini contro i propri simili,tutto viene raccontato in prima persona con lucidità dalla protagonista,Lina,deportata con la mamma e il fratellino in Siberia,dopo un lungo ed estenuante viaggio.Quel che risalta è la dignità di queste persone che,pur private di tutto,continuano ad aiutarsi a vicenda,trovano la forza di festeggiare col nulla che hanno il Natale,continuano a credere che qualcuno li aiuterà.Un inno alla forza dell'amore,della vita,della ragione contro la stupida ferocia.Certo l'epilogo è amaro,è triste e quasi insopportabile che nessuno abbia pagato per questi crimini e che addirittura non se ne possa parlare ancora oggi.La mia gratitudine alla scrittrice che mi ha permesso di colmare una imperdonabile lacuna storica:da ora in poi la giornata della memoria accomunerà tutte le vittime della guerra e della follia umana.

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    15/12/2013 21:16:15

    Toccante...erano anni che non mi commuovevo leggendo le pagine di un libro. Storia dimenticata o mai conosciuta? Agli occhi del mondo doveva passare inosservata e forse per molti lo è stato e lo è tuttora. La deportazione dei popoli baltici, da parte degli agenti del più attuale KGB è sicuramente un capitolo di storia che non va dimenticato. Il fatto di avvenire nello stesso periodo storico del nazismo l'ha sempre messo in secondo piano, o forse faceva comodo così. Il finale, seppur criticato perchè "affrettato" l'ho trovato giusto, nel senso che, l'autrice non vuole lasciare nella nostra memoria il lieto fine...ma vuole che portiamo dentro di noi quanto sia stata ingiusta, inspiegabile, improvvisa, logorante...la deportazione in Siberia....in quella terra buia e fredda.

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    05/11/2013 10:21:26

    Terribilmente bello. Ci costringe a ricordare cose che abbiamo rimosso dalla nostra memoria, ma che invece vanno ricordate perché non si ripetano mai più. Dal punto di vista letterario è scritto in modo scorrevole e pulito, senza trascendere mai. Il finale un po' affrettato aiuta a ricordare ciò che è stato scritto, evitando il classico "vogliamoci bene" di certi finali buonisti e mielosi, tirati per le lunghe che, via via, come una spietata gomma da cancellare, fanno allontanare dal nostro cervello e dal nostro cuore gli orrori descritti nelle pagine precedenti.

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    21/10/2013 14:34:00

    Sei stelle. Non è solo bello, è anche emozionante e profondo e apre le porte di una vicenda storica troppo spesso dimenticata. Uno dei migliori libri degli ultimi anni, assolutamente consigliato.

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    14/10/2013 11:38:53

    Ingredienti: una famiglia lituana condannata dalle purghe staliniane ad un'emigrazione forzata in Siberia, una quindicenne che grazie all'arte sopravvive e registra, un viaggio verso la prigionia e i lavori forzati, una lotta contro la fame, il freddo e l'odio dei propri simili. Consigliato: a chi intende la semplice sopravvivenza come l'unica vittoria contro le grandi difficoltà della vita, a chi crede che la malvagità possa essere combattuta e sconfitta con la parola e con la memoria.

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    22/09/2013 08:17:01

    Io dico solo grazie all'autrice. Leggetelo, a questo libro non serve un punteggio o un voto, va letto, ogni essere umano dovrebbe leggerlo. Grazie.

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    11/04/2013 21:39:42

    Gli occhi di una ragazzina descrivono in maniera dettagliata i particolari di un viaggio terribile verso l'ignoto dove morte e violenza fanno da protaginisti. Il destino di tante persone dipende da una lista che è nelle mani di gente spietata.

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    17/03/2013 13:25:12

    ottimo libre anche se triste , i personaggi sono descritti benissimo e con molte sfaccettature, la storia e' narrata benissimo e con un finale travolgente.

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    06/03/2013 14:00:14

    Piccola delusione per un libro da cui mi aspettavo molto. Niente a che vedere con racconti del tipo "i Racconti della Kolyma" che tratta lo stesso argomento. Mi è sembrato molto infantile nella scrittura, ed anche per alcuni versi scontato. Peccato, perche'il tema che tratta merita comunque una profonda riflessione.

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    01/03/2013 16:07:38

    bellissimo, un libro che leggi tutto in un fiato. Ti fa conoscere una parte della storia di cui non si parla mai e ti fa conoscere che Stalin è stato alla pari di Hitler. Consigliatissimo da leggere assolutamente !!!!

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    10/02/2013 19:59:16

    ..Camminammo mano nella mano, in silenzio. Rallentai il passo. "Andrius, sono... spaventata". Lui si fermò e si voltò verso di me. "No. Non devi esserlo. Non devi concedergli niente, Lina, nemmeno la tua paura". Questo libro va letto perchè è capace di immedesimarti nella protagonista Lina. Lo Stra-consiglio!

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    21/01/2013 10:20:00

    I lituani al mar di Laptev. L'inferno di ghiaccio nei lager comunisti Autore Grinkeviciute Dalia leggete non Vi sembra stessa storia?questa volta scritto da chi ha subito le crudeltà sulla pelle. :Come novello "Diario di Anna Frank", questo libro è il racconto della vita di una ragazza, primogenita in una famiglia di intellettuali, che era appena una studentessa di quattordici anni quando i sovietici la prelevarono a Kaunas e la deportarono nella Siberia artica insieme con la madre e il fratello, mente il padre veniva internato e ucciso in un lager degli Urali. I manoscritti del suo libro, conservati al Museo nazionale lituano, sono due e risalgono a periodi diversi e lontani. Il primo, nascosto e smarrito in un barattolo ritrovato quattro anni dopo la morte dell'autrice, descrive gli anni della deportazione. Il secondo, è un rifacimento, ampliato del primo, di quando Dalia, tornata da una seconda deportazione subita perché aveva sepolto nella cantina di casa la madre morta da clandestina, fu convinta da un'amica a riordinare e completare le sue memorie. Diventata nel frattempo medico, viene inoltre cacciata dall'ospedale, dove lavorava dopo aver scontato calunnie, persecuzioni e l'ostracismo del kolchoz. Una morte civile decretata dalle gerarchie comuniste lituane perché aveva osato scampare alle tombe di ghiaccio del Mar di Laptev per poterne raccontare l'ignominia. Inoltre il libro è impreziosito dai disegni di Gintautas Martynaitis. Ecco come, con i suoi occhi e la sua matita di bambino (aveva solo 6 anni ai tempi della deportazione), ha visto e disegnato la cattura e la vita dei deportati lituani al Mar di Laptev.

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    MGF
    17/11/2012 10:37:49

    Una storia bellissima e sconvolgente ti fa riflettere sul passato e lascia l'amaro in bocca. Consiglio di leggerlo.

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    14/11/2012 16:01:37

    Libro meraviglioso!! Si sente il freddo, solo come nelle opere di Mario Rigoni Stern. Un tema troppo poco conosciuto, di cui si è pubblicato quasi niente. Non lo dimenticherò!!!

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    24/10/2012 08:48:01

    Il racconto di una pagina di storia "agghiacciante", della quale se ne parla ancora troppo poco, rimmarrà per sempre impresso nella mia memoria. Il freddo, la fame, la convivenza a tu per tu con la morte, l'incoscienza del perchè obbligati a vivere in quello stato, trascinano la mente umana alla "pazzia" e al desiderio di morire. Il Tutto raccontato dall'animo coraggioso e pieno di speranze di una ragazzina di quindici anni. Bellissimo!

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    23/10/2012 22:50:03

    Questo libro mi ha fatto rivivere la storia del mio paese, sofferenze dei miei parenti e tanti tanti racconti veri... Myliu Tave LIETUVA !!!

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    20/10/2012 00:30:45

    Libro che meriterebbe un 5 per il tema trattato, praticamente sconosciuto, e per le forti emozioni che comunica nella dettagliata descrizione di una deportazione atroce, nella lande più miserabili e deserte di questo mondo. Toccante, preciso, mostruoso, originale. Peccato davvero per il finale tirato via così, con un buco di 50 anni colmato da un escamotage assolutamente inadeguato. Anche questo consigliato ai ragazzi. Voto 3,5-4.

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    18/10/2012 15:53:57

    bellissimo libro, triste, duro, ma che sicuramente non ti lascia indifferente....

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    20/09/2012 06:53:15

    A me è piaciuto tanto davvero

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    G.
    28/07/2012 11:49:38

    Do il massimo dei voti a questo libro anche se non è un capolavoro, ma la scrittrice è riuscita a raccontare una realtà che alcuni non conoscono. A tratti crudo a tratt commovente è un romanzo che sicuramente porterà il lettore a riflettere.

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    05/07/2012 17:47:28

    Ho iniziato il mio viaggio con Lina due giorni fa!Purtroppo l'ho già concluso, ma posso dire che è stato uno dei più belli se non il più bello che io abbia affrontato. Con dei capitoli brevi, ma uno più intenso dell'altro, la Sepetys ha reso il libro più che scorrevole. La piccola Lina ci racconta la sua storia, il suo coraggio, la sua grinta e la sua voglia di vivere, anche in mezzo al nulla: in Siberia. A me sinceramente ha fatto molto riflettere questo libro, poichè c'è gente che dorme sugli allori, eppure fa di tutto per togliersi la vita. Lina invece è un esempio che tutti dovremmo seguire, perchè come lei ci ha insegnato, nessuno può toglierci niente senza il nostro consenso!

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    13/06/2012 12:22:48

    mi permetto di riprendere completamente il pensiero di CARLO in quanto ho provato tutto quello che lui ha descritto così profondamente. Grazie CARLO: "Quando ho finito di leggere "Avevano spento anche la luna", due settimane fa, non riuscivo ad aprirne un altro, e rituffarmi in una nuova storia, come solitamente faccio. Continuavo a pensare a Lina, alla mamma, al fratellino e a tutto quell'insieme di personaggi positivi e negativi, che gravitano nel romanzo. Così sono stato costretto a riprenderlo e a rileggerlo, non a distanza di tempo, come faccio con i libri che più mi hanno colpito, ma subito! Mi sono nuovamente sentito rapito dalla semplicità della prosa, che qualcuno reputa un difetto ed io invece ammiro incondizionatamente. Ho nuovamente e sovente avuto gli occhi lucidi, e non mi vergogno di ammetterlo, "pur essendo un uomo". Ho gioito nei momenti lieti , provato dolore e rabbia, che sconfinava nell'odio(come dice Lina)nei momenti tragici. Come confessa la straordinaria autrice in un'intervista, lei stessa ha alleggerito alcune pagine rispetto ad una prima versione più dura, lasciando , a volte, l'orrore sullo sfondo, dove si percepisce anche senza vederlo descritto con tutti i particolari.La bambola della piccola Janina, "uccisa" dalla crudeltà gratuita dei soldati sovietici ne è un esempio lampante." Voto: 5 / 5

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    10/06/2012 10:50:15

    Dal punto di vista morale e informativo il libro ha notevoli ed innegabili meriti, perché ci porta a riflettere su tragedie umanitarie poco conosciute o del tutto ignorate. Sotto il profilo più squisitamente letterario la semplicità del racconto e dello stile unita a canoni classicissimi (buoni, semi-buoni, cattivi, persone rudi che poi svelano la loro umanità, ecc) rendono a mio avviso questo on-the road del dolore un romanzo un po' scontato e non certo indimenticabile. E' giustissimo continuare a raccontare i drammi storici, ma per "lasciare un segno indelebile" nel lettore è sempre più necessario (e sempre più difficile) individuare strade narrative non ancora battute e chiavi di lettura originali.

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    14/05/2012 15:27:42

    E' un bellissimo libro! carico di emozioni, commovente per la tristezza delle situazioni e l'atroce destino al quale sono abbandonate persone che non hanno commesso nulla. Allo stesso tempo è toccante verificare con quanta forza ognuno di loro abbia lottato per mantenere la dignità e per sopravvivere. La cosa che di più mi ha procurato sgomento è la durata di questa prigionia..un tempo infinito. Ogni personaggio ha lasciato una traccia nel mio cuore.

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