L' avventurosa storia dell'uzbeko muto

Luis Sepúlveda

Traduttore: I. Carmignani
Editore: Guanda
Anno edizione: 2015
Pagine: 141 p., Brossura
  • EAN: 9788823511286
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    Michele Lucivero

    04/11/2017 11:48:34

    Nove racconti, nove affondi nei ricordi dell’autore, nella sua esperienza politica in qualità di fedele guardia dal corpo del Presidente Allende. Esiste un filo conduttore tra di essi che va al di là della memoria e della incredibile vicinanza tra il continente sudamericano e l’Europa, inesauribile laboratorio di idee ed esperienze politiche. Tale filo rosso è riposto nella speranza, nel tentativo ancora oggi vivo di dare un senso a quelle esperienze di liberazione che hanno visto coinvolti personaggi la cui autenticità e grandezza non possono essere scalfiti dalla degenerazione che talvolta gli ideali subiscono.

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    mauro celani

    15/06/2016 10:38:09

    Il cileno inizia ha deludere.Ormai troppe storielle dove compagni, dittatura,utopie socialiste,guerriglia,incontri e rincontri al limite del verosimile,iniziano ad annoiare e fanno perdere interesse alla lettura. Meglio le sue fiabe per bimbi.... ciao mauro

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    luca

    09/08/2015 12:32:32

    non amo particolarmente i racconti, ma Sepulveda ultimamente ci ha abituati a questo genere (tolta l trilogia gabbianella etc). Non è il miglior Sepulveda, però un paio di racconti sono da brividi e forse valgono il prezzo del libro

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    eros55

    14/04/2015 10:38:57

    Credo che il libro sia solo una esigenza editoriale, da Luis ci si aspetta molto di più, i racconti sanno di già letto e sentito per giunta neanche conditi di qualche originalità,siamo molto lontani dagli scritti passati.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

In questo “romanzo in storie” Luis Sepúlveda racconta il passato e i sogni della sua generazione, e lo fa attraverso la lente dell’affetto e dello humour.

Nato in Cile, Luis Sepúlveda ha lasciato il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Pinochet. Autore di libri di poesia, romanzi e racconti, ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore. Amatissimo dal suo pubblico, e in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, uno dei libri più letti degli ultimi anni.
Tra sorriso e nostalgia, questo suo nuovo romanzo, formato da una ricca concatenazione di racconti uniti da un filo comune, ci fa rivivere “il bel sogno di essere giovani senza chiedere il permesso”. Ed è proprio ai ragazzi con cui ha condiviso questo grande sogno che l’autore dedica il libro: “Alle mie compagne e ai miei compagni di militanza nelle Juventudes Comunistas de Chile e nella Federación Juvenil Socialista”, giovani di grandi speranze che nel dicembre 1965, insieme a Marcos, si preparavano a fare la rivoluzione.
Ma cosa c’entra la rivoluzione con l’ “uzbeko muto” che dà il titolo al libro? Lo scopriamo leggendo l’avventurosa storia del peruviano Ramiro, vincitore di una borsa di studio all’Università Lomonosov, che sogna, come tanti studenti sudamericani, un’istruzione sovietica. Peccato che a Mosca non ci sia nulla di quello che interesserà davvero a Ramiro, cioè le ragazze, la musica e l’alcol, così come rimarrà deluso durante tutte le sue peregrinazioni per mezza Europa, da Praga, all’Uzbekistan. Alla fine non gli resterà che tornare a Mosca, attraverso percorsi rocamboleschi, rischiando tutto e soprattutto fingendosi uzbeko e muto.
Una storia che ancora una volta ci fa comprendere l’importanza della tolleranza tra popoli.